Mondiali 2018: bronzo per un Belgio che guarda con ottimismo il proprio futuro

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui
ROSTOV-ON-DON, RUSSIA - JULY 02: Nacer Chadli of Belgium celebrates after scoring his team's third goal with team mates during the 2018 FIFA World Cup Russia Round of 16 match between Belgium and Japan at Rostov Arena on July 2, 2018 in Rostov-on-Don, Russia. (Photo by Kevin C. Cox/Getty Images)

Foto originale Getty Images© selezionata da SuperNews

Si chiude tra gli applausi e con la consegna della medaglia di bronzo la cavalcata dei “diavoli rossi” nel Mondiale russo. La banda guidata dal c.t. Martinez supera per 2-0 l’Inghilterra ed ottiene il terzo posto, miglior traguardo di sempre nella storia della nazionale belga. Nel 1986 Scifo e compagni non andarono oltre un quarto piazzamento, stavolta Hazard, De Bruyne e Lukaku hanno fatto ancor meglio, ma molto probabilmente avrebbero potuto ambire ad un traguardo ancor più prestigioso se solo fosse andata diversamente la semifinale con la Francia e la capocciata di Umtiti non avesse condannato i belgi ad una sconfitta senza prova d’appello.

Nonostante ciò, il percorso dei “diavoli rossi “è da ritenere alquanto soddisfacente. Numeri alla mano, siamo al cospetto della nazionale più prolifica in questa edizione con ben sedici reti all’attivo. Oltre a ciò, analizzando le tappe che hanno condotto il Belgio alla finale per il terzo posto, occorre partire dalla fase a gironi, dominata a punteggio pieno, sbarazzandosi senza patemi di Panama e Tunisia e infliggendo una severa punizione all’Inghilterra, avversario che poi avrebbe rincontrato quest’oggi. Agli ottavi, è venuta fuori la vera anima di questa squadra, infarcita non solo di talenti e calciatori dall’elevato tasso tecnico, quanto piuttosto di una personalità, una tenacia ed una determinazione senza eguali.

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Il Giappone dopo esser passato in vantaggio per due reti a zero, ha subito la riscossa degli uomini di Martinez, il quale attraverso delle sostituzioni indovinate, è riuscito a fare scacco matto ai seppur coraggiosi ed intraprendenti nipponici. A seguire è avvenuto lo scalpo degno di nota, ossia quello di mettere fuori causa il blasonato e quotato Brasile della stella Neymar. Contro i verdeoro, i “diavoli rossi” hanno sciorinato una performance d’alta qualità, mettendo a soqquadro la retroguardia avversaria, per poi resistere con veemenza al forcing finale messo in atto dai “pentacampeones“.

Il resto, come detto, è contraddistinto dalla semifinale persa contro la Francia di Didier Deschamps, a margine dell’unica prestazione meno convincente e tutt’altro che vivace da parte di Hazard e compagni, per poi concludere il cammino con il corroborante successo di quest’oggi che regala una medaglia di bronzo ad una Nazionale che obbligatoriamente può osservare con fiducia il proprio futuro. La compattezza difensiva, i lampi di genio dei vari Hazard, De Bruyne, la fisicità di Fellaini e Witsel, il dinamismo e la caparbietà di Lukaku, sono i fattori predominanti che potranno riservare ottimi risultati nell’immediato futuro.

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Una speciale nota di merito va attribuita al c.t., nato in Spagna, Roberto Martinez, uomo in grado di fornire un gioco ed un’amalgama ai tanti fuoriclasse presenti nella rosa, senza dimenticare, altresì, il contributo d’esperienza e di personalità fornito da Thierry Henry, nell’inedita veste di assistente del c.t. e con davanti a sé un futuro assicurato da allenatore decisamente interessante. Il Belgio esce, quindi,  tra gli applausi e con la convinzione di poter rappresentare una delle compagini più attrezzate per conquistare dei titoli, mettendo nel mirino il prossimo Europeo del 2020, quale banco di prova in cui ribadire quanto di ottimo realizzato in questo mese in Russia.

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