Bonaventura non basta a Gattuso, ora il Milan può solo difendere l'Europa League

during the serie A match between AC Milan and SS Lazio at Stadio Giuseppe Meazza on January 28, 2018 in Milan, Italy.

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Gattuso, la rimonta si è fermata sulla traversa di Calhanoglu. Le stagioni calcistiche, come la vita, sono fatte di sliding doors. Quella decisiva per il Milan è stata la sfida di Torino contro la Juventus. In particolare la traversa colpita da Hakan Calhnoglu sull'1-1. Un gol che avrebbe dato forse un'altra inerzia alla stagione milanista. Invece il Milan di Gattuso si è fermato lì. Da allora quattro pareggi, con due soli gol segnati e la Champions League che se n'è andata definitivamente. Ora c'è un'Europa League da difendere. Ma non è la stessa cosa.

Gattuso, il Milan ha la pareggite

Gattuso, addio sogni di gloria. Erano 24 anni che il Milan non pareggiava quattro partite di fila in campionato. Peccato che nell'aprile del 1994 i rossoneri di Fabio Capello si apprestavano a festeggiare il terzo scudetto consecutivo e la quinta Champions League della storia milanista. Decisamente altri tempi. Il Milan di oggi pareggia con il Torino, vede allontanarsi definitivamente la possibilità di arrivare in Champions League e vede assottigliarsi il vantaggio sulle inseguitrici. Bonucci e compagni hanno solo due punti di vantaggio sull'Atalanta e alla penultima giornata c'è lo scontro diretto a Bergamo. Nella corsa all'Europa League vince la Sampdoria, mentre rallenta la Fiorentina. I viola cadono in casa contro una grande Lazio. Il Milan pareggia per il quinto anno di fila a Torino contro i granata.

Una serata cominciata male con l'ingenuo fallo di Kessié su Ansaldi che convince l'arbitro Maresca ad assegnare il calcio di rigore. Il tiro dal dischetto di Belotti però si infrange contro la traversa. Scampato il pericolo il Milan va avanti con Bonaventura. Dopo un buon primo tempo i rossoneri calano nella ripresa. Il baricentro milanista si abbassa sempre di più, fino a subire il pari di De Silvestri. Nell'occasione Donnarumma, dimenticato il miracolo su Milik, è tutt'altro che impeccabile. Nel  finale Abate colpisce un palo con un tiro da fuori area. Sarebbe stato un premio eccessivo per un Milan che sembra sempre più in debito d'ossigeno. Sesto posto da difendere ed energie da recuperare per la finale di Coppa Italia. A Milanello di questi tempi bisogna sapersi accontentare. Ormai sembra diventata un'abitudine in queste ultime stagioni. Decisamente non buona.

Gattuso, il Milan è in affanno

Calhanoglu in panchina, Suso evanescente e Biglia sostituito. Sono loro le facce di un Milan che sembra stanco alla meta. Dopo la lunga rincorsa invernale i rossoneri sembrano senza benzina in vista dello sprint finale. Il successo in campionato manca dal 18 marzo scorso, 3-2 al Chievo. Il 4-3-3 di Gattuso sembra diventato troppo prevedibile e per vincere le partite servirebbe un po' più di coraggio. Il Milan di queste ultime giornate sembra più vicino a quello di Montella che a quello dei primi mesi di Gattuso. Rossoneri che ora devono cercare di gestire un finale di campionato piuttosto complicato.

Benevento-Bologna-Verona, poi la finale di Coppa Italia con la Juventus, prima del doppio scontro diretto con Atalanta e Fiorentina. Gattuso sa che la sua squadra è in difficoltà. Tanto che il tecnico rossonero ha dato l'impressione più di non voler perdere che di voler provare a vincere con Inter, Napoli e Torino. Tre pareggi che hanno chiuso il discorso Champions League e che hanno invece tenuto aperto quello per l'Europa League. Non si può certo dire che la firma di Gattuso sul rinnovo del contratto con il Milan abbia portato fortuna. Il tecnico rossonero deve ancora ottenuto la prima vittoria da confermato. Ci proverà sabato sera contro il Benevento, fanalino di coda in attesa solo delle matematica per sancire il ritorno in serie B. Proprio contro i sanniti ci fu l'esordio di Gattuso come allenatore del Milan. Il 3 dicembre 2017 finì 2-2, con il rocambolesco pareggio del portiere campano Brignoli all'ultimo minuto. Un altro pareggio, proprio quello che i rossoneri sono stanchi di collezionare.