Eliminazione Champions Juve, Gigi Buffon e "le parole che non ti ho detto"

Gianluigi Buffon - Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews
Ha ragione o ha torto? E' stato uno sfogo lecito o sono parole da censurare? Deve comandare il cuore o bisogna dare ascolto alla ragione?
L'Italia pallonara si è addormentata ieri sera con questa serie d'interrogativi, sospesa tra l'incredulità per un altro miracolo sfiorato e la delusione per quello che poteva essere e invece non è stato.
Ma, soprattutto, completamente divisa a metà per le parole dure del dopo gara di Gigi Buffon.
I fatti sono noti a tutti: la Juventus ha accarezzato il sogno dei supplementari con un'altra prestazione da urlo al Santiago Bernabeu bissando le gesta eroiche degli uomini di Di Francesco la sera prima.
L'Italia stava riconquistando la Spagna. L'onore era salvo.
Poi la tragedia. Il rigore concesso, le proteste, l'espulsione e Cristiano Ronaldo che la chiude definitivamente con il suo terzo gol in due partite.
Ciò che accade in campo, si sa, rimane in campo. Nel bene o nel male il triplice fischio sancisce la fine di ogni cosa: speranze, illusioni, gioia, rabbia e delusione. Si può parlare e rimuginare, commentare e analizzare. Milioni di filmati e di replay, parole di esperti o presunti tali, fiumi d'inchiostro non serviranno a cambiare il responso dei 90 minuti di gioco.
Nello specifico quindi espressioni del tipo "hai un bidone d'immondizia al posto del cuore" o "se non hai il carattere per arbitrare queste partite devi stare in tribuna a mangiare le patatine" non serviranno purtroppo a ripagare la Juve del torto che sostengono di aver subito.
Già, i torti arbitrali, argomento caldo quando si parla di Juve, additata da sempre di godere di particolari privilegi entro i confini italici.
Ovviamente le parole di Buffon hanno scatenato l'inferno sui social e su tutti i media, dividendo i tifosi italiani e quasi facendo passare in secondo piano l'esito della partita stessa.
Dalla rabbia di moltissimi tifosi delle altre squadre "danneggiate" dai presunti favoritismi pro Juve ("ora Buffon sa come ci sentiamo noi" è il commento più gettonato) al rimarcare che lo stesso Buffon definì "i torti arbitrali come alibi per perdenti", fino all'ammirazione per le parole dettate dal cuore del Buffon uomo ancor prima che del calciatore.
La letteratura a riguardo, ne siamo sicuri, sarà molto ricca e corposa e l'ardua sentenza sulla correttezza o meno delle parole di Buffon la lasciamo ai posteri. Dagli antichi invece possiamo recuperare l'equilibrio e la saggezza affermando che, come sempre, la verità sta nel mezzo.