Intervista esclusiva a Max Esposito: "Napoli vivo e tenace, scudetto alla portata. Lukaku non è un bomber, ma lavora per la squadra. Lazio da primissime posizioni, il Venezia non è spacciato"

Ai nostri microfoni è intervenuto in esclusiva l'ex calciatore Massimiliano Esposito, che in carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Verona, Venezia, Lazio e Napoli. Dalla lotta scudetto tra le squadre di Conte e Inzaghi alle ambizioni Champions dei biancocelesti: ecco le sue dichiarazioni.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto l'ex calciatore Massimiliano Esposito. Tanti i temi trattati dall'ex Napoli, con alle spalle 172 presenze e 16 reti in Serie A e 121 presenze e 12 reti in Serie B. Dalla sfida scudetto tra Napoli e Inter alle considerazioni sulla stagione di Raspadori e Lukaku, passando per le ambizioni Champions della Lazio e la lotta salvezza per la permanenza in massima serie. Ecco le sue dichiarazioni.

Con il pareggio contro l'Inter il Napoli si mantiene a meno uno dalla vetta, un risultato che ti aspettavi? Chi la spunterà a tuo parere per la vittoria del tricolore?

"In occasioni della partita contro l'Inter sono venuti fuori sia i limiti sia i pregi del Napoli. Alla fine penso che il pareggio sia andato anche stretto agli azzurri. In ottica scudetto credo che l'Inter abbia una una rosa più profonda e competitiva, ma anche lo svantaggio di giocare in Champions League, con un dispendio di energie psico-fisiche non indifferente. A un certo punto Inzaghi dovrà decidere su quale competizione puntare con più decisione. Il Napoli invece deve continuare così, partita dopo partita. Deve cercare di far leva su una maggiore freschezza fisica e stare sul pezzo fino alla fine. La nota negativa è che la rosa è un po' corta e gli infortuni minano subito gli equilibri della squadra".

L'Atalanta e la Juventus possono inserirsi nella lotta scudetto?

"Il campionato è apertissimo, non è una lotta solo tra Napoli e Inter. L'Atalanta può dire la sua, potrebbe essere la sorpresa per la vittoria finale. Includerei anche la Juventus, che ha recuperato tantissimi punti, portandosi ad appena meno sei dalla vetta. Anche la Lazio sta facendo un campionato sbalorditivo e potrebbe inserirsi nel discorso scudetto. Ci sono tante squadre forti racchiuse in pochi punti, non darei nulla per scontato".

Dal punto di vista del carattere contro l'Inter si è visto un Napoli più tenace rispetto a quello delle ultime uscite stagionali?

"Da quando Antonio Conte è arrivato al Napoli penso che la squadra abbia sbagliato pochissime volte l'approccio alla partita. In alcune gare può aver lasciato l'inerzia del gioco e qualche metro di campo in più agli avversari, ma si tratta comunque di un gruppo capace di stare sempre sul pezzo e di non perdere di vista l'obiettivo finale. Gli infortuni purtroppo hanno influenzato l'andamento delle ultime uscite stagionali, con tutti gli effettivi a disposizione la musica sarebbe stata ben diversa. Ho visto un Napoli vivo e tenace, bisogna continuare così per puntare allo scudetto".

Negli undici iniziali sta trovando continuità Giacomo Raspadori, cosa ne pensi delle prestazione dell'attaccante della Nazionale?

"Raspadori è una pedina importante, un cambio di qualità. Quando chiamato in causa ha dato sempre il proprio apporto. Anche nell'anno dello scudetto, pur partendo dalla panchina, ha fatto prestazioni considerevoli e gol pesanti. Quando Conte avrà tutti a disposizione potrebbe rilanciare David Neres nel 4-3-3, in quel caso il cambio di modulo potrebbe penalizzare Raspadori, che si trova a proprio agio soprattutto nel 3-5-2. Insomma, tutto dipende dalle scelte del tecnico, ma l'impegno e la professionalità di Raspadori non sono in discussione".

La cessione di Kvaratskhelia ha influito sul periodo negativo del Napoli? Ti aspettavi la cessione del georgiano a gennaio?

"Non mi aspettavo che Kvara potesse lasciare il Napoli a metà stagione. De Laurentiis ha da sempre abituato i suoi tifosi alla cessione dei pezzi pregiati davanti a offerte importanti, ma credevo che il georgiano potesse partire in estate, mai avrei pensato ad un trasferimento del genere a gennaio. Conte aveva dato a Kvaratskhelia un ruolo da protagonista nel proprio Napoli, perderlo è stato sicuramente un duro colpo, un fulmine a ciel sereno. Non sostituirlo degnamente è stato un errore. Un errore che è stato accentuato ancor di più dall'infortunio di David Neres".

Il Napoli va in gol con tanti giocatori diversi, ma lo score di Lukaku, fermo a nove gol, stenta a decollare: cosa ne pensi della stagione fin qui disputata dal centravanti belga?

"Lukaku lavora tanto per la squadra, fa a sportellate con i difensori avversari e apre gli spazi all'inserimento degli esterni e dei centrocampisti. Il suo è un lavoro sommerso che non si riduce solo al gol. Ai miei tempi arrivare a dieci gol voleva dire tantissimo, ora le cose sono cambiate. Sicuramente il belga non è un bomber come Higuain o Osimhen, ma fa un lavoro sporco che altri non sarebbero in grado di riprodurre alla stessa maniera".

La Lazio è in piena corsa per la qualificazione alla prossima Champions, come giudichi la squadra di mister Baroni?

"Conoscendo Baroni, il suo modo di lavorare e la gavetta fatta, da parte della Lazio mi aspettavo sicuramente un bel campionato. E' al suo primo anno alla guida di una big e sta sorprendendo tutti, facendo anche meglio del previsto. La Lazio gioca benissimo e può ambire tranquillamente ad una delle prime posizioni della classifica, non la escluderei nemmeno dalla lotta scudetto. Anche in Europa League il cammino è positivo. Insomma, si tratta di un'annata veramente strabiliante".

Venezia e Verona lottano per la permanenza in massima serie. Ti aspettavi di più dalla squadra di Di Francesco? Gli Scaligeri, invece, possono sentirsi già al sicuro?

"Credo che il Venezia non sia spacciato, può ancora giocarsela. La distanza dal Parma è di appena cinque punti, non sono tantissimi. Giudicare in negativo il campionato dei lagunari dall'esterno può essere semplice, ma bisognerebbe capire anche quelle che sono le dinamiche interne e quelle societarie. Il campionato in zona retrocessione è ancora apertissimo. Il Verona che fino a qualche giornata fa sembrava senza speranze, ora occupa una posizione di quasi metà classifica, sicuramente più tranquilla. La differenza la faranno gli scontri diretti, lì a questo punto della stagione non si può sbagliare".