Mondiali: Germania eliminata dalla... PlayStation

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Quando si dice “sembra che giochino come alla Playstation”... Ecco, i giocatori della Germania pare che l’abbiano presa un po’ troppo alla lettera durante i Mondiali. Così, racconta la Bild, hanno finito di innamorarsi più del calcio nei videogiochi che di quello vero su un prato di 110 metri per 75, si sono distratti e, evento mai successo finora nella storia della Mannschaft, sono usciti al primo turno. Altro che le scelte di Loew e la sindrome da campioni del mondo in carica...
Insomma, sul banco degli imputati ci sarebbe l’infernale strumento che ha il potere di stregare grandi e piccini. I calciatori stanno nel mezzo, uomini di professione e giovani per l’anagrafe: l’identikit perfetto dei fruitori della PlayStation. Che infatti è il passatempo preferito dei giocatori durante i ritiri: le partite a scopone - stile aereo presidenziale post Spagna 82 - e le sfide a ping pong sono solo un lontano ricordo da chiudere nel libro “Il calcio di una volta”. Dove magari i compagni di squadra ammazzavano il tempo facendo gruppo e non isolandosi con cuffie in testa e smartphone in mano. Tempi diversi e mode che cambiano, certo, basta che poi i risultati non ne risentano. Ecco, a giudicare da quanto sarebbe successo nel ritiro dei tedeschi a Vatutinki, la Play avrebbe giocato un ruolo determinante nella disfatta della Germania in Russia.
Loew si era raccomandato sull’uso dei social, ma non aveva fatto i conti con la PlayStation. Secondo la Bild, infatti, diversi calciatori avrebbero giocato fino a notte fonda, con esiti disastrosi in campo proprio a causa della stanchezza e della poca lucidità. Ore trascorse davanti al video per maratone interminabili a “Fifa 18” e “Call of duty” invece di riposare di più e fare gruppo in altro modo. Una sbornia di videogiochi che lo stesso Loew e il team manager della Mannschaft, Bierhoff, avrebbero cercato di arginare facendo staccare internet nel ritiro, per impedire ai giocatori di collegarsi tra loro nelle varie stanze o di organizzare sfide con amici in Germania.
Scene da college più che dal quartier generale di una squadra campione del mondo in carica. Tanto che Welt scrive di “bambini in vacanza o a un pigiama party più che professionisti e adulti in missione per il titolo”. Uno schiaffo sonoro al solitamente lucido e ferreo pragmatismo tedesco. Dopo le polemiche seguite all’inattesa sconfitta con la Corea del Sud Bierhoff aveva ammesso che “troppi giocatori erano concentrati su loro stessi”, una critica che va riletta alle luce delle ultime indiscrezioni.
Loew, dopo alcuni giorni di riflessione, ha deciso di rispettare il contratto che lo lega alla Federcalcio tedesca, per iniziare a concentrarsi sugli Europei del 2020. Ma è chiaro che la musica per i giocatori cambierà, se davvero hanno esagerato con joystick, controller e consolle. Calcio si, ma quello vero, basta con calciatori, pallone e campo virtuale. Vuoi mettere la soddisfazione di tornare ad alzare una coppa reale al posto dei trofei con gli amici? Deutschland Uber alles e non più PlayStation uber alles...