Premier League, emergenza Coronavirus: le parole di Klopp, Ancelotti e Hodgson

In questo difficile periodo storico in cui si lotta ogni giorno contro il Coronavirus tutti, con le proprie risorse e anche con semplici gesti (come quello di restare a casa e di limitare le uscite per comprovate situazioni di necessità), stanno contribuendo affinché questa problematica si risolvi e la curva dei contagi scenda il prima possibile, aiutando in questo modo medici e infermieri che ogni giorno sono in prima linea per curare migliaia di pazienti.
Nonostante in Inghilterra sia stato dichiarato il “lockdown” solo qualche giorno fa, la Premier League e le competizioni calcistiche britanniche sono state sospese ormai da qualche settimana a causa della positività di alcuni addetti ai lavori, seguendo così l'esempio di alcuni campionati come quello italiano e quello spagnolo.
In merito a questa situazione di emergenza, gli allenatori della massima competizione calcistica inglese, non vogliono sentire parlare di calcio ma ci tengono a ringraziare i medici e il personale sanitario che ogni giorno è impegnato ventiquattro ore su ventiquattro per salvare vite.
Di questo avviso è il tecnico del Liverpool, Jurgen Klopp che, intervistato dal sito ufficiale del proprio club ha dichiarato: “Ho ricevuto un video di persone in un ospedale, appena fuori dalla terapia intensiva, che cantavano 'You'll never walk alone', ho cominciato subito a piangere. Ritengo grandioso tutto ciò che stanno facendo, incredibile. Queste persone non solo lavorano ma hanno un grande spirito. Non potrei ammirarle di più di così. Sono abituate ad aiutare gli altri e per farlo si mettono in pericolo aiutando chi sta male”.
L'allenatore dei Reds ha anche voluto aggiungere: “Ci sarà un momento nel futuro in cui guarderemo indietro e speriamo di poter pensare a questo momento storico come il passato. Tra 10, 20, 30, 40 anni ci guarderemo indietro e penseremo che questo è stato il periodo in cui il mondo ha mostrato le più grandi forme di solidarietà, amore e amicizia.Sono passate due settimane, ma sembra che siano passati anni da quando abbiamo giocato contro l'Atletico Madrid.”
A sottolineare la priorità sanitaria del momento e dei possibili risvolti futuri non solo dello sport, ma dell'intera società ci pensa l'attuale tecnico dell'Everton, Carlo Ancelotti che, in un'intervista concessa al "Corriere dello Sport", ha affermato: “Oggi la priorità è la salute, limitare il contagio. Tutto il resto è secondario. Quando si ricomincia, quando si finisce, le date, le promesse, le speranze… credimi, non m’importa, in questo momento è l’ultimo dei miei pensieri (…) Sento parlare di taglio degli stipendi, di sospensione dei pagamenti. Mi sembrano soluzioni inattuali, intempestive… Presto cambierà l’economia, e a tutti i livelli, i diritti televisivi varranno di meno, i calciatori e gli allenatori guadagneranno di meno, i biglietti costeranno di meno perché la gente avrà meno soldi. Prepariamoci a una contrazione generale”.
Un altro ringraziamento speciale ai medici e al servizio sanitario proviene dall'ex allenatore dell'Inter, attualmente al Crystal Palace, Roy Hodgson, che ha dichiarato di poter solamente ringraziare l'incredibile lavoro che stanno svolgendo i medici in questo periodo, tutto ciò fa capire quanto sia importante il servizio sanitario nazionale.