D.L. Salvini: diritti TV a squadre di A e B con bilanci in regola

PARMA, ITALY - DECEMBER 16: Official ball of Robe di Kappa during the Serie B match between Parma Calcio and AC Cesena at Stadio Ennio Tardini on December 16, 2017 in Parma, Italy. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

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Il "decreto Salvini" non si occupa soltanto di immigrazione e sicurezza, ma arriva a toccare anche il mondo del calcio. Nel testo legislativo approvato dal Cdm un articolo è riservato alle questioni calcistiche e, in particolar modo, alla ripartizione delle quote dei diritti audiovisivi delle squadre di Serie A e B.  La norma si trova nell'articolo 41, immediatamente prima del Capo IV dove vengono stabilite le coperture finanziarie e l'entrata in vigore del provvedimento. Il testo recita:

"A partire dalla stagione sportiva 2019/2020 possono accedere alla ripartizione della quota dei diritti audiovisivi da assegnare ai partecipanti ai campionati di calcio di Serie A e B solo le società, quotate e non quotate, che abbiano sottoposto i propri bilanci alla revisione legale svolta da una società di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili, la quale, limitatamente a tali incarichi, è soggetta alla vigilanza della Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob, ndr). Gli incarichi hanno la durata di tre esercizi e non possono essere rinnovati o nuovamente conferiti se non siano decorsi almeno tre anni dalla data di cessazione dei precedenti".

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Nell'articolo 41 sono presenti anche il comma 2, in cui si dispone che dall'attuazione delle disposizioni previste "non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica", e il comma 3, il quale stabilisce delle "disposizioni urgenti" per quanto riguarda la giustizia amministrativa in ambito sportivo.

Il Governo parla di una proposta "seria e moralizzatrice" che ha lo scopo di porre ordine nell'intricato mondo calcistico italiano. Infatti, affidare il compito di supervisione dei bilanci alla Consob significa, nell'ottica del Governo, rafforzare i controlli e impedire che si ripetano situazioni come quelle avvenute in questi ultimi anni nei vari campionati italiani. In realtà, le società di A e di B procedono già alla certificazione dei loro bilanci. Il decreto-legge, quindi, risulta più come una proposta di indirizzo, che serva a far capire a tutto il mondo calcistico che c'è bisogno di maggior rigore ed efficienza. La norma dovrà comunque essere chiarita e specificata con la trasformazione in legge del decreto.

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