FC Barcelona – Il Barça a meno 6 dal titolo

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

April 2, 2019 – Villarreal, U.S. – VILLARREAL, SPAIN – APRIL 02: Luis Suarez, forward of FC Barcelona celebrates his goal with his teammates during the La Liga match between Villarreal CF and FC Barcelona at Ceramica stadium on April 02, 2019 in Villarreal, Spain. (Photo by Carlos Sanchez Martinez/Icon Sportswire) (Credit Image: © Carlos Sanchez Martinez/Icon SMI via ZUMA Press)

Il Barça batte 2-1 la Real Sociedad al Camp Nou e si porta a meno 6 punti dalla conquista del titolo di Liga.
E’ stato uno scontro tirato quello di ieri notte contro un avversario che ha giocato libero da patemi e limitazioni psicologiche dovute alla classifica. In una tranquilla posizione di graduatoria, senza sogni di gloria o patemi per la lontana zona retrocessione, la Real si è presentata al Camp Nou con spirito leggero e battagliero, pronta a giocarsi la sfida con sfrontatezza.
Il Barça, dal canto suo, veniva dalle fatiche di Champions e dal successo di martedì contro lo United. Una vittoria che ha comportato un notevole consumo di energie psico-fisiche. Per questo motivo Valverde, in previsione dell’altro scontro di Champions contro il Liverpool del 1° maggio, ha operato altre rotazioni.
Fuori Busquets e Coutinho, sono partiti dall’inizio sia Arthur che Vidal (solitamente usati in alternanza), con Rakitic nel ruolo di Busi, e Dembélé.

La partita si è svolta con un buon ritmo da ambo le squadre. Il Barça, consapevole dell’importanza della sfida e di quanto sia fondamentale arrivare quanto prima al titolo per poi concentrarsi sul cammino Champions, ha giocato esercitando una buona pressione alta nel tentativo di recuperare immediatamente la palla nella tre quarti avversaria. Il pressing è stato portato da due, tre uomini, e questo ha generato subito delle buone trame offensive e occasioni da rete.
La retroguardia blaugrana non ha quasi mai sofferto. Solo in una occasione è stata trovata impreparata (errata tattica del fuorigioco). Ter Stegen, nella circostanza, ha fatto ciò che gli riesce meglio (parata nell’uno contro uno) e ha sventato la minaccia.

Il vantaggio del Barcelona è giunto poco prima della chiusura del tempo con Lenglet che ha insaccato di testa sugli sviluppi di un corner battuto dalla sinistra. Per il centrale francese si tratta della prima rete in stagione in Liga.

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La ripresa si è aperta con una Real più pimpante e in palla rispetto alla prima metà di gara. Alla fine il possesso palla sarà di matrice donostiarra, 51% a 49%, con una punta del 58% nella ripresa.

Al 62′ è la Real Sociedad che giunge alla rete del pareggio. Il merito è di Juanmi, giocatore storicamente abituato a far male ai blaugrana, che approfitta di un errore in chiusura di Piqué per passargli alle spalle e anticipare l’uscita del portiere tedesco.

Il vantaggio dura però poco. Appena due minuti dopo è il Barça a rimettere le cose a posto dal punto di vista del risultato. La rete del 2-1 blaugrana porta la firma di Jordi Alba che trova l’angolino alla sinistra di Rulli.

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La ripresa è anche il momento per Valverde di effettuare alcuni cambi e continuare il suo eccellente lavoro di gestione della fatica della rosa. Preso il bilancino del chimico provetto, e deciso a far ruotare i giocatori per calibrarne le energie, il tecnico extremeno ha inserito in campo Busquets per Arthur, Coutinho per Dembélé (e qui ci torneremo su) e Sergi Roberto per Vidal.

L’ingresso in campo di Coutinho è stata la cartina di tornasole degli umori del barcelonismo verso il brasiliano che, in occasione della rete contro il Manchester, aveva esultato in maniera polemica verso la aficion blaugrana. Al Camp Nou non è piaciuta quella polemica infantile, e ieri sera non ha fatto nulla per mascherarlo. Anzi, lo ha dichiarato chiaramente al numero 7 con la sonorità inconfondibile dei fischi. Applausi per Dembélé e fischi misti ad applausi per l’ingresso in campo di Coutinho. Il cocktail di fischi e applausi è proseguito anche per il resto della gara ad ogni tocco di palla da parte del brasiliano. Il Camp Nou non ha gradito quel comportamento verso uno stadio che non lo ha mai contestato e criticato in campo. La stampa sì (noi come gli altri media specializzati), ma non l’Estadi. E’ chiaro che ricevere quella risposta dopo una rete da un giocatore che non si è mai contestato non è piacevole per nessuno. Men che meno per il Camp Nou, sentitosi tradito da un giocatore mai messo in discussione fino a ieri notte.

A questo punto spetterà a Coutinho fare pace con il pubblico attraverso le prestazioni, le reti ed un comportamento più da adulto e meno da bambino dispettoso e capriccioso. Cou è un gran giocatore, ma a Barcelona i grandi giocatori non sono mai mancati e il rispetto non lo si è mai attribuito ad un nome di per sé, ma sempre all’uomo (e al suo comportamento) dietro al nome. Il ragazzo dovrebbe fare un esame di coscienza e capire bene dove si trova. L’esempio di Vidal, che da fischiatissimo (in occasione di un cambio dopo le iniziali bizze per il poco spazio che stava trovando ad inizio stagione) si è trasformato in uno dei beniamini del pubblico per la gioia e l’assoluta abnegazione alla causa che mette in ogni gara, è l’esempio perfetto che il pubblico del Camp Nou, come tutto il barcelonismo, conferisce stoccate e elogi mai per partito preso, ma sempre in base al comportamento che i giocatori tengono in campo, sia verso il club che verso i suoi sostenitori. Al brasiliano la prossima mossa.

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