Italia-Ucraina: buon primo tempo degli azzurri, calo nella ripresa, ma i segnali sono incoraggianti

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

Termina 1-1 la gara amichevole, andata in scena al “Ferraris” di Genova, tra Italia e Ucraina. Rispetto alle precedenti uscite contro Polonia e Portogallo sono stati ammirati importanti passi in avanti da parte della banda guidata dal c.t. Roberto Mancini. Soprattutto nel primo tempo, la superiorità tecnica e qualitativa rispetto agli avversari è apparsa notevole. Gli azzurri hanno disputato quarantacinque minuti all’insegna della massima attenzione nel reparto arretrato, per poi cingere d’assedio la metà campo degli ucraini, sfiorando ripetutamente il vantaggio. Tante le occasioni da gol griffate da Bonucci, Insigne, Barella e Chiesa, donando una sensazione, alquanto confortante, di sfrontatezza e spregiudicatezza. Nelle retrovie insuperabile il muro centrale composto da Bonucci e Chiellini, rivelatosi una garanzia.

A metà campo soddisfacente la performance sciorinata da Marco Verratti, finalmente tornato a buoni livelli, dopo le deludenti apparizioni durante la precedente gestione Ventura. Pollice sù anche per Nicolò Barella, all’esordio in azzurro, il quale ha più volte tentato di scrivere il suo nome sul tabellino dei marcatori, palesando una personalità da veterano nonostante i soli 21 anni. In attacco, invece, l’inedito tridente composto da Bernardeschi, Insigne e Chiesa ha messo in difficoltà la retroguardia della compagine allenata dall’ex stella del Milan, Andriy Shevchenko, non dando punti di riferimento, dimostrando, altresì, una vivacità ed un’intraprendenza decisamente interessanti.

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Il gol che ha spezzato l’equilibrio è arrivato, però, nella ripresa, al 55′, attraverso un tiro da fuori area di Bernardeschi che si è insaccato in rete complice il goffo intervento di Pyatov, non esente da colpe. Poi, gradualmente, per via dei numerosi cambi effettuati da parte del Mancio, ossia sei, l’Ucraina si è resa pericolosa dalle parti di Donnarumma, trovando il gol del pareggio al 62′ con Malinovskyi, per poi sfiorare il bis colpendo una traversa. Negli ultimi venti minuti, l’intensità agonistica degli azzurri si è gradualmente affievolita, non manifestando la medesima verve palesata per circa un’ora. Da sottolineare, inoltre, il debutto con la Nazionale maggiore di Cristiano Piccini, terzino destro, classe 1992, in forza al Valencia.

Al triplice fischio finale decretato dall’arbitro sloveno Obrenovic, resta il rammarico per il pareggio ottenuto, il terzo durante la gestione Mancini, anche se non sono mancati dei segnali incoraggianti che lasciano ben sperare in vista della gara di Nations League, contro la Polonia, in programma domenica 14 ottobre, quando i tre punti in palio saranno fondamentali onde evitare una retrocessione dalla Lega 1 che rischierebbe di compromettere il cammino dell’Italia durante la fase di qualificazione all’Europeo del 2020.

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Intervistato, al termine della gara, queste le considerazioni principali rilasciate da Roberto Mancini:” C’è rammarico per il risultato, non ci dice bene perchè stasera meritavamo un paio di gol in più. Dobbiamo essere più incisivi, quando hai tanti palloni devi segnare. Quando inizi a fare i cambi poi tutto diventa problematico. Abbiamo concesso, ma anche continuato a spingere. La partita è stata buona. Barella? Ottima partita al debutto, un pò più facile per lui in casa rispetto ai ragazzi che hanno debuttato in Portogallo. Ora abbiamo quattro giorni per recuperare e poi cercheremo di fare meglio nel prossimo impegno“.

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