L'Italia ricomincia da Di Biagio: uomo della rinascita o traghettatore in attesa di Mancini?

Parole di circostanza o assoluta verità? Questo lo scopriremo solo vivendo. Di Biagio è il classico prodotto del settore tecnico di Coverciano. La sua Under 21 è arrivata in semifinale agli scorsi Europei di categoria e le sue nazionali hanno sempre cercato la via del gioco per arrivare al risultato. Inghilterra e Argentina saranno il suo personalissimo Mondiale. In Italia si sa sono i risultati a parlare, sempre. Dovesse vincere, o non perdere e ben figurare allora la sua conferma sulla panchina più scomoda d'Italia potrebbe davvero diventare realtà. Nei prossimi mesi Di Biagio dovrà convivere con i fantasmi dei vari Ancelotti, Ranieri e Mancini. Intanto il buon Gigi avrà il compito di restituirci una Nazionale degna dei quattro titoli mondiali di cui ci possiamo fregiare. Il resto si vedrà.
Di Biagio, quale Italia per il nuovo c.t.?
Quella uscita dallo spareggio perso contro la Svezia è una squadra distrutta, dissolta. Di Biagio avrà nel prossimo mezzo l'arduo compito di capire da quale uomini potrà ripartire il Rinascimento Azzurro. Innanzitutto c'è da gestire la posizione di Gigi Buffon. L'impressione che il capitano azzurro non voglia lasciare come ultimo ricordo legato alla nazionale la serataccia del 13 novembre scorso. I due Gigi si parleranno, ma ci meraviglieremmo se a marzo a Wembly ci sia un portiere diverso da Buffon a difendere la porta dell'Italia. Poi c'è Chiellini. Il difensore azzurro aveva lasciato uno spiraglio aperto. Noi uno come lui, se motivato, ce lo porteremmo anche in guerra.
Per il resto si dovrà ripartire dai giovani. Caldara, Calabria, Rugani, Romagnoli, Bernardeschi, Pellegrini, Chiesa. tanto per fare qualche nome. Ragazzi che Di Biagio conosce molto bene, per averli avuti nell'Under 21. Loro più qualche vecchietto, saranno la nuova Genesi dell'Italia calcistica. E Balotelli? Innegabile che SuperMario stia facendo molto bene al Nizza. A 28 anni, da compiere ad agosto, non è certo un rottame da buttare via. Pare che Mino Raiola stia progettando il rientro in grande stile nel calcio italiano per l'ex Inter e Milan. Al di là di uomini e schemi Di Biagio dovrà ricreare in Nazionale lo spirito perduto dell'Italia. Quello che si è disintegrato negli ultimi due, scellerati, mesi di gestione-Ventura. Il buon Gigi è uno che ha sbagliato un rigore decisivo contro la Francia nel '98, ma poi due anni dopo si è ripresentato dal dischetto all'Amsterdam Arena e ha fatto secco Van der Sar. In bocca al lupo Di Biagio, di vero cuore.