Mourinho ricorda l’Inter dei record e guarda al futuro.

Pubblicato il autore: Roberto Liggi Segui

Tra pochi giorni compirà la bellezza di 56 primavere e per la prima volta dopo il bruciante esonero dalla panchina del Manchester United avvenuto il mese scorso, ha deciso di vuotare il sacco e ha parlato a 360 gradi di calcio, del suo passato e futuro.
Jose Mourinho si è confessato ai microfoni di beIn Sports, in occasione di una trasmissione sulla coppa d’Asia e ha colto l’occasione per chiarire alcuni aspetti della tormentata vicenda del suo addio a Manchester nonchè fare un breve excursus dei suoi tanti trofei e record ottenuti da allenatore nel corso della carriera.
Sebbene sia emerso una forma di accordo secondo il quale non avrebbe potuto rivelare dettagli sull’esonero dalla panchina del Manchester United, un esonero fino a qua fortunato, dato che la squadra ha poi messo a segno un filotto di sei vittorie consecutive col nuovo allenatore, Mourinho è tornato a parlare della sua esperienza appena conclusa senza nascondere i diversi problemi di carattere personale incontrati con i giocatori, uno su tutti Pogba.

Per questo motivo ha auspicato la creazione di una struttura professionale che preveda una figura di intermediazione tra allenatore e giocatori, specialmente quando si ha a che fare con moderni top players di fama mondiale che tutto sono meno che semplici da gestire e in un contesto in cui, sempre a suo dire, solo i conflitti fanno rumore a differenza di quanto di buono fatto. Una sorta di filtro tra giocatori e allenatore in uno schema che dovrebbe prevedere inoltre amministratore delegato e direttore sportivo.

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E per chi si domandasse delucidazioni sul suo futuro da allenatore, con la sua proverbiale modestia ha asserito di essere ancora troppo giovane e troppo bravo per allontanarsi dai campi di calcio, appartenendo all’élite degli allenatori di maggior successo di sempre insieme a gente come Guardiola e Ancelotti, abituati a vincere costantemente.
Difficile dargli torto, dati alla mano, tenuto conto che Mourinho ha vinto praticamente tutto: due Champions, due Europa League, due scudetti all’Inter, tre campionati inglesi vinti col Chelsea, uno col Real Madrid, altri due col Porto quando ancora si affacciava al calcio internazionale che conta.
Ma tra i successi più importanti da lui conseguiti annovera il secondo posto della scorsa stagione al Manchester, per via del lavoro che ha dovuto svolgere nel “backstage” del campo e che lo ha reso particolarmente orgoglioso.

Un attaccamento particolare per Drogba, ex stella del Chelsea che fu proprio lui a portare in Inghilterra scommettendo su di lui per poi farlo esplodere quando in pochi ancora lo conoscevano e si sarebbero aspettati un campione di tale portata.

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E infine per la gioia dei tifosi nerazzurri a chi gli chiede quale sia stata la miglior squadra da lui allenata la risposta è secca: l’Inter, ovvero l’unica squadra con la quale ha vinto tutto ma proprio tutto, collezionando tre finali in appena dieci giorni in quella leggendaria primavera del 2010, con i quali vinse il secondo scudetto consecutivo, prima della vittoria di coppa Italia contro la Roma e sopratutto la finale di Champions vinta contro il Bayern Monaco.

Insomma, per chi sogna magari un ritorno in Italia, in memoria di quella storica annata, una cosa è certa: non ha nessuna intenzione di farsi da parte.

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