Sport dilettantistico, è necessaria una grande boccata di ossigeno

Il perdurare dell'emergenza sanitaria causata dal virus Coronavirus sta facendo sentire i suoi effetti su tutto il mondo dello sport. Ma ha risentirne maggiormente è il variegato mondo dello sport dilettantistico. Infatti, spostando la visuale verso il calcio amatoriale e semi-professionale le prospettive future sono molto più che tetre. In seguito alle misure restrittive messe in campo per fronteggiare la diffusione del virus Covid-19, hanno interrotto le loro attività un milione di addetti delle società sportive e hanno chiuso i battenti 100.000 centri sportivi.
Prima dell'emergenza causata dal virus Covid-19 ogni giorno in Italia circa 20 milioni di persone praticavano sport.
Una delle problematiche maggiori, tra l'altro, che riguarda il mondo dello sport nel suo complesso è che, a differenza di molti altri settori produttivi, non può essere convertito in modalità smart working.
Recentemente, inoltre, gli addetti ai lavori hanno lanciato l'allarme in riferimento alla possibile riduzione del 30% del numero di società calcistiche dilettantistiche italiane, a causa proprio delle conseguenze dell'emergenza Coronavirus. Una diminuzione delle società dilettantistiche, oltretutto, potrebbe portare anche alla diminuzione dei settori giovanili.
Solo per fare alcuni esempi delle conseguenze dirette che l'emergenza sanitaria Coronavirus potrebbe causare: gli incassi da stadio e le sponsorizzazioni. Infatti, gli incassi da stadio per le categorie di Eccellenza e Promozione, in molti casi, sono necessari per fare fronte ai costi di gestione per garantire le continuità delle attività sportive. Mentre, per le squadre di Serie D (in totale 162), che rappresentano realtà calcistiche di piccoli e medi centri, la fonte principale di ricavo proviene da sponsorizzazioni garantite da piccole imprese locali. In questa situazione di crisi questi fattori di ingresso economico, molto probabilmente, potrebbero venire a mancare.
Quindi, considerati questi tanti fattori di criticità, appare necessario un vero e proprio Piano Marshall nazionale per salvaguardare e rilanciare il sistema sportivo dilettantistico italiano, Questo provvedimento dovrebbe riguardare oltre un milione di persone.
Inoltre, è auspicabile anche un intervento diretto delle Regioni a sostegno delle associazioni sportive e delle famiglie in difficoltà che non potranno iscrivere i loro figli alle attività sportive.