Calcio, Turchia: Sagiv Jehezkel licenziato dall'Antalyaspor, poi arrestato. Ecco cosa è accaduto
Il nome di Sagiv Jehezkel, calciatore di origini israeliane, sta diventando noto nelle ultime ore, in quanto è stato prima licenziato dall'Antalyaspor e poi arrestato dalle forze di polizia turche. La sua 'colpa' sarebbe stata quella di aver espresso la propria solidarietà al popolo israeliano e agli ostaggi di guerra del proprio Paese.

Sagiv Jehezkel è diventato da poche ore un ex calciatore dell'Antalyaspor, club militante nella Süper Lig. Difatti, è stato prima licenziato dal club, poi tratto in arresto dalle forze di polizia turche. Il suo nome sta diventando noto a causa di una vicenda che potrebbe tramutarsi in un caso mediatico piuttosto insidioso.
Sagiv Jehezkel licenziato dall'Antalyaspor, poi arrestato
Il calciatore israeliano, classe 1995, è finito alla ribalta della cronaca in quanto reo di aver espresso la propria solidarietà a quella parte della popolazione civile del proprio Paese coinvolta nel conflitto con Hamas e presa in ostaggio.
Tutto ha avuto origine durante la gara di Super Lig tra i padroni di casa dell'Antalyaspor e il Trabzonspor, disputata nella domenica di ieri al 'Corendon Airlines Park Antalya Stadium' di Adalia e terminata con il punteggio di 1-1. Al 68' Jehezkel sigla la rete che vale il pareggio della propria squadra; nei secondi successivi effettua la propria esultanza, mostrando alle telecamere una fasciatura al polso sinistro sulla quale veniva riportato il testo '100 days - ✡ - 7.10', ossia i giorni di durata del conflitto e la data d'inizio dello stesso. Tra le due cifre veniva riportato lo 'Scudo di David', simbolo della civiltà e della religione ebraica presente anche sulla bandiera di Israele.
Proprio quest'ultimo particolare ha innescato forti reazioni in Turchia, a cominciare da quella quasi immediata del coach Sergen Yalçın che, difatti, sostituiva proprio Jehezkel con Zymer Bytyqi pochi minuti più tardi. Al termine della gara la società dell'Antalyaspor ha preso subito le distanze dall'esultanza del calciatore israeliano, lo ha escluso dalla rosa e lo ha licenziato.
Come se non bastasse, il Ministero di Giustizia turco con sede ad Ankara ha predisposto un mandato di arresto per lo stesso Jehezkel, avviando un'indagine per incitazione all'odio mostrata pubblicamente. Per di più, le autorità locali hanno espresso fortissimo disappunto nei riguardi del calciatore israeliano, in quanto avrebbe mancato di rispetto ai valori della Turchia. È da aggiungere che lo stesso premier turco, Recep Tayyip Erdogan, si è schierato apertamente al fianco della Palestina, definendo Israele quale 'Stato criminale'.
Jehezkel ha cercato di difendersi in tutti i modi, proclamando la propria intenzione di non voler affatto inneggiare alla guerra, ma di desiderare soltanto la fine del conflitto tra Israele e Palestina. La sua presunta buonafede, però, non è bastata per far tornare sui propri passi il suo club.