Novak Djokovic: "Il mio agente ha chiesto scusa per l'errore amministrativo. L'intervista a "L'Equipe"? Un errore"

Novak Djokovic torna a rilasciare delle dichiarazioni sul caso giudiziario-burocratico che mette a serio rischio la sua partecipazione agli Australian Open. In un post apparso su Instagram il campione tiene a dare ulteriori delucidazioni sulle circostanze in cui avrebbe contratto il virus. Nel comunicato si legge che il contagio sarebbe avvenuto il 14 dicembre ad un torneo di basket in cui un certo numero di persone era "risultato positivo al Covid 19".
Novak Djokovic: "So che avrei dovuto riprogrammare l'impegno con l'Equipe"
Il tennista chiarisce di essere risultato negativo ai test rapidi a cui si era sottoposto fino al 17 dicembre. Soltanto in quella data, dopo aver preso parte ad un torneo di tennis, avrebbe avuto il referto positivo del PCR test fatto il giorno prima. Ma questa è una enorme incongruenza visto che, nella dichiarazione giurata alla corte federale, avrebbe dichiarato che il virus gli era stato "diagnosticato il 16 dicembre". In ogni caso annullati tutti gli appuntamenti in programma ed essersi messo in isolamento avrebbe deciso ugualmente di rendere l'intervista al giornale francese. Ma allo stesso tempo ammette che si è trattato di "un errore di giudizio". "Avrei dovuto spostare l'impegno" precisa. Riguardo alle sviste commesse nella procedura di richiesta del visto tiene a far sapere che il suo agente "si scusa per l'errore amministrativo". E aggiunge che il suo staff ha "provveduto a fornire al Governo Australiano ulteriori informazioni per chiarire questo problema", riferendosi ai presunti viaggi fatti nei 14 giorni antecedenti il suo arrivo nel continente. Organi di stampa affermano che sarebbe stato visto a Marbella la scorsa settimana.
Le indagini delle autorità australiane
Ieri la Border Force australiana ha reso noto di aver aperto un'indagine per capire se la documentazione fornita dal n 1 ATP contiene dichiarazioni false. Inoltre nella giornata di oggi dovrebbe arrivare la decisione definitiva del Ministro federale dell'Immigrazione Alex Hawke. In base alle notizie fornite non si è ancora pronunciato a causa di "ulteriori osservazioni e documentazione giustificativa" presentata dai legali di Djokovic. La vicenda diventa di ora in ora più intricata con il serbo che vede la sua partecipazione allo Slam seriamente compromessa.