Da Allegri a Sarri: come cambia la Juventus nelle statistiche

La Juventus in estate ha operato una vera e propria rivoluzione all'interno del proprio organico tecnico. Via Massimiliano Allegri, il tecnico che in 5 anni ha vinto tutto ciò che c'era da vincere e a cui è mancato solo l'acuto della Champions, dentro Maurizio Sarri l'esteta del bel gioco che sperava di cambiare pelle alla sua squadra. Com'è cambiata Madama in questi mesi? Dalle statistiche emerse in un'analisi effettuata da TuttomercatoWeb ltra le due squadre si nota una certa differenza nello stile di gioco, soprattutto per ciò che riguarda il possesso e il modo di coprire il campo attraverso la trasmissione della palla. Ciò che non è cambiato sono i risultati con la Signora ancora in testa al campionato.
Da Allegri a Sarri: Juventus, cosa cambia maggiormente?
I segni della rivoluzione, seppure non così palpabili, ci sono stati. La Juventus di Sarri ha preso le distanze dalla sua versione precedente (quella targata Allegri), seppur sembra ancora non essere in grado dio assimilare del tutto i dettami del suo nuovo allenatore. Questione di caratteristiche degli interpreti e di una mentalità che si deve ancora abituare al nuovo corso. Quando Sarri si è accomodato sulla panchina bianconera in estate, tutti si auspicavano una squadra più padrona del campo e infatti così pare essere stato. I passaggi a partita effettuati in media dalle due squadre (fonte Tuttomercato) risultano essere 566 contro 519 (riusciti 500 a 453). Noi ci siamo spinti però un po' più a fondo e abbiamo voluto considerare anche i dati relativi alla percentuale di possesso medio tra le due squadre e le zone in cui maggiormente avviene tale circolazione di palla. Risulta che la Juventus sarriana tiene palla il 59,2% del tempo di gioco a fronte del 55,9 di Allegri. Inoltre, la Juve quest'anno risulta essere complessivamente più precisa con 14010/16158 passaggi completati (86,7%) a fronte dei 18.393/21.842 completati lo scorso anno (84,2%).
Le differenze nella densità
Bisogna però considerare che la maggior parte dei tocchi 16.249/19.187 (84,68%) effettuati dalla squadra di Sarri viene completata dalla metà campo in su con una percentuale del 32, 51% per ciò che riguarda i tocchi dalla trequarti in area 6.239/19.187. Per quanto riguarda la squadra di Allegri i tocchi dalla metà campo in su risultano essere 21.573/25.889 (83,32%), mentre per quanto riguarda i tocchi dalla trequarti in area di rigore (8.483/25.889) la squadra di Max è addirittura in leggero vantaggio (32,77%) .Da questi dati emerge che le differenze del possesso tra le due squadre non è così eclatante come ci si potrebbe aspettare (d'altronde stiamo parlando di due squadre capoliste e dunque maggiormente votate all'attacco). Una possibile chiave di lettura diversa può essere ricercata nella qualità di passaggi effettuati dalle due squadre. La Juventus di Allegri infatti si affidava maggiormente ai lanci medi e lunghi 6.416/21.842 con una percentuale complessiva del 29,37%, mentre l'undici sarriano ha effettuato solo il 23,1% di passaggi lunghi (3.746/16.158). Non a caso Allegri contava sulla maggiore fisicità di Mario Mandzukic per tentare il gioco di sponda cosicché riusciva evidentemente a raggiungere l'area di rigore con maggiore facilità. Sarri invece ha instillato alla sua squadra la tendenza a verticalizzare il gioco (8,12 filtranti a partita contro 5,82, 0,10 contro 0,24%) e riesce comunque ad ottenere una precisione maggiore (92,2% contro 90,5%) nei passaggi sulla media distanza.
Ciò significa che l'allenatore bianconero ha puntato più sulla tecnica che sul piano fisico come testimoniano anche i dati relativi ai duelli aerei con 30,87 duelli a partita per la squadra di Allegri contro i 24,38 di Sarri. Le percentuali raccontano però di una Juventus più efficacie sotto il profilo del rapporto duelli persi/vinti: 52,92% di duelli aerei vinti per la squadra di Sarri contro i 47,55% della squadra di Allegri. Mentre non possiamo offrire un giudizio certo riguardo alla gestione del possesso palla sotto pressione (14,36% per Sarri contro il 14,07 di Allegri), in quanto mancano i dati sul numero di passaggi completati con successo in situazioni di pressing, anche se la Juve quest'anno si è mostrata più efficace anche sotto il profilo del pressing (28,6 a 26,3). Allegri, poi, puntava maggiormente sulla qualità dei singoli con un numero di 34 dribbling a partita contro i 30 di quest'anno. Dal punto di vista tecnico, e quindi dei dribbling effettuati con successo, il sarrismo vince ancora con una percentuale del 64,5% (309/479) contro il 57,4% del diretto avversario (444/774).
Ciò vuol dire che forse il tecnico ex Napoli è riuscito a trasmettere i propri concetti al gruppo facendo comunque aggio sui punti di forza dei propri giocatori (quali appunto la fisicità), aiutato anche da una campagna acquisti che gli ha portato in dote De Ligt. Non bisogna sottovalutare che la squadra di Sarri non ha completato tutta la stagione e il subentrare della stanchezza fisica nel finale avrebbe potuto influire sui dati. Resta il fatto che i bianconeri interpretano effettivamente le partite in modo diverso cercando di sviluppare il proprio gioco attraverso una maggiore trasmissione di palla. E' pur vero che la storia (e dunque i giudizi definitivi) li fanno i risultati, ma chi si aspettava una Juve più "sarriana" l'ha avuta, almeno nei numeri.