Internazionali di Tennis Roma 2017: Fognini-Zverev la partita che non c’è stata

Pubblicato il autore: Massimo Maglietta Segui

Internazionali di Tennis Roma 2017
Fognini-Zverev doveva essere uno dei match clou della giornata di oggi agli Internazionali di Tennis Roma 2017. Il numero uno del tennis azzurro era chiamato a confermarsi dopo l’impresa nella giornata di martedì contro lo scozzese Andy Murray. Due giorni fa Fognini giocò la partita perfetta. Oggi invece aveva di fronte il futuro del tennis mondiale.  Alexander Zverev, numero 17 della classifica ATP è stato implacabile. Oggi gli andava tutto per il verso giusto. Nel primo set Fognini non è mai riuscito ad insidiare il tennista tedesco. Ha avuto una chance soltanto nell’ultimo turno di battuta di Zverev quando il primo set era ormai compromesso arrivando ai vantaggi.

Nel secondo set non c’è stata nessuna reazione da parte di Fognini che ha perso subito la battuta nel primo game. Poi sul servizio del tedesco Fabio ha avuto un accesa discussione con Lahyani, il giudice di sedia, per aver giudicato come buona una palla che il giudice di linea aveva visto out. Questo sfogo, invece di dargli la scossa facendolo entrare definitivamente in partita, ha sortito l’effetto contrario.

Zverev ha sfruttato il momento di nervosismo da parte del tennista azzurro alla grande portandosi subito sul 4 a 0 con due break di vantaggio. Un pò di tensione il tedesco, classe 1997 e numero 1 della next generation, l’ha avuta quando ha dovuto servire per il match sul 5 a 2. Forse in quel caso è stato tradito dall’emozione del campo Centrale e anche dalla giovane età. Fabio con uno scatto di orgoglio ritrova per un attimo i suoi colpi e riesce a recuperare uno dei due break, andando sul 5-4 e rivitalizzando il pubblico del Centrale.  Alla fine però è stata soltanto un’illusione.  La partita è terminata con un doppio 6-3 in 1 ora e 19 min, con Zverev che si è regalato un quarto di finale interessante a questi Internazionali di Tennis Roma 2017 contro il ceco Berdych.

Per Fabio Fognini è dura riprendersi dopo una sconfitta del genere. Non tanto per il valore dell’avversario ma per come è maturata. Nel primo set durante turni di servizio di Zverev, Fognini non era mai riuscito a mettergli pressione. Sembrava quasi che giocasse con l’atteggiamento di chi parte sconfitto già in partenza. Nel secondo set  ci si aspettava un partita più lottata e invece  si è proseguito sulla falsa riga del primo. Sembra che all’improvviso si sia spenta definitivamente la luce che, per un attimo si è riaccesa quando Zverev era sul 5 a 2 e serviva per il match.

Quello che ha fatto più male è stato il comportamento avuto da Fognini soprattutto nel secondo set e i fischi degli spettatori accorsi sul centrale.  Da questo punto di vista sembrava migliorato, accettando con più serenità le sconfitte e quindi riconoscendo i meriti dell’avversario. Ormai, come ha detto il padre di Fognini in un’intervista al termine del match, la testa non si cambia neanche con 8 figli.

Questo vuol dire che il lavoro mentale andava fatto già una decina di anni fa quando iniziava ad affacciarsi ai primi tornei ATP.  Roger Federer, ex numero 1 della classifica ATP, a inizio carriera aveva gli stessi problemi di Fognini. Anche lui aveva momenti di nervosismo all’interno di un match che, lo portavano a buttare le racchette per terra e addirittura a  spaccarle. Su di lui è stato fatto un lavoro psicologico che lo ha fatto arrivare  poi ai livelli che tutti conosciamo.

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