Sorridi Roma, ora sei una grande tra le grandi di Champions League

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews
"Non succede, ma se succede".
Tante, troppe volte ci siamo ripetuti questa frase con la speranza che diventasse una realtà sulla quale gioire.
Troppe volte ci siamo sussurrati all'orecchio sogni all'apparenza realizzabili ma che si sono poi infranti su un palo.
La Roma non è fatta per le cose facili, lo sappiamo da sempre.
La Roma è una squadra folle con dei tifosi folli.
Solo i tifosi della Roma potevano conservare dentro al proprio cuore una speranza, seppur minima, di passare il turno dopo la batosta dell'andata. Ogni giorno, per i 6 giorni che hanno diviso Barcellona-Roma da Roma-Barcellona, abbiamo nutrito la nostra piccola speranza ripetendoci che "il calcio è imprevedibile", per far sì che non si spegnesse mai. Anche dopo la sconfitta con la Fiorentina.
Impossibile, diceva la razionalità.
Stasera si fa la storia, rispondeva l'amore. Il solito folle amore.
Ed è stata proprio la follia a farci vincere.
La follia di un allenatore che ha cambiato modulo, tattiche e schemi prima di una partita così difficile.
La follia di Dzeko che non si ferma neanche un secondo e ci carica tutti sulle sue spalle larghe.
La follia di oltre 60.000 tifosi che nonostante l'andata si sono presentati allo stadio "armati" di bandiera, voce e tanto amore per una squadra troppo bella per essere vera.
E invece è tutto vero.
Perché poi si entra in campo e la Roma diventa subito magica e anche il Barcellona assieme a noi tifosi rimane incredulo a guardare quei ragazzi che giocavano un calcio sopraffino.
Se poi Dzeko dopo 6 minuti sigla il vantaggio, allora la "remuntada", forse, è possibile.
Figurati un po' quando di nuovo Dzeko guadagna un calcio di rigore al 60' se non impazzisce il solito neurone sognatore.
Poi però arriva l'ansia, perché sul dischetto va De Rossi che è più romanista di noi e allora un pensierino sul solito finale tragico ce lo fai.
Ma questa non è la solita serata.
Perché poi ti rispecchi negli occhi granitici di De Rossi, ti immedesimi nella sua rincorsa ponderata e santifichi il piedino destro del capitano e inizi a pensare che forse stavolta succede.
Ma no che non succede, manca ancora 1 gol.
E allora dove non arrivano le fantasie arriva la testa di Manolas che la gira in rete, allarga le braccia e poi corre, urla si dimena e gioisce.
E gioiamo.
Poi soffriamo, è chiaro, siamo la Roma, ma resistiamo, persistiamo e alla fine vinciamo.
Vinciamo tutti.
La Roma diventa un elemento di fratellanza, gioia e unione.
La Roma si riversa per le strade di Roma e allora la città più bella del mondo si accende dei colori più belli del mondo.
Dopo esser stata in trance per 94 minuti la città vive, pulsa nei clacson delle macchine euforiche, nelle bandiere che svolazzano al vento e nelle voci viziate dalla troppe grida; e ancora nelle lacrime di Manolas, nel sorriso di Di Francesco e sulla fascia da capitano di De Rossi.
Il giallo e il rosso si mischiano con il buio della notte.
Ma stanotte è giorno.
Stanotte non si dorme, si festeggia a lungo, perché la storia si arricchisce di un nuovo, splendido, capitolo.
Stanotte l'abbiamo fatta grossa.
Ora saranno semifinali.
"Non succede, ma se succede".
Stavolta è successo.
Ed è bellissimo.
Sorridi, Roma, ora sei grande.