Stop al calcio. Adesso bisogna fermarsi tutti


Il Coronavirus è una triste realtà che, purtroppo, sta colpendo non solo le zone della Cina (i quali, fortunatamente, ne stanno uscendo dopo tanto impegno), ma anche l'Italia (dichiarata ormai zona rossa).
Intere società si stanno fermando e le nostre vite si sono ridotte al minimo, al fine di prevenire ulteriori contagi. Il mondo dello sport è stato sospeso, ma le dinamiche che stanno accadendo nel calcio sono assurde.
Il campionato italiano è stato messo in pausa fino al 3 Aprile, ma la decisione è avvenuta in seguito a tante polemiche, affinché le partite si giocassero. Nonostante la scelta di disputarle a porte chiuse, ciò non ha impedito il contagio di due protagonisti della Serie A: il difensore della Juventus Daniele Rugani e l'attaccante della Sampdoria Manolo Gabbiadini.
Ma non soffermiamoci sulla nostra penisola, poiché la situazione nel resto d'Europa è altrettanto pericolosa. La UEFA ritiene corretto posticipare solo determinate partite, ma di continuare i tornei di Champions ed Europa League e la Premier League si gioca regolarmente.
Di fronte a questa minaccia che si sta terribilmente diffondendo, perché non prendere la sacrosanta disposizione di sospendere tutto il calcio? È insostenibile guardare tifosi ammassati fuori dallo stadio, quando si era deciso di giocare i match a porte chiuse (come quanto accaduto in Paris Saint-Germain - Borussia Dortmund e Valencia - Atalanta). Adesso che anche l'allenatore dell'Arsenal Mikel Arteta e il calciatore del Chelsea Callum Hudson-Odoi sono risultati positivi al tampone, noi tifosi invitiamo le autorità a fermare lo sport che tanto amiamo.
Aprite gli occhi, perché questa non è una semplice influenza, ma possiamo uscirne, possiamo distruggere questo Coronavirus, se solo rispettiamo le regole. Facciamolo per noi, per i nostri cari, per i medici e gli infermieri che tanto sudore e tanto sacrificio stanno gettando, per il nostro futuro e per tutto ciò che amiamo e in cui crediamo. È un problema che dobbiamo affrontare adesso, per poi riabbracciarci dopo, quando sarà tutto finito e potremo continuare a tifare tutti insieme. La Serie A, gli Europei e le Olimpiadi possono aspettare, la nostra salute no. Distanti ma uniti.
#iorestoacasa