Inter- Cagliari e il famoso “2” fisso di Aldo

Pubblicato il autore: Stefano Cabrini Segui
CAGLIARI, ITALY - DECEMBER 09: Leonardo Pavoletti of Cagliari celebrates his goal 2-2 during the Serie A match between Cagliari Calcio and UC Sampdoria at Stadio Sant'Elia on December 9, 2017 in Cagliari, Italy. (Photo by Enrico Locci/Getty Images)

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Stasera a San Siro va in scena Inter-Cagliari che per tutti noi è questo:
“Beh il rischio c’è. Del resto se non rischi…Tu hai mai rischiato?”
“Una volta. Ho messo 2 fisso a Inter-Cagliari”
Ogni volta che il Cagliari si appresta a giocare a San Siro salta alla mente questa frase, parte della conversazione tra Giovanni e Aldo nel loro primo grande successo “Tre uomini e una gamba” che ormai lo conoscono tutti.

Era il 1997, l’altra parte del trio interista Giacomo dormiva con la maglia di Sforza “perché quella di Ronaldo era finita”, tante cose erano diverse: i presidenti, Moratti che spendeva cifre folli per tanti (forse troppi) giocatori ed altri dirigenti (i compianti Prisco e Facchetti).
L’Inter reduce da anni di insuccessi si consola con il gran colpo di mercato, il Fenomeno Ronaldo acquistato dal Barcellona e poteva contare su un grande parco attaccanti: oltre allo stesso brasiliano c’erano l’estroso Djorkaeff, il talento emergente Recoba, il combattente Zamorano e gli esperti italiani Ganz e Branca che sarebbero in seguito stati ceduti.

potrebbe interessarti ancheMagnani, esordio da grande in Sassuolo-Inter: la Juventus ha già trovato il nuovo Caldara?

Il Cagliari dal canto suo era appena stato retrocesso dopo lo spareggio contro il Piacenza, anche se veniva da ottime annate ed ottimi giocatori.  Erano gli anni della salvezza con Carletto Mazzone in panchina, Franscecoli e Fonseca in campo e l’incredibile scalata verso le semifinali di Coppa Uefa del 1994 guidati da Bruno Giorgi e dai sudamericani Oliveira e Dely Valdes.Cellino già ci aveva abituato all’accento sudamericano nello spogliatoio sardo anche nei suoi primi anni, acquistando molti giocatori dall’Uruguay, Argentina e tutto il continente (citiamo anche Dario Silva, Herrera, Abejon, ed il suo pupillo dei giorni nostri Larrivey detto “el Bati”).
Quella volta però il pronostico si invertì: Cagliari che passa 3-2 al Sant’Elia mentre i nerazzurri ribaltano il risultato in quel di San Siro per 3-0 raggiungendo la finale

Eppure Aldo e tutti quelli che avevano rischiato, hanno indovinato due volte negli ultimi anni.
A fine settembre 2014, Zeman appena preso comando della panchina sarda infila un’incredibile quaterna già nel primo tempo: a nulla valse il gol del desaparecido Osvaldo contro la tripletta dell’ex Primavera juventina Albin Ekdal e il sardo doc Marco Sau.
I nerazzurri guidati da un Walter Mazzarri prossimo all’addio dopo la famosa pioggia di Inter-Verona potevano recriminare su un rosso dopo neanche mezz’ora di gioco al giapponese Nagatomo lasciando per più della metà della gara la sua squadra in dieci.
Due anni dopo invece con l’olandese De Boer in panchina si portano in vantaggio grazie alla rete di Joao Mario, ma Melchiorri prima e un’autorete di Handanovic a cinque minuti dallo scadere regalano la vittoria agli uomini di Rastelli.

potrebbe interessarti ancheInter anti-Juve? Per ora è solo anti-Inter

Tante cose sono cambiate sia dalla semifinale di Coppa Uefa, dall’uscita di “Tre uomini e una gamba” e dagli esoneri di Mazzarri e de Boer: ora l’Inter dopo un calo invernale sta ritrovando quadratura difensiva e risultati, così come il Cagliari reduce dall’importantissima vittoria sabato nell’anticipo contro l’Udinese nello scontro salvezza.
Ma i centri scommessi oggi che diranno? Quanti coraggiosi travestiti da Aldo rischieranno e giocheranno quel famoso “2” fisso?

notizie sul temaSassuolo-Inter: ecco perchè i nerazzurri sono stati i primi a pagare le modifiche al VARInter con le ruote sgonfie: il flop col Sassuolo nasce a centrocampoInter, Modric smentisce i contatti con i nerazzurri: “Una grande bugia”
  •   
  •  
  •  
  •