Ancona-Spal: come è nato il gemellaggio?

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

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Correva l’anno 1984. Lo stesso preso in prestito da Orwell, qualche tempo prima, per intitolare il suo celebre libro. Ma in queste righe non vogliamo foraggiare teorie sociologiche sulla società del futuro, bensì soffermarci su un qualcosa di attuale e sicuramente ben più distensivo, come il gemellaggio tra anconetani e spallini, che proprio nel 1984 vedeva la propria alba. Ma come nasce la storica amicizia tra emiliani e marchigiani?

Si giocava, esattamente 32 anni fa, allo stadio Mazza di Ferrara la sfida tra le due compagini. A quei tempi non esistevano settori ospiti e il livello di attenzione negli stadi era infinitamente minore rispetto al clima militarizzato e da Grande Fratello (tanto per rimanere sull’onda di Orwell) cui siamo abituati quest’oggi. Così le tifoserie spesse volte si trovavano mischiate e, anche a causa delle concitate azioni di gioco, non rari erano i focolai di rissa e i battibecchi che scoppiavano per poi rientrare come nulla fosse. Probabilmente andò così anche quella volta, ma il muro contro muro venne poco dopo interrotto da chiarimenti che fecero emergere diversi punti in comune tra coloro i quali, qualche istante prima, si sfidavano alla tenzone.

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Stessa scena avvenne nella partita di ritorno, al vecchio Dorico, ma a prendere immediatamente le difese dei tifosi estensi, furono proprio i ragazzi della curva anconitana. A far sì che la simpatia perdurasse, inoltre, a far da collante c’era, almeno inizialmente, una comune amicizia con i tifosi del Bologna.

Successivamente le squadre ebbero poche occasioni per incontrarsi, così il rapporto ebbe per diverso tempo i contorni di una semplice amicizia, che cambiò completamente connotati nel 1997, quando gli ultras estensi si presentarono alla festa per i dieci anni del Collettivo Autonomo. Da quel momento in poi si può parlare di vero e proprio gemellaggio. Un rapporto fraterno celebrato in diverse occasioni con giri di campo, bandieroni alla mano, striscioni di stima reciproca e tante mangiate insieme.

Domani il copione si ripeterà nuovamente. Dall’Emilia sono attesi oltre un migliaio di tifosi e anche la tifoseria dorica ha risposto abbastanza bene all’evento. La Spal si appresta a tornare in Serie B dopo ben 23 anni. Una promozione che potrebbe arrivare addirittura domani se Pisa e Maceratese perdessero entrambe. Cosa che appare tuttavia difficile e, in tutta probabilità, la festa ferrarese sarà soltanto rimandata. Festa che però si svolgerà comunque prima, durante e dopo la partita, quando a essere i veri protagonisti di giornata saranno i tifosi. Per l’occasione la società ha fatto stampare dei biglietti commemorativi con gli stemmi dei due club impressi.

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Il calcio d’inizio è previsto per le ore 15. Il Conero è pronto ad ospitare un evento all’altezza della sua fama, con due popoli fieri e attaccati alle proprie tradizioni e ai propri colori, che si ergeranno a colonna sonora dei 90′. E in tempi di divieti, limitazioni, biglietti venduti col contagocce e tessere del tifoso, fa pur sempre notizia avvertire entusiasmo sfrenato ai margini di un evento calcistico. Ancor più importante è sottolineare come questo entusiasmo esista, e sussista, anche e soprattutto grazie al tifo organizzato. Troppo spesso demonizzato a dato in pasto all’opinione pubblica come male assoluto del movimento calcistico.

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