Dybala: “Non do peso alle critiche. Un giorno sei il migliore, il giorno dopo il peggiore”

Pubblicato il autore: Francesco Rossi Segui

La stagione negativa di Paulo Dybala è oramai agli sgoccioli e il fantasista della Juventus si è confessato ai microfoni di Style, facendo il punto della sua attuale situazione a Torino. Il calciatore è stato duramente criticato dalla stampa e dalla tifoseria, tanto da perdere la titolarità in squadra a discapito di Bernardeschi. L’italiano è più adattabile ai moduli schierati da Allegri dopo l’arrivo di Cristiano Ronaldo, ma le varie critiche e la panchina non spaventano l’ex Palermo:

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“Questa è la vita dei giocatori. Un giorno sei il migliore, il giorno dopo sei inutile. Trovare l’equilibrio non è semplice. Succede anche ai campioni come Leo Messi e Cristiano Ronaldo: dopo quello che hanno fatto nella loro carriera, vengono ancora criticati qualche volta”. Le parole della Joya sono amare ma il ragazzo vuole riuscire a venirne fuori per rispondere brillantemente alle critiche. Le prestazioni da ricordare da parte di Dybala in questa stagione sono poche e la dirigenze della Juventus vuole di più.

Una maglia che pesa

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Il numero che indossa Dybala è di quelli che farebbero paura a qualsiasi calciatore della Juventus: la famosa numero 10, maglia indossata da mostri sacri come Platini e Del Piero. Dybala negli anni l’ha onorata, riuscendo a portare a casa trofei importanti ma non la Champions League. Agnelli e co. vogliono a tutti i costi il trofeo dalle grandi orecchie e pare che viste le prestazioni deludenti dell’argentino, la dirigenza sia sulle tracce del talento portoghese più luminoso in questo momento: Joao Felix. La cosa non può certo far piacere alla Joya, chiamata in questo finale di stagione a dare il meglio di se pur di riprendersi il suo scettro.

Le possibilità di giocare con continuità in queste ultime gare potrebbero essere abbastanza risicate per via del suo infortunio al quadricipite. Due settimane di stop, ma il numero 10 scalpita per poter dimostrare a tutti che la sua storia a Torino, non è finita.

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