Fiorentina, Pioli preoccupato. Come sono lontane le sue prime dichiarazioni…

Pubblicato il autore: Paolo Mugnai Segui


“Mi aspettavo qualcosa in più, certi meccanismi vanno perfezionati”. Uno Stefano Pioli preoccupato ammette “onestamente” (come lui stesso dice) che lo 0 a 0 col Parma neopromosso in Serie B lo ha lasciato insoddisfatto. Difficile dargli torto. Difficile provare a dire altro. Il neo tecnico viola riconosce “tanti errori nella gestione e nella verticalizzazione, troppe palle perse”. “Dobbiamo lavorare duro” – aggiunge, prima di rilevare che comunque “la squadra ha una buona identità, le giuste posizioni in campo e la mentalità”.
Sarà. Intanto proprio la posizione del ‘colpo di mercato’ della Fiorentina, Marco Benassi, offre spunti di discussione. Dove deve giocare l’ex granata? Contro il Parma, Pioli lo ha schierato a destra in sostituzione di Chiesa che sarà squalificato alla prima giornata contro l’Inter, lasciando così intendere che sarà presumibilmente quella la posizione che Benassi occuperà a Milano. Parole al miele da parte del tecnico verso il giocatore che, però, contraddicono in parte l’aspetto tattico della questione: “Benassi è un centrocampista completo, dinamico, non è un esterno di velocità da uno contro uno, ma so quanto ci può dare”. Quindi ci sarà da aspettarsi un ruolo di esterno destro interpretato in modo particolare, non ‘alla Chiesa’ per intendersi, ovvero con la possibilità di accentrarsi più frequentemente. “L’assetto finale della squadra dipenderà da tante cose” – conclude il tecnico. Il centrocampo sarà oltretutto impoverito dall’assenza di Badelj che non ce la farà a recuperare dall’infortunio.
Milano è vicina. Le operazioni di mercato si susseguono ma “il tempo stringe” – come asserisce Pioli. “Mi aspetto che la squadra venga completata e quindi manca ancora qualcosa”. Come sembrano lontane, adesso, le parole pronunciate a Moena a luglio: “I giocatori che arriveranno porteranno la squadra a essere competitiva, come mi è stato promesso e sono sicuro che riusciremo ad avere una squadra competitiva”.
Ancora più lontana sembra adesso la conferenza stampa a inizio giugno di presentazione del nuovo tecnico gigliato, sinceramente emozionato nel ritornare “a casa”. Dopo i ringraziamenti di rito, le parole avevano l’intenzione di richiamare un senso di appartenenza a un tifo diviso e disilluso. “Allenare a Firenze? Una situazione che ho sempre sperato accadesse. Si chiude un cerchio. La mia parentesi da calciatore alla Fiorentina è stata la più emozionante nella mia carriera. Questa è l’unica squadra per cui sarei rimasto ad allenare in Italia altrimenti sarei andato all’estero, sono contento, sono felice. Non so se la mia faccia riesce a esprimere la felicità”.
Allora esprimeva felicità, adesso quella stessa faccia denota preoccupazione. Forse non sono state mantenute tutte le promesse ricevute, di sicuro non si sarebbe immaginato di giocare l’ultima amichevole prima dell’esordio in campionato contro la sua ex Inter con il giovane norvegese Zekhnini titolare a sinistra nel 4-2-3-1 e Gaspar difensore titolare a destra. Eppure gli ultimi risultati avevano fatto sperare in un crescendo della squadra viola. Dopo la sconfitta a Lisbona contro lo Sporting, la tournée tedesca aveva arriso alla Fiorentina con i successi su Eintracht Braunschweig e Wolfsburg. Quindi, il 3 a 0 alla Pistoiese prima di fare il passo indietro con il triste e preoccupante pareggio con il Parma. Calcio d’agosto, è vero. Anche domenica a Milano con l’Inter, in un certo senso, lo è, ma lì contano i tre punti.

potrebbe interessarti ancheChiesa, la Juventus accelera. Marotta pronto al duello con i bianconeri
potrebbe interessarti ancheFiorentina-Parma 1-4 (Video gol Viareggio Cup), Parma in semifinale. Sugli scudi Camara, autore di una doppietta

notizie sul temaVergogna a Cagliari: tifoso sardo colpito da malore, partono cori viola: “Devi morire!”Cagliari-Fiorentina, dove vedere il match e probabili formazioniInfortunati serie A 28.a giornata. Dubbio Chiesa per la Fiorentina
  •   
  •  
  •  
  •