Fiorentina: molte ipotesi per il futuro e un'idea suggestiva

Mancano 90' al termine del campionato e la Fiorentina attende con trepidazione il fischio finale per poter fare il bilancio della stagione e programmare la successiva, che si preannuncia intensa, anche perché sarà quella che porterà al mondiale 2018. Non ci sarà Europa per la squadra viola, dopo quattro stagioni di frequentazione nel torneo minore, che porta in dote solamente una semifinale persa (male)con il Valencia. Paradossalmente potrebbe essere meglio, per poter ricostruire senza troppi affanni. In questi giorni si susseguono molti nomi, se non altro per il reparto di cui qualsiasi tifosi vorrebbe leggere: l'attacco. Tralasciando le critiche a Sousa per aver lasciato in panchina il giovane Hagi (solo un'apparizione contro il Cagliari nel girone di andata), il reparto avanzato è ancora tutto un rebus: Federico Chiesa dovrebbe rimanere, mentre per gli altri si sovrappone un gigantesco punto di domanda. Kalinic, che a metà stagione rifiutò le sirene cinesi, dovrebbe andarsene, per permettere alla società di monetizzare e reinvestire su altri elementi, anche se questo termine, visti gli esiti delle ultime due campagne acquisti, parrebbe piuttosto sconosciuto. C'è chi parla di Milan, chi parla di estero: al momento nulla si sa di preciso. Babacar è l'eterno dilemma: giocatore valido o promessa non mantenuta? Il senegalese ha reso a sprazzi e non ha facilitato molto le cose il rapporto con Sousa, mai del tutto chiaro. Spuntano invece nomi nuovi che potrebbero risollevare gli animi piuttosto mogi dei tifosi gigliati: il primo, che aleggia già da tempo, è quello del palermitano Nestorovski, autore di 10 reti alla sua prima stagione in Italia. Nonostante il calciatore macedone abbia giurato fedeltà al rosanero, è assai difficile che rimanga in serie B. Il secondo nome, uscito però da pochissimo, è quello di Giovanni Simeone, figlio del " Cholo ", già in passato giocatore di Pisa e Inter. La punta genoana, anch'egli alla prima stagione in massima serie, ha segnato la bellezza di 12 reti in 32 gare: anche se la squadra rossoblu è rimasta in A dopo un campionato difficile, non pare certa la sua permanenza sotto la lanterna. Ultimo nome, ma non meno importante, è quello del livornese Pavoletti, che il Napoli ha preso dal Genoa a campionato in corso. Ma se in due anni di rossoblu ha segnato ben 23 reti in 44 gare, sotto il Vesuvio si contano 5 apparizioni: logico pensare che non faccia parte dei programmi futuri della squadra. Già la Fiorentina fece un pensiero alla punta, ma il tutto non si concretizzò: sarebbe già un ottima mossa se almeno uno di questi tre approdasse in riva all'Arno.
La questione-panchina, che sembrava già definita, potrebbe invece avere una svolta inaspettata: se l'approdo di Pioli che giocò a Firenze dal 1989 al 1995 sembrava cosa fatta, stanno prendendo ipotesi altre due strade: la prima porterebbe a Walter Mazzarri, che in Italia cercherebbe rivincite, e la seconda addirittura ad un ritorno di Claudio Ranieri, il primo che riportò un titolo a Firenze dopo ben 21 anni di astinenza. Era il 1996 e la Fiorentina vinse la Coppa Italia superando l'Atalanta, per poi ripetersi pochi mesi dopo sconfiggendo il Milan campione in carica e ottenendo la Supercoppa Italiana. Già nel 2012 questa ipotesi era forte, ma una parte della tifoseria osteggiò questo ritorno e la panchina andò a Vincenzo Montella. Sarebbe però un'ipotesi suggestiva, come quella di Francesco Guidolin, il quale, come Mazzarri, ha un piccolo conto aperto con l'Italia.