Per il Milan un Natale di crisi: tifosi inferociti e Gattuso a rischio

Per il Milan un Natale di crisi: tifosi inferociti e Gattuso a rischio
Mentre la Juventus continua a fare la storia di classifiche, punteggi e primati, guadagnando con l'1-0 sulla Roma il titolo di campione d'inverno con 3 giornate di anticipo, il Milan non sa più vincere.
I rossoneri di Gennaro Gattuso, dopo la battuta d'arresto contro la Fiorentina al Meazza, perdono il 4° posto, scavalcati dalla Lazio di Simone Inzaghi vittoriosa sul Cagliari all'Olimpico.
In piena emergenza infortuni, il Milan è stato superato solo da una prodezza di Federico Chiesa (nome già molto gettonato per un futuro in rossonero), ma a fine partita ha dovuto sostenere anche i fischi di tifosi molto delusi per l'andamento stagionale.
I rossoneri già da dicembre hanno dovuto salutare l'Europa League e sembrano relegati ai margini anche in campionato, anche se la lotta per la qualificazione alla prossima Champions, resta un obiettivo tutt'ora possibile.
Il caso Higuain e un attacco che non segna
Il Pipita Gonzalo Higuàin, la punta di diamante di un mercato estivo promettente, è diventato da diverso tempo un caso. L'argentino ha stabilito suo malgrado un nuovo record estendendo la sua mancanza di gol da 8 partite ripartite tra campionato e coppa, cosa mai avvenuta nella sua esperienza al Napoli e alla Juventus.
Eppure la sfida contro la Viola pareva averlo restituito al pubblico rossonero in condizione. Tra scatti, giocate e ripiegamenti difensivi, l'argentino nel primo tempo ha provato a caricarsi il Milan sulle spalle. Poi nella ripresa, per guai fisici non superati completamente (i problemi alla schiena ancora lo assillano), ha perso brillantezza.
Anche a fine gara, Gattuso lo ha difeso dall'ennesima pioggia di critiche: “Tutta la squadra fatica, non solo Higuain”. E rispondendo al possibile scambio tra lui e Alvaro Morata, ha pronunciato questa frase: “Gonzalo è un giocatore del Milan e finché si allenerà a Milanello tocca a noi aiutarlo a rendere al massimo”.
Ma anche Suso e Cutrone non sembrano più costituire mordente per il Diavolo, costringendo Gattuso a correre ai ripari sul fronte mercato: "Di mercato non voglio parlare. Pensiamo al Natale: lo passeremo a Milanello, ora serve restare lucidi per capire come uscire fuori da questa situazione. Inutile gridare o tirare pugni al muro, bisogna analizzare e capire cosa non va. E poi anche chiudere bene l'anno, con due partite a disposizione. Mettiamoci la faccia e andiamo avanti perché il campionato è lungo".
L'incredibile escalation di infortuni, come pesante handicap
A rendere la situazione più difficile, l'iperbolica mattanza di infortuni (Caldara, Bonaventura, Biglia, Strinic, Bertolacci, Borini, Conti, su cui si aggiunse in precedenza anche Romagnoli), che ha costretto Gattuso a rinunciare sistematicamente alla sua migliore formazione, cercando rattoppi fuori ruolo inadeguati, denunciando inevitabilmente limiti tecnico-tattici, espressi in modo lapidario dal tecnico: "Siamo in crisi, perchè ci manca qualità".
In questo senso "Ringhio" ha cercato di raschiare il fondo del barile rispolverando giocatori anche ai margini come Zapata, Josè Mauri e Abate, oppure provando nuove soluzioni con Castillejo, Laxalt e Musacchio, fino agli oggetti misteriosi Halilovic e Montolivo.
Quest'ultimo relegato completamente ai margini, di recente ha palesato la sua insoddisfazione tramite il suo procuratore Giovanni Branchini: "La decisione dell'allenatore di non prenderlo in considerazione va rispettata anche se ha oltrepassato i limiti della logica. Non voglio parlare di scorrettezza o mobbing, ma è difficile pensare che Montolivo sia diventato il ventisettesimo calciatore per qualità e affidabilità del Milan".
Le cifre di un crollo
Per Gattuso perdere a Natale non è una novità. Anche la scorsa stagione, da poco subentrato a Montella (al crepuscolo della breve era cinese), nel match del 23 dicembre, i suoi pagarono dazio a San Siro subendo, uno 0-2 dall’Atalanta. Questa sconfitta ebbe comunque effetti benefici producendo di seguito il grande successo in Coppa Italia nel derby a danno dell'Inter con Cutrone, principio di riscossa del Diavolo sotto la sua gestione. Ma rispetto ad un anno fa, oggi la situazione appare contraria e compromessa.
Il tecnico calabrese vive il suo momento più difficile da quando è al Milan e la squadra essendo specchio dell'allenatore risente della crisi, subendo una preoccupante involuzione.
Ponendo a paragone il primo mese e mezzo di stagione (settembre-ottobre), con il successivo periodo (novembre-dicembre), emergono differenze evidenti: tra settembre e ottobre il Milan di allora le vinse tutte, subendo lo stop solo nel derby con l'Inter. Il Milan attuale invece, ha vinto solo con il Parma (2-1), pareggiando 3 volte e subendo 2 sconfitte entrambe in casa contro Juve e Fiorentina.
La difesa in paragone tra i due periodi temporali subisce pressapoco lo stesso (5 a 6), mentre la differenza emerge nettamente in termini offensivi, dove se nel primo periodo erano ben 13 i gol a referto, ora sono solo 3 nelle ultime 6 gare.
Una carestia di reti che ha fatto precipitare il Milan in questo momento critico.
Ma l'astinenza da gol è solo figlia di una mancanza più grande, quella di costruzione offensiva.
Il Milan attuale arriva al tiro molto meno, rispetto a quello di prima e ciò è foriero di dati allarmanti come quello sulla percezione realizzativa che si è letteralmente crollata da 12,3 a 3,7.
La contestazione dei tifosi e lo spettro di Wenger all'orizzonte
La sconfitta prenatalizia incassata contro la Fiorentina ha lasciato il segno tra il pubblico accorso allo stadio tra fischi e contestazioni di fine gara, ma anche sui social network, aprendo di fatto un processo verso tutte le componenti del Milan, dalla società, all'allenatore, ai giocatori.
Chi più di altri ovviamente è posto nell'altare del sacrificio è proprio "Ringhio" che ora rischia seriamente l'esonero, visti i risultati mancati. Frosinone e Spal in questo ritaglio di fine anno, saranno decisive.
Si parla già di Arsene Wenger (ex Arsenal) e di Roberto Donadoni come possibili sostituti.