Dura polemica alla Vuelta con arrivo al buio. Evenepoel si sfoga: "Non siamo scimmie da circo"
Inizia con una dura polemica la Vuelta di Spagna. La prima frazione della grande corsa a tappe è stata corsa sotto la pioggia e al buio. La rabbia di Evenepoel è esplosa al termine della tappa con un importante sfogo al riguardo. Le dichiarazioni del corridore.

Dura polemica alla Vuelta che inizia la sua tre settimane di corsa davvero in salita. La prima frazione, una cronosquadre, si è corsa sotto la pioggia battente e al buio totale, ragion per cui si sono scatenate delle feroci polemiche al riguardo verso l'organizzazione della manifestazione ciclistica.
In particolar modo, Remco Evenepoel giunto al traguardo ha raccontato ai microfoni di Cyclingpro e degli altri giornalisti presenti la situazione: “Come potete vedere è buio e voi avete bisogno delle luci sulle telecamere per poter fare il vostro lavoro. Potete immaginare che se sei a ruota e prendi acqua in faccia non vedi neanche un metro davanti a te. Era pericolosissimo. Magari domani tutti mi criticheranno per averlo detto. Ma era pericoloso. È come andare a 200 chilometri orari in autostrada senza luci…”.
Dura polemica alla Vuelta. Lo sfogo di Evenepoel
Torna in auge il problema sicurezza anche alla Vuelta di Spagna, dove i corridori hanno dovuto affrontare una prima cronosquadre sotto la pioggia e totalmente al buio. Da questa situazione complicata ha avuto sicuramente tutta una serie di difficoltà Remco Evenepoel.
Il corridore al termine della frazione ha polemizzato nei confronti degli organizzatori: "Una situazione da assoluti irresponsabili. Siamo professionisti non delle scimmie che corrono in un circo equestre. Una vergogna!".
Ora non resta che attendere le prossime frazioni, per capire se l'organizzazione interverrà in merito e soprattutto per rendere le condizioni di corsa più agibili in termini di sicurezza agli stessi corridori.