Inter, Sabatini: "L'addio? Non potevo fare il mio calcio. Chiedo scusa ai tifosi nerazzurri"

MILAN, ITALY - NOVEMBER 05: FC Internazionale Milano fans show their support prior to the Serie A match between FC Internazionale and Torino FC at Stadio Giuseppe Meazza on November 5, 2017 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images )

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Ieri sera a San Siro l'Inter di Luciano Spalletti ha ottenuto un brillante successo ai danni di uno spento Cagliari. Uno spettacolare 4-0 che ha visto i nerazzurri dominare sin dai primi minuti di gioco quando Cancelo ha subito sbloccato il match grazie ad una punizione insidiosa che ha beffato l'estremo difensore rossoblù, Cragno. Nella ripresa, poi, gli uomini di Spalletti hanno chiuso il match grazie alle reti di Icardi, al suo 25° centro stagionale, Brozovic e Perisic. Mentre i nerazzurri si sbarazzavano senza troppi problemi del Cagliari, l'ex coordinatore dell'area tecnica del gruppo Suning, Walter Sabatini, è tornato a parlare ai microfoni di Sky Sport dei motivi che lo hanno spinto a dare le dimissioni: "Nella mia strada ho incontrato tanti interisti, anche quando ero a Roma, e ho creduto di non poter assecondare i loro desideri. Ho fatto una scelta dolorosissima perché l'Inter è il massimo dal punto di vista professionale. Volevo essere all'altezza ma non essendoci i presupposti ho preferito dire grazie a Suning per l'opportunità. Io volevo fare il mio calcio ma qui non potevo. Mi scuso con i tifosi interisti, al mio arrivo ho colto da parte loro tanta fiducia, ma non ho potuto contraccambiare per colpa di nessuno ma per le procedure e per il modo di affrontare la vita del club che non erano affini al mio modo di sviluppare questa attività".

Poi, Sabatini ha continuato soffermandosi sul tecnico dei nerazzurri: "Spalletti è una garanzia, il calcio senza un pizzico di follia non si gioca. Lui pone attenzione ma lui vive il calcio come un'arte, è un allenatore veramente importante". Infine non poteva mancare un accenno all'impresa compiuta dalla Roma in Champions, in merito alla quale Sabatini ha detto: "La Roma la sento ancora mia, nove undicesimi della squadra li ho acquisiti io. Li seguo con grande affetto e la consapevolezza che potrebbero produrre un risultato leggendario. Me lo auguro".