Ferreira Pinto a SuperNews: "Gasperini è il Guardiola dell'Atalanta. Lecce club solido e ambizioso. Scudetto? Dico Inter..."
Ai microfoni di SuperNews è intervenuto in esclusiva il calciatore brasiliano Adriano Ferreira Pinto, ex, tra le altre, di Lanciano, Atalanta e Lecce, attualmente in forza in Serie D al Ponte San Pietro. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.

In esclusiva ai microfoni di SuperNews è intervenuto Adriano Ferreira Pinto. L'ala destra, 44 anni a dicembre, attualmente in forza al Ponte San Pietro in Serie D girone B, ha mosso i primi passi in Italia tra le fila del Lanciano in Serie C, prima di affermarsi a grandi livelli in Serie A con la maglia dell'Atalanta. In carriera, inoltre, ha giocato anche per Perugia, Cesena e Varese in Serie B e con il Lecce in Serie C nella stagione 2013/2014. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.
Il tuo esordio da calciatore in Brasile è avvenuto relativamente tardi, ma fin da subito sono emerse le tue qualità. Come è arrivato il tuo trasferimento in Italia nel 2001?
"Sono arrivato in Italia grazie ad Adriano Mezavilla, un calciatore brasiliano che all'epoca giocava nel Lanciano e che fece vedere un Dvd delle mie giocate al presidente e ai dirigenti del club abruzzese. Mi hanno dato la possibilità di fare un provino, poi sono stato tesserato per giocare con loro in C. Lasciare il Brasile non è stato semplice, ma qui in Italia ho potuto realizzare il mio sogno di fare il calciatore. Giocavo come attaccante ma Castori, che mi ha allenato anche a Cesena e Varese, ebbe l'intuizione di spostarmi sulla fascia destra. All'inizio è stato un po' traumatico, poi ho capito i movimenti giusti e in questo ruolo ho fatto tutta la mia carriera".
In passato si è parlato con insistenza di un tuo trasferimento alla Roma, sei stato davvero vicino ai giallorossi?
"Nel 2008 sono stato molto vicino alla Roma. Mi portarono anche in sede per visitare le strutture del club e per parlare con il presidente Sensi del contratto. Alla fine l'Atalanta preferì non cedermi perché avevo fatto molto bene l'anno precedente e c'era grande pressione da parte dei tifosi. Avevo la possibilità di fare un salto importante per la mia carriera, ma alla fine sono contento di essere rimasto a Bergamo e sarò per sempre grato all'Atalanta. Solo chi indossa la maglia nerazzurra può capire il grande calore dei tifosi della Dea".
Cosa ne pensi della gestione Gasperini che ha caratterizzato gli ultimi anni della Dea?
"Gasperini all'Atalanta ha fatto un miracolo. Con lui c'è stato un salto di qualità incredibile: è il Guardiola dell'Atalanta. Ha tirato fuori il meglio da tantissimi calciatori che con lui hanno sicuramente over performato. Ha il merito di aver inculcato una mentalità vincente alla squadra e di aver puntato con forza sui giovani e sul settore giovanile. Con lui i calciatori vanno al massimo e raccolgono ottimi risultati sul campo. La società fa benissimo a tenerselo stretto".
Quest’anno l’Atalanta ha il potenziale per puntare ad un ritorno in Champions League?
"Quelle davanti si sono rinforzate molto, soprattutto Inter e Milan, entrare in Champions sarà davvero difficile. L'Atalanta farà sicuramente un campionato importante e si farà trovare pronta nel caso di passi falsi da parte delle big. La squadra di Gasperini se la giocherà con tutti ad armi pari, come ha sempre fatto negli ultimi anni. La squadra si è rinforzata molto sul mercato, sulla carta è una delle più forti di sempre. L'Atalanta farà vedere certamente cose interessanti".
In attacco ci sono stati i cambiamenti più importanti: sono andati via Duvan Zapata e Hojlund e sono arrivati Scamacca e Bilal Tourè. E’ una rivoluzione che ti convince?
"Il mercato dell'Atalanta è positivo, sono state fatte le scelte giuste. Sono andati via due grandi attaccanti: un giovane di grandi potenzialità, con un super incasso per Percassi, e Zapata che ha fatto la storia recente del club. Tuttavia, sono arrivati due profili davvero interessanti, per i quali la Dea non a caso ha sborsato quasi 60 milioni. Rinnovarsi non è mai un male, per un club come l'Atalanta è necessario anche ringiovanire la rosa. Poi è rimasto Muriel, un calciatore di grandissimo esperienza, soprattutto per l'Europa. Anche la scommessa De Ketelaere ha un gran fascino, se segue quelli che sono i dettami di Gasperini può fare benissimo. A Bergamo può diventare il calciatore che tutti si aspettavano al Milan. Ha scelto la piazza giusta per rilanciarsi".
La tua ultima esperienza nel calcio professionistico è stata quella tra le fila del Lecce nel 2013. I giallorossi oggi militano in Serie A, che campionato sarà quello dei salentini a tuo parere?
"Mi auguro col cuore che il Lecce riesca a salvarsi. Lì è nato mio figlio, è una città meravigliosa, dove mi sono trovato benissimo. A Lecce c'è indubbiamente una società sana e un direttore che capisce di calcio più di tanti altri. Ci sono tutte le carte in regola per fare anche qualcosina in più rispetto alla salvezza. Quest'anno si può anche alzare l'asticella ed essere più ambiziosi. Ci sono tanti giocatori giovani e interessanti che presto faranno gola alle big di Serie A. A Lecce c'è una crescita continua, è una bella realtà. Presto i salentini potrebbero diventare come il Sassuolo, o anche come l'Atalanta perché no. Il progetto è in ascesa, la città e i tifosi di Lecce meritano grandi cose".
Il Napoli parte favorito per la vittoria dello scudetto? Quali sono le squadre che si contenderanno il tricolore a tuo parere?
"Il Napoli ha fatto un campionato strepitoso lo scorso anno, ma l'Inter aveva le potenzialità per vincerlo già nella passata stagione. Vedo i nerazzurri favoriti, hanno una squadra fortissima in ogni ruolo. Sulla carta la squadra da battere, però, resta il Napoli, che può rifare i punti dello scorso anno. Poi c'è il Milan che ha dimostrato di avere velocità e forza. Prima dipendeva troppo da Leao, ora la musica è cambiata. Sarà un campionato combattuto. Non è da sottovalutare anche la Juve che non ha le Coppe".
Sei diventato una bandiera del Ponte San Pietro, che milita in Serie D, com’è nata questa tua lunga permanenza nel club bergamasco?
"Dopo l'esperienza a Lecce nel 2013, ho deciso di stabilirmi con la mia famiglia a Bergamo. In quel momento nessun club professionistico della zona si è fatto avanti, poi grazie a un amico è arrivata l'occasione di scendere in Serie D col Ponte San Pietro. Dal 2014, ogni anno, serve solo una stretta di mano col presidente per continuare l'avventura con questa maglia. Ci siamo sempre salvati e qui sono cresciuti tanti giovani interessanti, in linea col progetto iniziale. Domenica avrà inizio il mio decimo campionato qui, sarà la mia presenza numero 300 in Serie D, davvero tante. Sto bene e non vedo l'ora di ricominciare".
Quali sono i tuoi progetti per quando deciderai di appendere le scarpette al chiodo?
"Mi piacerebbe fare l'allenatore, ho il patentino già dal 2009. Già quest'anno ne avevo la possibilità qui a Ponte, però ho deciso di continuare come calciatore. A fine stagione ne riparlerò con la società. L'obiettivo è restare nel mondo del calcio e far valere l'esperienza accumulata finora".