Van Hooydonck carriera finita dopo il malore. Colbrelli: "Sappi che non sei solo..."
Van Hooydonck in seguito al malore avuto lo scorso 12 settembre, è stato dimesso dall'ospedale e può quindi tornare a casa. La sua carriera da professionista però è finita. L'azzurro Sonny Colbrelli gli scrive: "Devi essere forte". Ecco cosa è successo e le dichiarazioni.

Van Hooydonck carriera finita per il corridore belga che lo scorso 12 settembre ha accusato un malore mentre era alla guida della sua auto in compagnia di sua moglie, incinta di otto mesi. Il corridore era ricoverato in ospedale dove gli è stato applicato un defibrillatore interno (ICD) per correggere una potenziale futura aritmia cardiaca. Dagli accertamenti medici effettuati negli scorsi giorni infatti è emersa un'anomalia del muscolo cardiaco. Il corridore è stato dimesso dall'ospedale, ma purtroppo, dopo l’applicazione del defibrillatore interno, la sua carriera da professionista è terminata.
Lo stesso corridore tramite un comunicato stampa si è così espresso sulla nuova realtà che dovrà affrontare: "Mi rendo conto di essere stato incredibilmente fortunato. Ora sto bene, ma devo ancora fare i conti con il fatto che questo segna la fine della mia carriera professionale. Vorrei esprimere la mia gratitudine a tutte le persone che mi hanno aiutato, al team medico dell'ospedale e a tutti i fan che mi hanno inviato messaggi. Ora mi concentrerò sul mio recupero e sulla mia imminente paternità. La gravidanza di Alicia procede bene e aspettiamo con impazienza la nascita di nostro figlio. Questo mi aiuta davvero tanto adesso".
Van Hooydonck carriera finita. La solidarietà di Sonny Colbrelli
Dopo il malore e l'applicazione del defibrillatore Van Hooydonck termina la carriera da professionista.
Sono tanti i messaggi di solidarietà inviati a Van Hooydonck. Tra questi spicca il toccante post di Sonny Colbrelli sul suo profilo social. Al riguardo si legge: "Capisco cosa ti passa per la testa in questo momento. Capisco cosa stai provando. Capisco il dolore. Capisco la tua unica domanda perché a me? So come ci si sente in quel letto d’ospedale mentre ti dicono che la tua carriera al 90 % sarà finita, ma te nella tua testa non vuoi crederci… Ma in questi momenti bisogna essere forti e pensare che siamo vivi, la maggior parte della gente non può raccontare la propria vicenda… Sappi che non sei solo e non sarai mai solo… ti auguro il meglio per la tua nuova vita…".