Roma-Juve, Serie A, 36esima giornata: la pressione del big match ricade tutta sui giallorossi

Roma-Juve sposta inevitabilmente l'attenzione sui giallorossi, obbligati a vincere per non far festeggiare lo Scudetto ai bianconeri proprio all'Olimpico. Alla Juve, anche in caso di sconfitta, basterebbero comunque solo tre punti tra Crotone e Bologna per accaparrarsi il titolo per la sesta volta consecutiva.
Roma-Juve, duello mai del tutto iniziato - La gara di domani sera potrebbe rappresentare per i bianconeri, il primo mattoncino sul quale fondare un finale di stagione davvero importante.
In realtà, il big match dell'Olimpico, raffigura lo specchio della stagione di entrambe le squadre, che hanno instaurato da agosto sino ad oggi, una battaglia a distanza mai del tutto concretizzatasi davvero.
I Pentacampioni d'Italia infatti, sono in testa dalla prima giornata di Serie A e in questi mesi sono sempre stati in grado di mantenere un ragguardevole livello di attenzione nei confronti della Roma e del Napoli (che ironia della sorte farà il tifo proprio per la Juventus in ottica secondo posto).

Higuain che si appresta a calciare in rete il pallone del definitivo 1-0 dell'andata
Già dalla gara d'andata infatti si era compreso che la direzione finale del campionato sarebbe stata nuovamente quella di Torino, nonostante una Roma molto forte e compatta soprattutto nei mesi di gennaio e febbraio, dove i giallorossi hanno dato l'impressione di poter recuperare quantomeno qualche punto di distacco dalla storica rivale.
Roma-Juve però non sarà troppo decisiva per quanto concerne il discorso legato alla vittoria del tricolore, poiché alla squadra ospite, anche in caso di sconfitta, basterebbero solamente tre punti per avere l'aritmetica dalla loro.
Punti inoltre facilmente raggiungibili negli ultimi due appuntamenti, ovvero sia Crotone (allo Stadium) e a Bologna (che non è in lotta per alcun obiettivo).
Roma-Juve, una storia che si ripete - Come accaduto negli ultimi anni, questo Roma-Juve è molto simile a quelli precedenti, con una Juve che non è dovuta quasi mai arrivare a Roma per fare le cosiddette "barricate", scendendo sempre in campo col vantaggio psicologico di potersi accontentare di un pari, proprio come potrebbe fare domani sera.
Era capitato già due anni fa ad esempio, con l'1-1 del 2 marzo 2015 (Keita e Tevez i marcatori) che permise ai bianconeri di mantenere un vantaggio considerevole sulla diretta avversaria (+9) e concentrare così le forze anche su Champions e Coppa Italia, come avvenuto poi anche in quest'anno.

Roma-Juve (2014-2015): il gol del momentaneo vantaggio firmato Carlos Tevez su punizione
Altro amarcord bianconero è rappresentato dal famoso gol di Osvaldo (penultima partita del campionato 2013-2014) che quasi allo scadere fissa il punteggio sullo 0-1 per gli ospiti, dando la possibilità alla sua squadra di poter superare quota 100 punti nella giornata successiva, infliggendo allo stesso tempo alla Roma un amarissimo gol dell'ex che non ha fatto altro che gravare sul curriculum giallorosso dell'attaccante argentino, ritiratosi poi da qualche mese dal calcio giocato.
Roma-Juve sarà come sempre una sfida affascinante e tutta da vivere, ma di certo la pressione psicologica ricadrà tutta sui padroni di casa, i quali avranno l'obbligo morale di non far festeggiare la tifoseria ospite sul prato dell'Olimpico, accadimento che verrebbe visto come un'onta difficilmente digeribile nell'etere romano, che vive questa partita in maniera (forse) ancor più aspra di quanto non sia possibile nel derby stracittadino.
Comunque vada, per la Juventus andrebbe bene ogni risultato (persino una sconfitta per 2-1 in caso di arrivo a pari punti il 28 maggio) e ciò gli permetterà di scendere in campo con la mente più sgombra rispetto ai suoi avversari, che dovranno faticare e non poco contro una Juve così fortemente motivata a tagliare il traguardo il prima possibile.