Marcell Jacobs senza freni: "Mi hanno chiesto di andare nello spazio. Quella volta con lo stalker..."
Marcell Jacobs è tornato a parlare, a margine della celebrazione degli atleti delle Fiamme Oro presso il Salone d'Onore del Coni. Il doppio oro olimpico nello sprint a Tokyo, ha dichiarato: "Non mi pongo più limiti. Non era la prima volta che potevo scendere sotto i 10. Ora andrò a lavorare per togliere centesimi importanti perché è un tempo fatto senza vento. Serve anche essere fortunati".
Sui prossimi obiettivi ha poi aggiunto: "Le due medaglie d'oro lo ho sempre sognate da bambino. L'obiettivo ora è fare bene a Mondiali ed europei per presentarsi al meglio alle prossime Olimpiadi, a Parigi. Non ho ancora realizzato quello che ho fatto: la sensazione è di aver vinto una gara importante e non un'Olimpiade. Questo è positivo perché così mi posso concentrare già sui prossimi obiettivi"
Marcell Jacobs alla conquista dello spazio
Le due medaglie d'oro vinte alle Olimpiadi nei 100 metri e nella staffetta 4×100 hanno cambiato completamente la vita del 27enne velocista di Desenzano del Garda. La popolarità gli è caduta addosso all’improvviso e lui ora si gode ogni momento, non tralasciando mai gli impegni agonistici. Non si pone limiti l'atleta ed ora ha un altro sogno da avverare, nato da una richiesta che lo rendo felicissimo: “Mi hanno chiesto di andare nello spazio..”.
Infine Jacobs parla delle stranezze dell'essere famosi: "Arrivano strane richieste. Per esempio, via social, ho a che fare con stalker anonimi. Uno mi ha scritto: ‘Ti aspetto sotto casa fino a che non facciamo una foto insieme'. Proprio a me, che non mi sottraggo a nessuno. Poi si fanno vivi tanti gelosi. Capiscono niente del mio sport, eppure mi accusano di chissà cosa per non aver gareggiato dopo l’Olimpiade. È la conferma che certi strumenti, se non si è sufficientemente forti e non si razionalizza, possono renderti psicologicamente una vittima". Nessun problema per Jacobs: lui si sente fortissimo adesso, oltre ad essere l'uomo più veloce del pianeta.
