Serie A: tutto quello che c'è da sapere dopo le ultime riunioni.Urge il tema ingaggi.

Durante l'ultima assemblea di lega A , rigorosamente fatta con una riunione in videoconferenza, si è discusso sulle conseguenze che il virus ha generato in tutte le società .
Il problema che maggiormente preoccupava i presidenti era quello dell'eventuale ripresa degli allenamenti collettivi che per ora sembrano essere rinviati più in là, in quanto tutti hanno deciso di rispettare i provvedimenti emanati dalle autorità sanitarie competenti.
Le squadre hanno espresso all'unanimità la richiesta di sospendere gli stipendi per il mese di marzo . La figura che dovrà affrontare tale questione è Paolo Del Pino che dall'8 gennaio del 2020 è il presidente della lega calcio serie A, che avrà l'onore e l'onere di affrontare la delicata questione, ma legittima, con il presidente della F.I.G.C. Gabriele Gravina, dal quale ci si aspetta un importante e tempestivo segnale.
Per ora l'inopportuna proposta di alcuni presidenti che volevano riprendere gli allenamenti sul campo già dalla prossima settimana è stata accantonata, rasserenando un po' gli animi degli addetti ai lavori che in questo caso ,seppur seguitissimi a livello medico, possono tirare un sospiro di sollievo per eventuali contagi e diffusione dello stesso coronavirus.
Ricordiamo ai presidenti responsabili, che questa pandemia non guarda in faccia a nessuno e ne tantomeno fa sconti ,perché come ben sanno ma ignorano o fanno finta di non rendersene conto, il covid-19 è talmente democratico ,invisibile e potente che può colpire proprio tutti anche i soggetti più sani e controllati, da un momento all'altro.
La cosa più nobile e giusta che potrebbero fare i patron della serie A è quella di indirizzare ogni energia e mezzo a loro disposizione a favore dei medici, degli infermieri e di tutti gli ospedali che hanno un disperato bisogno di aiuti sia economici, umani nonché di strutture adeguate per debellare quanto prima la bestialità di questo silenzioso ma letale micro-organismo che nel giro di 3 mesi ha stravolto l'umanità intera, lasciando tutti increduli dell'accaduto tranne i virologi, che avevano previsto una pandemia del genere già da molto tempo, ma che purtroppo non sapevano quando sarebbe arrivata.
Gli ingenti tagli alla sanità e alle ricerche mondiali sulla prevenzione di tali sciagure ha fatto il resto.
Anche in Spagna si continuano a fare i conti senza l'oste e paventare una improbabile ripresa della liga a metà aprile, e francamente sono allibito , nonchè avvilito che in questo momento storico cosi delicato si pensi ancora al profitto e non agli uomini e alle donne che stanno morendo senza avere nemmeno il tempo di accorgersene ,con l'ulteriore strazio di non poter avere vicino nemmeno i propri cari (emblematico il caso di Bergamo che piange ).
Dunque la soluzione logica è la riduzione degli stipendi di tutti quanti dalla prima all'ultima squadra di ogni ordine e grado in modo da permettere ai vari amministratori di ovviare al problema,e tra le prime che adotteranno questa politica nella penisola iberica c'è il Barcellona che vanta un gigantesco tetto salariale di circa 671,429 milioni di euro,e già questa cifra potrebbe indurre a molti dibattiti sul tema ma lasciamo da parte le polemiche.Ovviamente nelle leghe minori, dove si guadagna molto meno, ci dovrebbero essere più tutele.
In Francia si paga il 70% lordo dello stipendio, in Germania i giocatori del Borussia Mönchengladbach hanno dato un bel segnale riducendosi l'ingaggio.
Nella ricca Svizzera alcuni tesserati del Sion non avendo accettato di essere messi in cassa integrazione sono stati allontanati.
In Italia anche se il ministro dello sport Spadafora non ha messo in cima alla lista dei problemi da risolvere la riduzione degli emolumenti ai calciatori ,ha comunque invitato tutto il sistema calcio a rivedere ,visto anche il difficile momento,il tema dei costi e di gestione delle stesse società, in virtù del fatto che molte di esse sono iper-indebitate con le banche , che in questo mondo che va al contrario, spesso preferiscono fare prestiti alle squadre piuttosto che alle persone in difficoltà, le quali magari hanno aziende a cui basterebbe poco per ripartire .
Di seguito vado ad elencarvi il monte ingaggi lordo delle compagini militanti nella massima serie:
1 Juventus 294 milioni di euro.
2 Inter 139 milioni
3 Roma 125 milioni
4 Milan 115 milioni
5 Napoli 103 milioni
6 Lazio 72 milioni
7 Torino 54 milioni
8 Fiorentina 50 milioni
9 Cagliari 44 milioni
10 Bologna 41 milioni
11 Genoa 40 milioni
12 Sampdoria 36 milioni
13 Atalanta 36 milioni
14 Sassuolo 35 milioni
15 Lecce 32 milioni
16 Parma 31 milioni
17 Spal 30 milioni
18 Udinese 30 milioni
19 Brescia 28 milioni
20 Verona 25 milioni.
Totale : 1 miliardo 360 milioni di euro.