Lukaku-Inter, la verità di Pastorello: "Ho ricevuto minacce e offese"

Diversi retroscena dietro l'addio Lukaku-Inter, la verità di Pastorello racconta quanto successo nelle ultime settimane. L'agente dell'attaccante belga ha diramato una lunga nota dove espone quanto accaduto in seguito alla partenza di Romelu verso il Chelsea.
Lukaku-Inter, la verità di Pastorello: "Minacce e offese"
La verità è che Lukaku ha voluto dire addio alla società nerazzurra, aveva il Chelsea nel cuore, mentre Marotta, Ausilio ed altri hanno fatto di tutto per convincerlo a restare. Non c'è stato modo di trattenere il belga a Milano. L'addio ha scatenato rabbia e dispiacere in molte persone, ma qualcuno ha anche esagerato. La nota di Federico Pastorello. "La narrativa secondo la quale il trasferimento sarebbe stato 'architettato' e 'forzato' solo per assecondare interessi economici sta portando tutti assolutamente fuori strada. In uno scenario in cui Lukaku non ha mai manifestato pubblicamente alcun disagio o malcontento riguardo la sua esperienza all’Inter, la sua situazione contrattuale o le note vicende societarie, l’interesse del Chelsea ha davvero toccato l’animo di Romelu fin dal primo istante, perché quel club rappresenta per lui qualcosa di unico e speciale. Ciò che non possiamo assolutamente tollerare sono le falsità, le insinuazioni, le offese e le minacce che abbiamo ricevuto (anche nei confronti della mia famiglia e delle mie figlie, per esempio) che hanno ampiamente superato il limite della civiltà, della decenza e della sopportazione”.
Il procuratore continua: "Ho visto nei giorni scorsi un video del 2009 in cui 16enne ha visitato con la sua scuola lo stadio di Stamford Bridge e giurava che un giorno avrebbe giocato su quel campo. Consiglio a tutti di guardarlo con attenzione: è impressionante la lucidità con cui un ragazzino di 16 anni già disegnava il suo futuro. Voleva vestire quella maglia, ci è riuscito appena 18enne e purtroppo se ne è andato prima di poter lasciare il segno e vincere qualcosa di importante. Questa sfida è rimasta come un tarlo nel suo cuore e nella sua mente per tutti questi anni. E quando, in modo quasi inaspettato, si è materializzata l’opportunità di riprovarci - a 28 anni dopo due stagioni da assoluto protagonista con l’Inter - quasi non ci credeva. Era la possibilità di chiudere il cerchio e, da professionista esemplare quale è, ha deciso che era il momento di accettare nuovamente quella sfida. Che ci crediate o no, l’affetto di tutti i tifosi e il legame speciale con la città di Milano lo hanno fatto riflettere a lungo: ma poi, una volta presa la sua decisione, l’ha portata avanti con convinzione e fermezza. L’aspetto economico è un dettaglio, ma non è il fattore principale che determina le nostre scelte e quelle dei nostri assistiti”.
Il noto agente conclude: "L’A.D. Giuseppe Marotta, il D.S. Piero Ausilio - oltre che il tecnico Simone Inzaghi che si è adoperato in prima persona - hanno fatto tutto quanto fosse in loro potere per evitare questo trasferimento. Ma ci sono circostanze che vanno oltre la loro sfera decisionale e dipendono dalle indicazioni della proprietà. Quando Romelu Lukaku firmò per l’Inter, allora molti di quelli che oggi mi insultano e mi minacciano, mi ringraziavano di cuore per averlo portato a Milano. Se vi avessero detto: 'Romelu dopo aver segnato più di 60 goal in due stagioni, riportato l’Inter ai vertici assieme ai compagni, disputato una finale di Europa League e vinto un titolo di Campioni d’Italia che manca dal 2010, essere nominato MVP dell’Europa League e della Serie A, lascerà i nerazzurri portando nelle casse del club una cifra record per il mercato Italiano', voi cos’avreste fatto? Non ci avreste messo subito la firma?”.