Pinato, il piccolo diavolo cresce con Inzaghi. Arnautovic ci riprova al West Ham

Pinato, l'ex Milan cresce nel Venezia
Pinato, piccoli diavoli crescono. Papà Davide ha passato una vita a fare il secondo portiere. Al Milan fece in tempo a vincere una Coppa dei Campioni, nel 1989. Il figlio Marco corre sulla fascia sinistra. In difesa o a centrocampo è uguale, basta che ci sia da correre. Classe 1995, fa parte del gruppo di ragazzi che nel 2014 vinsero il Torneo di Viareggio con il Milan di Pippo Inzaghi. I suoi compagni erano Cristante, Petagna e Mastalli. Cresciuto nelle giovanili del Milan il giovane Pinato ha cominciato un girovagare per l'Italia a farsi le ossa. Vicenza e poi Latina. Dopo il fallimento del club laziale, il suo vecchio mentore si è ricordato di lui. Inzaghi lo ha voluto fortemente al Venezia. 175 per 70 kg, Pinato è il classico esterno tuttofare. Il Venezia in questa stagione ha giocato sia con il 3-5-2 che con il 4-3-3, i due moduli alternativi di Inzaghi. Nello scacchiere dell'ex bomber rossonero Pinato è un vero e proprio jolly.
Il figlio d'arte può fare il terzino basso, il quinto di centrocampo e anche l'esterno d'attacco. Tutto per far contento Inzaghi e portare in alto il Venezia. 17 presenze e 2 gol in questa stagione in cui i lagunari stanno avendo risultati pià che lusinghieri. I neroverdi sono sempre una neopromossa e il campionato di serie B è sempre molto complicato da affrontare. Grazie a che alle sgroppare di Pinato i ragazzi di Inzaghi sono in zona playoff e vogliono continuare a sognare in grande. Il Milan si è liberato forse troppo in fretta del giovane Pinato. Il ragazzo ha il contratto in scadenza nel 2019 ed è pronto per il grande salto in serie A. Le vie di Milanello sono infinite, soprattutto per chi ha il diavolo ben presente nel DNA.
Pinato sta crescendo, Arnautovic prova a tornare grande con gli Hammers
Siamo nell'estate del 2009. L'Inter di Mourinho ha appena salutato Zlatan Ibrahimovic e accolto Eto'o-Milito ad Appiano Gentile. I dirigenti nerazzurri portano a Milano anche un giovanissimo ragazzo austriaco, che come Ibra ha origini slave. Si tratta di Marco Arnautovic, che si è messo in luce negli anni precedenti in Olanda, nel Twente. Lo vuole il Chelsea, ma gli olandesi non vogliono cederlo a titolo definitivo. Si inserisce l'Inter, che lo prende in prestito con diritto di riscatto. Arnautovic diventerà grande amico di Mario Balotelli, questa sarà la sua più grande impresa in nerazzurro.
Mourinho non gradisce il carattere esuberante del serbo-austriaco e gli fa vedere il campo molto, ma molto poco. La stagione successiva Arnautovic torna al Twente, che lo rivende al Werder Brema. Dopo tre stagioni in Bundesliga, condite da 14 gol in 72 presenze, l'ormai cresciuto Marco sbarca in Inghilterra. La destinazione è Britannia Stadium, Stoke City. Qui l'ex interista si trova decisamente bene, saranno 125 le presenze in Premier League con 22 gol segnati. Un rendimento discreto che porta il West Ham a spendere 25 milioni di sterline per farlo diventare un Hammer. In questa stagione Arnautovic si toglie lo sfizio di segnare il gol decisivo della vittoria contro i campioni d'Inghilterra del Chelsea. 29 anni da compiere il prossimo aprile e un talento mal gestito da una testa un po' calda. Poteva essere il nuovo Ibra, è stato semplicemente Arnautovic. Poteva andare peggio, Marco.