Inter allo sbando: Mancini fa comprare a caso
Veramente disastrosa la situazione dell'Inter che si rivela essere una squadra senza identità, e senza ormai nessun obiettivo stagionale. Sfumata l'Europa già dall'anno scorso (l'Inter non fa neanche l'Europa League), e la Coppa Italia dopo la batosta subita da quella che è la Juventus B per 3 a 0, anche il terzo posto (con ambizioni tricolore prima di natale), sembra ormai giunto al capolinea, dopo il vergognoso pareggio interno con il Carpi e l'altra batosta, sempre per 3 a 0 di ieri sera nel derby.
Le colpe vanno imputate per prima cosa a una società letteralmente assente, Thoir su tutti, che forse non ha ancora capito come si gestisce una squadra di calcio, e in secondo piano a due che di calcio dovrebbero capirci qualcosina, ma che nell'ultimo anno hanno mostrato di perdere qualche colpo. Parliamo di Ausilio e Mancini, rispettivamente direttore sportivo e allenatore di una squadra che ormai da un anno preciso, e cioè dal primo mercato dell'era Mancini a quello che si sta per chiudere, hanno fatto girare decine di giocatori a vuoto, senza alcuna motivazione tecnica apparente, facendo bruciare milioni e milioni a un proprietario che forse non ha ancora ben capito quello che sta facendo, se non investire in qualcosa che non sta portando alcun frutto.
Il ritorno di Mancini all'Inter: il grande sogno naufragato

4 colpi davvero grossi pe run Inter che puntava alla Champion. Risultato? L'Inter non arriva neanche tra le prime 6, e allora rivoluzione, via Podolski, impiegato pochissimo, e via la stella Shaqiri, bocciato subito dal tecnico che l'aveva richiesto a gran voce e stella in Premier in questo campionato.

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Arrivano quindi Montoya (1,3 per il prestito), Miranda (12,5 milioni), Murillo (preso a gennaio), Telles (1,3 per il prestito), Felipe Melo (3,7 milioni), Biabiany (parametro zero), Perisic (16 milioni), Jovetic (15), Ljajic (1,6 per il prestito) e soprattutto Kondogbia per la cifra record di 35 milioni, per una rosa veramente da scudetto che il tecnico di Jesi deve guidare. Risultato? Quello descritto all'inizio, con un Montoya mai utilizzato, un Melo che risiede sempre in panchina, uno Jovetic che probabilmente ancora non ha capito di essere a Milano e soprattutto un Kondogbia, pagato a peso d'oro, che non riesce neanche a conquistarsi un posto da titolare.
Che possiamo dire? Complimenti a Mancini e ad Ausilio che hanno veramente fatto spendere un patrimonio immenso per una squadra che non sa scendere in campo e che non raggiungerà neanche il terzo posto. Ciliegina sulla torta l'ultimo acquisto voluto dal prodigioso Mancini, parliamo di Eder, che se scomparirà assieme all'Inter non lo vedremo neanche in nazionale.
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