Calcio, Andreas Brehme: addio all'ex Campione del Mondo con la Germania. Vinse anche con Inter e Bayern Monaco. Aveva 63 anni

L'ex calciatore dell’Inter e del Bayern Monaco, oltre che campione del Mondo con la Germania nell'edizione del 1990 in Italia, è morto per un arresto cardiaco a Monaco di Baviera, dove risiedeva. Fu suo il calcio di rigore decisivo con cui la propria nazionale vinse il titolo contro l'Argentina, nella finale di Roma di 'Italia '90'.

Un'altra inattesa e funesta scomparsa ha scosso il mondo del calcio. L'ex campione del Mondo Andreas Brehme è morto per un arresto cardiaco a Monaco di Baviera, dove risiedeva. Duttile sul profilo delle caratteristiche tecniche, un suo grande ex compagno della nazionale tedesca, Lothar Matthäus, con cui condivise anni gloriosi sia all'Inter che al Bayern Monaco negli anni '80, lo definì quale "il miglior calciatore con cui abbia mai giocato". Nacque il 9 novembre di 63 anni fa.

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Andreas Brehme, addio all'ex campione del Mondo

Secondo quanto emerso, Brehme sarebbe deceduto nel cuore delle nottata odierna. Celeri, ma vani sono stati i soccorsi per consentire il trasporto in una clinica in della città bavarese (Ziemssenstraße), non lontana dalla propria residenza. Lascia la propria compagna, Susanne Schaefer, e i due figli avuti dal matrimonio con Pilar, sua ex moglie con cui interruppe la relazione nel 2010.

Nasceva con le proprietà di terzino sinistro, un ruolo che ha spesso ricoperto, in particolare, sia nel Bayern Monaco che nell'Inter, oltre che in quella Germania che apriva nuovi orizzonti al calcio degli anni '90. Fu proprio l'ex allenatore di quella gloriosa formazione nerazzurra, Giovanni Trapattoni, a inventarlo e posizionarlo come fluidificante mancino, a tal punto da essere impiegato anche nella propria nazionale dall'allora commissario tecnico Franz Beckenbauer.

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Iniziò la propria formazione calcistica nelle file del Barmbek-Uhlenhorst, una piccola società di Amburgo, per poi passare al professionismo nel 1980 con il Saarbrücken. L'anno successivo passò al Kaiserslautern, militando in Bundesliga per cinque stagioni e totalizzando oltre 150 presenze e più di 30 reti con la maglia dei 'Diavoli rossi'. L'anno di svolta della propria carriera fu il 1986, grazie all'approdo al Bayern Monaco dove conobbe colui il quale sarebbe diventato il suo amico più grande, Lothar Matthäus, Con il club bavarese vinse il suo primo titolo nazionale nel 1987, oltre a una Supercoppa di Germania. Nel 1988 fu la volta dell'Italia e s'inserì tra le file dell'Inter proprio insieme a Matthäus, con quest'ultimo che divenne una vera e propria bandiera di quella formazione. Non a caso, quella venne denominata l'Inter 'dei record', grazie allo scudetto del 1989, alla Supercoppa Italiana vinta nella stesso anno contro la Sampdoria e alla Coppa UEFA nella doppia finale contro la Roma, guidata da un'altra icona del calcio tedesco, Rudi Völler.

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Nel 1992 decise di voltare pagina andando al Real Saragozza, ma rimase soltanto per una stagione. Ritornò al Kaiserslautern con cui vinse un altro titolo di Bundesliga nel 1998 che corrispose all'anno del suo ritiro dal calcio giocato. Con la Germania collezionò 86 presenze ufficiali da calciatore, coronate dalla vittoria della Coppa del Mondo del 1990 in Italia. Da allenatore, invece, ebbe soltanto tre esperienze con Kaiserslautern, Unterhaching e Stoccarda.