MotoGp, circuito di Catalogna: le storie e i record

La MotoGP si prepara alla ventiseiesima edizione del Gran Premio di Montmeló. Sul Circuito di Catalogna sono state scritte alcune delle pagine più avvincenti della storia motociclistica italiana e dei suoi trionfi. Come ogni anno, il motomondiale propone spettacoli che ci seducono come fossimo i primi testimoni dei prodigi della velocità. Ma l'arena dei motori è spietata, come un temporale propone una sequenza di lampi che seducono per la loro bellezza e imprevedibilità, riuscendo però a distrarci dalle fatalità che incombono sulle sorti degli intrepidi domatori di bolidi i cui sogni, talenti o esperienze nulla possono contro le trappole invisibili della velocità. Ricordando Dupasquier, un passo indietro nella storia del circuito sul quale avrebbe dovuto esserci.
Un'eredità delle olimpiadi di Barcellona '92
All'inizio degli anni Novanta, i giochi olimpici di Barcellona resero necessaria l'elaborazione del piano strategico che candidò il capoluogo catalano tra i più autorevoli casi di avanguardia architettonica e urbanistica. La pianificazione strategica creò le condizioni per il progresso economico e sociale, elevando lo status di Barcellona a metropoli imprenditoriale europea.
Il cantiere del Circuito di Catalogna fu avviato nel 1989, come parte degli interventi pianificati in previsione della XXV Olimpiade. Nel 1991 ospitò la prima gara ufficiale, la Spanish Touring Car Championship. Due settimane dopo, il circuito venne battezzato dalle scuderie della Formula 1. Non si trattò di una gara qualunque. Quell'anno, a Barcellona si sfidarono Nigel Mansell e Ayrton Senna. Nessuno avrebbe potuto immaginare un battesimo più spettacolare. Alla fine il traguardo lo tagliò Mansell.
Ma l'arena spagnola riservava agli spettatori uno di quegli eventi che quando si compiono difficilmente si può fare a meno di ricordarli ad ogni appuntamento stagionale. Al primo motomondiale del 1996, la pista venne battezzata proprio dal catalano Carlos Checa, prima vittoria in assoluto per il pilota. Gli altri catalani iridati sarebbero poi stati Àlex Criville, Daniel Pedrosa e Álex Rins.
MotoGp, gran premio della Catalogna: aneddoti e statistiche
Nel 1997, un giovane pilota italiano reduce dall'esordio del '96, si presentava a Montmeló con la classe 125. Non poteva sapere che i suoi trionfi e la sua verve avrebbero stravolto l'immaginario della MotoGP, arricchendolo di quel carattere pop che ancora oggi ricerchiamo nei piloti e nelle loro rivalità. A 18 anni, Valentino Rossi otteneva la prima delle 10 vittorie conquistate a Montmeló fra le tre classi. Il nuovo circuito si lasciava conquistare da quel genere di campione la cui storia è talmente ingombrante da sovrascrivere il passato.
Le storie della MotoGP si tramandano con la stessa passione con la quale si idolatrano le rockstar e i loro memorabili concerti. A proposito di Elvis, pare che un giorno John Lennon ebbe a dire come «prima di lui non c'era niente». Montmeló e Valentino Rossi replicavano a loro modo la storia di una star che porta in scena i suoi prodigi davanti a un pubblico consapevole di assistere a qualcosa di grandioso. Allo stesso modo, un campione straordinario si esibiva in un circuito straordinario.
Il 17 giugno 2001, Valentino trionfava sul Circuito di Catalogna vincendo la sesta gara del campionato e lanciandosi verso la conquista del suo primo mondiale nella massima categoria. Quel giorno, lo seguirono sul podio Max Biaggi e Loris Capirossi. Lo stesso anno, il circuito catalano riceveva il trofeo al Miglior Gran Premio assegnato dall'IRTA. Ad oggi, nonostante il passaggio di consegne ai campioni spagnoli, il record di vittorie di Valentino resta imbattuto. Nel decennio 2010 - 2020, il traguardo del Gran Premio motociclistico di catalogna è stato tagliato per ben sette volte da un pilota spagnolo. Cinque volte da Jorge Lorenzo e due da Marc Marquez.
Nel giugno 2018, la ducati di Jorge Lorenzo si aggiudica il record del circuito di 1'40"021, registrando la velocità media di 164.3 km/h.
Lunghezza e caratteristiche del circuito di Catalogna
La posizione geografica espone il Circuito di Catalogna a condizioni meteorologiche ottimali, rendendolo il tracciato preferito dai team di F1 per lo svolgimento dei test invernali.
La sua conformazione è ovviamente l'altro grande fattore che lo candida fra i tracciati più apprezzati dai piloti. Un motivo di vanto per gli appassionati catalani di F1 sono le 16 curve percorse in senso orario che compongono il mix ideale di high and low corners, vale a dire l'alternanza tra punti veloci punti strategici. Tra queste, la curva Elf impegna i piloti in una leggera pendenza, elevando il livello della competizione a vette spettacolari. Oltre la curva 16, si apre invece la speed trap.
Al motomondiale, il tracciato del circuito è lungo 4,6 km, prevede 24 giri per una distanza totale di 111,0 km, 101,8 per la Moto 2, e un rettilineo di 1047 m.
La scorsa stagione, il traguardo è stato tagliato da Fabio Quartararo, seguito dal campione in carica Joan Mir e dal catalano Álex Rins.
Domenica 6 giugno, Fabio Quartararo vorrà replicare il successo per confermarsi in testa la classifica piloti, tenendo a distanza Johann Zarco e Pecco Bagnaia, che a Montmeló è riuscito a ritagliarsi un posto accanto a Jorge Lorenzo nella bacheca dei record. Al motomondiale 2020, il pilota della Ducati ha infatti toccato la velocità di punta di 352,9 km/h.