Atalanta-Valencia, la gioia dei 42mila di San Siro

19 febbraio 2020, ore 22:45, l'Atalanta vince 4-1 contro il Valencia in un match dove i nerazzurri hanno dimostrato la loro grandezza. Sugli spalti c'è un'atmosfera tanto affascinante quanto commuovente: l'intero popolo atalantino prova un misto di emozioni che solo chi vive questa maglia come una seconda pelle potrà capire. Gioia, lacrime, incredulità, passione e l'essere orgogliosi di tifare per questa Dea. Tutto questo è accumulato nella gloria che questo tifo merita di stare: perché se gli altri chiacchierano (considerando il tutto come una semplice sorpresa), l'Atalanta e il suo popolo navigano in un gloriosa realtà. Troppo facile quando si è in Coppa dei Campioni? Per i tifosi orobici il risultato è sempre messo in secondo piano, ma dopo tante montagne scalate è tempo di volare, in alto, nell'olimpo del calcio europeo.
I CHILOMETRI PER L'ATALANTA: TRA ANSIA, PASSIONE E VOGLIA DI SCRIVERE LA STORIA - Il pre partita segna l'inizio della serata: tutti a San Siro per trascinare l'Atalanta verso la vittoria. Per un match così importante, il popolo nerazzurro si muove in massa e le code per Milano sono una formalità. Nonostante l'attesa, la passione tende ad intensificarsi sempre di più e subito si arriva a San Siro. Tempo di mangiare e incontrarsi con gli amici (magari con qualche gesto scaramantico che non guasta), più ovviamente i classici controlli e si entra sugli spalti. In prima persona il tifoso dell'Atalanta si trova di fronte ad uno spettacolo: oltre 42mila persone che colorano la Scala del calcio di nerazzurro (quello bello e soprattutto atalantino).
BRIVIDI E UNO STADIO SPETTACOLARE (INCREDULITÀ AL VANTAGGIO ATALANTINO) - Le squadre entrano in campo e al sentire quella "musichetta" i brividi cominciano a spuntare: la voglia di riscrivere la storia dell'Atalanta è tanta quanto numericamente è composto il pubblico di San Siro. L'atmosfera, appena iniziato il match, si scalda in una maniera incalcolabile: cori, sostegno puro e felicità nell'essere lì. Hateboer porta in vantaggio la Dea e il pubblico esplode di gioia, ma è soltanto l'inizio della serata: Josip Ilicic tira fuori dal cilindro l'ennesima prodezza da fuoriclasse che lascia a bocca aperta gli oltre 42mila sostenitori nerazzurri. Troppa incredulità negli occhi dei tifosi, con allo stesso tempo il sorriso nell'assistere ad un momentaneo 2-0 contro una signora squadra (avente tanta di quell'esperienza europea da poter dire la propria). Il "Bergamoto" esalta pure gli altri settori di San Siro: il risultato è l'intera arena che forma il dodicesimo uomo. A fine primo tempo l'ottimismo è alto, ma anche la calma nel comprendere che rimangono ancora altri 45 minuti da giocare.
POKER, SOFFERENZA E GIOIA: IL POPOLO ATALANTINO NELLA GLORIA - Nella ripresa la musica non cambia, con l'Atalanta sempre intenzionata a chiudere il risultato: infatti ci penso Remo Freuler a tirare l'ennesimo coniglio dal cilindro (imitando la prodezza di Pasalic contro la Roma). Sugli spalti di San Siro c'è una vera e propria esplosione di gioia tra abbracci e urla liberatorie: si sta assistendo ad un 3-0 di marca nerazzurra. Il tutto ovviamente viene ulteriormente intensificato quando Hateboer vola in porta e sigla al poker. "Non ci possiamo credere!". Questa è la frase più citata in quel momento dai tifosi orobici. Dopo il 4-0 l'Atalanta si spegne (in parte) e la rete della bandiera del Valencia crea un misto tra preoccupazione e ansia. Al fischio finale il sogno diventa realtà: la Dea vince e mette un piede ai quarti di finale. Saluto sotto la Curva, entusiasmo impalpabile e la convinzione di passare la notte in bianco. C'è addirittura chi dice "Eh però la rete del Valencia", ma indipendentemente da risultati e statistiche i fatti dicono che, ritornando all'introduzione, all'Atalanta (e al suo tifo) solo gloria e storia per quello che sta facendo: contesto dove le chiacchiere vengono spazzate via da una Dea tanto temuta quanto bella e vincente.