I prossimi Europei di calcio in Regno Unito e Irlanda (nel 2028) e in Italia e Turchia (nel 2032)

Nel corso della seconda pausa per le Nazionali, l'UEFA ha definito i Paesi che ospiteranno le prossime due edizioni degli Europei maschili di calcio: per il 2028, sarà la volta del Regno Unito e dell'Irlanda; per il 2032, ci sarà il tandem fra Italia e Turchia.

I maggiori campionati europei stanno osservando la seconda sosta stagionale per le qualificazioni a Euro 2024, 17° edizione della massima rassegna continentale per Nazionali maschili che si terrà in Germania la prossima estate, dal 14 giugno al 14 luglio.

Nel frattempo, però, a Nyon sono stati annunciati i Paesi che ospiteranno le prossime edizioni degli Europei, previste nel 2028 e nel 2032, alla presenza del presidente dell'UEFA Aleksander Ceferin.

L'assegnazione degli Europei 2028

Una sola candidatura presente per Euro 2028, che si disputerà in due Nazioni rappresentanti ben cinque federazioni: il Regno Unito e la Repubblica d'Irlanda. Si è trattato dell'unica candidatura rimasta. Nel febbraio 2022, infatti l'Italia aveva annunciato di voler concentrare i propri sforzi verso l'edizione successiva. Analoga situazione ha riguardato la Turchia, che, però, si è ritirata dalla corsa alla diciottesima edizione soltanto lo scorso 4 ottobre.

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A livello di singole federazioni, l'Inghilterra aveva già ospitato i campionati europei nel 1996. Londra e Glasgow, invece, hanno ospitato 12 dei 51 incontri di Euro 2020 (otto nella capitale inglese e quattro nella maggiore città scozzese). Anche Dublino era fra le città candidate ad ospitare quattro incontri della passata edizione e che poi sono stati spostati a San Pietroburgo.

Nove città e dieci stadi ospiteranno la manifestazione, di cui cinque in Inghilterra (sei stadi) e uno ciascuno per Scozia, Galles, Irlanda del Nord e Repubblica d'Irlanda. Nello specifico, si tratterà di Wembley e dello Stadio del Tottenham a Londra, di Villa Park a Birmingham, del nuovo Stadio dell'Everton a Liverpool (che sarà inaugurato il prossimo anno), del City of Manchester, del St. James' Park a Newcastle-upon-Tyne, di Hampden Park a Glasgow, del National Stadium di Cardiff, del nuovo Casement Park a Belfast e dell'AVIVA Stadium di Dublino.

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L'assegnazione degli Europei 2032

Anche per Euro 2032 è rimasta in corsa una singola candidatura. Lo scorso 28 luglio, infatti, l'Italia e la Turchia hanno deciso di unire le loro candidature e presentarsi così, ufficialmente, per organizzare la 19° edizione della competizione. Prima ancora c'era stato l'interesse della Russia che, però, è sospesa a tempo indeterminato da febbraio 2022 a seguito dell'invasione dell'Ucraina.

Le città ospitanti (cinque in Italia e altrettante in Turchia) e le sedi della partita inaugurale e Finale saranno resi noti soltanto ad ottobre 2026. L'Italia che ha proposto le sedi di Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Bari, Bologna, Firenze, Verona e Cagliari, con Palermo prima riserva. Tutto dipenderà dai progetti proposti e da come saranno finanziati.

Il nostro Paese ha già ospitato gli Europei del 1968 e del 1980, mentre le più recenti candidature rifiutate risalgono al 2012 e al 2016. Lo Stadio Olimpico di Roma ha ospitato la partita inaugurale e altri tre incontri di Euro 2020. Per la Turchia si tratta, invece, della prima volta in assoluto in cui ospita la massima rassegna continentale, ma aveva già presentato la propria candidatura per il 2008 (insieme con la Grecia), per il 2012 e per il 2016.

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Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha così commentato: "È una sfida ambiziosa che ha nella condivisione la sua motivazione più significativa. Condivisione della passione per uno sport che nei nostri due Paesi rappresenta molto più di un gioco. E poi condivisione delle tradizioni e delle diverse culture". È intervenuto anche il Ministro dello Sport, Andrea Abodi: "Gli Europei del 2032 rappresentano una grande opportunità che dovrà generare opportunità positive ben prima di quell'appuntamento. Sarà importante interpretare cosa sarà il calcio tra nove anni e lavorare sodo e in modo costruttivo per il calcio di oggi".