Australian Open: il giudice accoglie il ricorso di Djokovic. Ma il caso non è ancora chiuso

Pubblicato il autore: Andrea Rao Segui

Australian Open Novak Djokovic

Australian Open, Novak Djokovic è libero di lasciare la struttura per richiedenti asilo in cui era trattenuto dal suo arrivo in Australia. E’ questa la decisione del giudice federale Kelly che ha accolto il ricorso presentato dai legali del campione serbo. Inoltre la sentenza ha disposto l’annullamento del provvedimento con cui l’Australian Border Force aveva sospeso il visto del tennista.
Nonostante questa prima pronuncia favorevole la sua partecipazione allo Slam non è ancora al sicuro.

Australian Open, Novak Djokovic vince la causa

L’udienza si è aperta con l’arringa dell’avvocato Nick Wood che ha affermato la legittimità dell’operato del campione. I documenti attestanti l’esenzione vaccinale concessa, secondo la difesa, erano stati regolarmente caricati al momento della procedura telematica di rilascio del lasciapassare. Inoltre ha aggiunto che il personale di frontiera, durante interrogatori tenutisi a notte fonda, non lo aveva messo nella condizione di riprodurli in modo da sostenere la sua posizione. Nel corso del dibattimento non è stato affrontato il problema della validità della deroga vaccinale, e dei motivi che avevano spinto lo Stato del Victoria ad accordarla.

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L’ultima parola spetta al Ministro Federale

Questa vittoria giudiziaria non mette fine al “Caso Djokovic“. Secondo le leggi dello Stato australiano in vigore il Ministro dell’Immigrazione Alex Hawke dispone di un potere discrezionale molto forte. L’avvocato del Governo Christopher Tran, nel corso dell’udienza, ha annunciato al giudice che il membro del’Esecutivo federale ha già espresso la sua intenzione di esercitarlo. Il decreto ministeriale di espulsione, qualora emesso, infliggerebbe al tennista l’ordine di non avvicinarsi alle frontiere del continente della durata di tre anni. La decisione definitiva dovrebbe giungere nella giornata di domani.

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