Chi è Francisco Cerundolo, avversario di Jannik Sinner nei quarti a Miami

Pubblicato il autore: Marco Bevilacqua

Dopo aver superato lo scoglio Nick Kyrgios negli ottavi di finale, a separare Jannik Sinner dalla semifinale nel Masters 1000 di Miami c’è Francisco Cerundolo. Sarà una sfida inedita tra i due tennisti, distanti ben 92 posizioni nel ranking ATP (undicesimo l’italiano, numero 103 l’argentino). Prima di giungere a Miami, Cerundolo aveva giocato un solo match a livello ATP sul cemento in tutta la sua carriera (a gennaio di quest’anno nel torneo di Adelaide, dove uscì sconfitto contro Gianluca Mager). Da mercoledì scorso, invece, ha battuto nell’ordine: Tallon Griekspoor, Reilly Opelka, Gael Monfils e Frances Tiafoe, mostrandosi come la vera sorpresa di questo torneo. Il suo nome risulterà nuovo a molti appassionati di tennis, i quali si chiederanno chi è e da dove viene questo giocatore. Vediamolo insieme.

Chi è Francisco Cerundolo, l’avversario di Jannik Sinner nei quarti a Miami

Francisco Cerundolo nasce a Buenos Aires il 13 agosto del 1998. Condivide la passione per il tennis con il fratello Juan Manuel, più piccolo di lui di 3 anni e 3 mesi. Compie i suoi primi passi nel circuito professionistico a maggio 2016 (ancora minorenne), perdendo al primo turno in due tornei Futures della sua città natale (eliminato in entrambi i casi da suoi connazionali). Ad ottobre dello stesso anno ottiene il suo primo punto ATP, grazie al secondo turno nel Future di San Juan e a dicembre coglie anche il suo primo quarto di finale, venendo sconfitto dall’argentino Mariano Kestelboim a Salto, Uruguay. Dovrà attendere quasi due anni per la sua prima semifinale, che arriva a settembre 2018 nella sua Buenos Aires, dove vince nettamente contro Sebastian Baez (oggi numero 66 del mondo), per poi perdere piuttosto rapidamente da Gonzalo Villanueva nell’atto conclusivo del torneo.

Le tante vittorie nei Futures e l’esordio nel circuito ATP

Ad ottobre 2018 vola in Brasile e conquista i primi due titoli ITF. Uno a Mogi das Cruzes, dove supera in finale Daniel Dutra da Silva e l’altro a Curitiba, battendo Felipe Meligeni Rodrigues Alves. Conclude l’anno facendo il suo esordio nel tabellone principale di un torneo Challenger, ovviamente sempre a Buenos Aires, uscendo sconfitto contro il brasiliano Orlando Luz. Inizia il 2019 con altri due trofei a livello ITF, colti nel mese di gennaio in Spagna. Il primo a Manacor (città natale di Rafa Nadal) e il secondo nel torneo Future 15.000 di Palmanova, nel quale elimina in semifinale Carlos Alcaraz (che era appena al suo secondo torneo). A febbraio gioca, grazie ad una wild card, la sua prima partita a livello ATP nel 250 di Buenos Aires (città fondamentale nella sua carriera), dove impegna non poco il suo connazionale Guido Pella, arrendendosi poi al terzo set.

I primi successi nei Challenger

La prima partita vinta da Francisco Cerundolo a livello Challenger arriva curiosamente sul cemento. Curiosamente si, perché prima di quel successo (nel giugno 2019 a Little Rock contro lo statunitense Michael Redlicki) l’argentino aveva giocato quasi solo sulla terra. La sua unica apparizione sulla superficie veloce era datata marzo 2017, nel primo turno di qualificazioni del Challenger di Buenos Aires (pensate un po’!). Dopo aver superato il primo turno in Arizona, Cerundolo vince incredibilmente altre due partite sul cemento, nel torneo di Columbus 2 (Ohio). Successivamente fa ritorno alla sua amata terra rossa, cogliendo prima un titolo Future 25.000 a Lima e poi rendendosi protagonista di un’ottima campagna sul suolo italiano. Nel mese di agosto, infatti, gioca quattro tornei Challenger in Italia, cogliendo un ottavo (a Manerbio) e due quarti di finale (a Cordenons e a L’Aquila).

Gli ultimi Futures e i primi titoli Challenger

Tra settembre e ottobre 2019 registra altri tre quarti di finale Challenger (a Buenos Aires, Campinas e Guayaquil), facendo anche l’ingresso, per la prima volta, nella Top 250 del ranking ATP. Ad inizio 202o trionfa nel torneo Future 25.000 di Los Angeles, per poi spostarsi sulla terra rossa in Argentina e Uruguay, collezionando solo un paio di semifinali a livello Futures. Terminato il periodo di stop dovuto alla pandemia di coronavirus, fa il suo ritorno alle competizioni nel Future di Vogau (in Austria), l’ultimo da lui disputato. Tra settembre e dicembre dello stesso anno ottiene risultati importanti a livello Challenger, raggiungendo prima una semifinale (a Sibiu, in Romania) e poi vincendo i suoi primi tre titoli, nell’ordine a: Spalato (Croazia), dove batte in finale il portoghese Pedro Sousa; Guayaquil (Ecuador), sconfiggendo lo slovacco Andrej Martin nell’ultima partita e a Campinas (Brasile), superando nell’atto conclusivo lo spagnolo Roberto Carballes Baena.

Le prime qualificazioni Slam e la prima finale ATP

A febbraio 2021 fa il suo esordio nelle qualificazioni di uno Slam, precisamente all’Australian Open, ritirandosi al secondo turno prima di scendere in campo contro lo spagnolo Mario Vilella Martinez. Torna poi a concentrarsi sulla terra rossa, spingendosi in finale nel Challenger di Concepcion e vincendo la sua prima partita ATP, nel 250 di Cordoba, contro Gianluca Mager. A Buenos Aires riesce prima a superare le qualificazioni, e poi a sconfiggere Federico Coria, Benoit Paire, Pablo Andujar e Albert Ramos-Vinolas, giungendo così in finale. Ad attenderlo c’è Diego Schwartzman, numero 1 argentino, che lo batte con un netto 6-1 6-2. Grazie a questo risultato fissa il suo best ranking alla posizione n.112, a ridosso della Top 100. A fine maggio entra per la prima volta nel main draw di uno Slam, il Roland Garros, venendo eliminato al primo turno dal brasiliano Thiago Monteiro.

Le qualificazioni fallite a Wimbledon, US Open e Australian Open

Nel mese di giugno tenta le qualificazioni a Wimbledon, ma è sconfitto al terzo turno dal cinese Zhizhen Zhang. A fine luglio partecipa ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020, uscendo al primo turno contro il britannico Liam Broady. Qualche giorno più tardi ritorna al trionfo in un Challenger, vincendo il titolo a Cordenons. A fine agosto fallisce la qualificazione allo US Open, perdendo nuovamente al terzo turno, (lo batte il tedesco Peter Gojowczyk). Conclude l’anno centrando le semifinali nei Challenger di Santiago del Cile 2, Buenos Aires, Campinas e Brasilia. Ad inizio 2022 non si qualifica per l’Australian Open (sconfitto nel primo incontro dal connazionale Pedro Cachin), ma può consolarsi con la conquista del suo quinto titolo Challenger, ottenuto a Santa Cruz (Bolivia). Nel torneo di casa, a Buenos Aires, giunge fino ai quarti di finale e ad eliminarlo è ancora Diego Schwartzman.

La prima Top 100 e la semifinale a Rio de Janeiro

Con i punti conquistati nel torneo 250 di Buenos Aires, entra per la prima volta in carriera tra i primi 100 giocatori del mondo, piazzandosi proprio al numero 100 del ranking. A metà febbraio prende parte al suo primo ATP 500, a Rio de Janeiro, arrivando in semifinale e trovando una nuova sconfitta contro Schwartzman. Con i 180 punti ottenuti in terra brasiliana continua a salire nel ranking ATP, issandosi fino alla 76esima posizione (toccata il 21 febbraio). Ad inizio marzo si reca ad Indian Wells, dove prova per la prima volta le qualificazioni in un Masters 1000, uscendo al primo turno contro Juncheng Shang (cinese classe 2005). La sua preparazione in vista di Miami continua poi nel Challenger di Phoenix, torneo in cui esce all’esordio, sconfitto dal francese Arthur Rinderknech. E il resto…beh è storia.

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