ATP Newport, vince Mannarino: la marcia di Michelsen si spegne in finale
A Rhode Island il francese, testa di serie numero 2, non trema di fronte alla rivelazione statunitense, 18 anni, numero 190 del mondo: 6-2, 6-4 in meno di un'ora e mezzo e terzo titolo della carriera per il classe 1988, che spezza così la propria allergia alle finali.

ATP Newport, Michelsen cede in finale a testa alta
Michelsen non ha comunque demeritato, iniziando benissimo il match con i primi due turni di servizio vinti a zero. Poi, però, è emersa la maggior esperienza di Mannarino, che ha piazzato il primo break nel quinto game ripetendosi nel settimo. Michelsen non si è dato per vinto, cercando di rialzare la testa in apertura del secondo parziale, ma il servizio strappato all’avversario nel secondo gioco è stato un’illusione perché Mannarino ha ottenuto subito il controbreak. Quando tutto faceva pensare al tie break, Michelsen ha subito il break al 9° game. A quel punto Mannarino non ha tremato andando a servire per l’incontro, chiudendo al secondo match point. Michelsen, reduce dal successo al Challenger di Chicago, rinvia l’appuntamento con il primo titolo ATP della carriera. Il bilancio, però, è più che positivo dopo aver eliminato due teste di serie, i connazionali Cressy e McDonald, l’australiano Duckworth ai quarti e Isner in semifinale.
Mannarino spezza il tabù finali: terzo titolo in carriera
Statistiche alla mano, di fronte a numeri non troppo diversi al servizio, a fare la differenza a favore di Mannarino è stata la netta superiorità alla risposta, con il doppio dei punti conquistati dal francese rispetto all’avversario (38%-19%). Per Mannarino, alla seconda finale dell’anno dopo quella persa tre settimane fa a Maiorca, sempre sull’erba, contro la rivelazione di Wimbledon Christopher Eubanks, si tratta del terzo titolo della carriera. Seconda gioia sull’erba quattro anni dopo ‘s-Hertogenbosch comprendendo anche quello conquistato nell’agosto 2022 sul cemento di Winston-Salem.