Intervista esclusiva a Jeda: “Darei fiducia ancora a Motta e Palladino. Inter favorita per lo scudetto, Roma da Champions con Ranieri. Su Cagliari e Lecce…”

News.SuperScommesse.it ha fatto il punto sulla stagione di diverse compagini italiane con Jeda. L'ex attaccante di Lecce e Cagliari ha parlato, in esclusiva, delle sue ex squadre e si è intrattenuto con noi sui temi principali che riguardano la Serie A e le coppe europee.

Jeda

Nelle ultime ore abbiamo raggiunto, in esclusiva, Jedaias Capucho Neves, meglio conosciuto da tutti come Jeda. Con l’ex attaccante di Serie A e B (competizione nella quale rappresenta con 67 reti il secondo miglior marcatore straniero della storia, dietro a Granoche) abbiamo ragionato sulle sue ex squadre: Cagliari e Lecce. L’ex seconda punta, trequartista o esterno d’attacco brasiliano con cittadinanza italiana ci ha detto la sua anche sulla lotta scudetto e sulle situazioni contingenti di Roma, Juventus e Fiorentina.

Salve Jeda. La lotta scudetto si fa ogni giorno più interessante ed avvincente. Ci fa una graduatoria delle tre favorite?

La graduatoria giusta è quella della classifica attuale (in ordine Inter, Napoli e Atalanta). L’Inter la metto un gradino sopra tutte le altre, penso lo abbia dimostrato e che abbia un parco giocatori più completo. Ma le altre due non mollano e, finché c’è questa intensità a livello fisico da parte loro, resteranno in lotta perché hanno il vantaggio di non dover patire le fatiche di coppa.

Nel Lecce sembra essere sfiorito l’effetto Giampaolo. Come può risolvere la squadra l’atavico problema del goal? È più un problema di organizzazione del gioco o di difetti dei singoli?

Per me è un problema dei singoli. L’arrivo di Giampaolo ha dato effetti positivi al Lecce, che gioca un buon calcio. Il problema è che i goal sono rimasti solo sulle spalle di Krstovic, nonostante serva anche l’aiuto dei suoi compagni.

Poi io ho un grande rispetto per il Milan, per la sua forza, per la differenza di calciatori e di obiettivi rispetto ai salentini, ma non ci si può lasciar rimontare come è successo sabato scorso. Una squadra che lotta per salvarsi deve difendere in maniera più rabbiosa, con il coltello tra i denti.

In conclusione di risposta, ci tengo a sottolineare ancora una volta quanto sia forte Krstovic.

Il Cagliari di Nicola continua un percorso in campionato che non ha ancora trovato una continuità di risultati affidabile. Quante possibilità ha di salvarsi e come giudica la stagione di Piccoli?

Io credo che le mie due ex squadre, Cagliari e Lecce, siano in linea con i propri obiettivi, perché credo si debba essere realisti. E lo dico con umiltà, perché sono due squadre che amo e che seguo sempre con passione.

Il Cagliari si salverà ma, ha detto bene, gli manca una continuità di gioco e di risultati. Magari proverei a cambiare qualche interprete, qualora fossi in Nicola. La squadra infatti è viva, ma forse soffre lo schieramento con un solo attaccante davanti.

La stagione di Piccoli è positiva, compie un grande lavoro perché deve fare reparto da solo. Magari avrebbe bisogno di maggiore aiuto da parte degli esterni e delle mezzali. Un ausilio più concreto. Piccoli è un ottimo giocatore, ma va sostenuto dai compagni in maniera più efficace.

La Juventus di Thiago Motta rappresenta una delle più grosse delusioni della stagione. Giusto cambiare a fine anno, oppure bisogna andare avanti con lui, visto che si è trovato comunque a governare una rifondazione quasi totale?

Nonostante un gioco latitante ed il cambiamento che doveva esserci e che non c’è stato, io rispetto Thiago Motta. Magari pecca un po’ di esperienza, ma a Bologna ha dimostrato di essere un allenatore competente. Ovvio che allenare la Juventus è una cosa diversa per le pressioni quotidiane che bisogna soffrire.

Io gli darei un’altra possibilità, se la società crede nel processo di cambiamento avvenuto anche nella rosa da quest’anno. Cambiare spesso allenatore non è mai positivo, a meno che non si vada su un allenatore top europeo e si spenda tantissimo anche in calciatori. Se, invece, si vuole continuare con una politica dei giovani, Thiago Motta resta l’allenatore giusto.

La classifica di Serie A, da quando alla Roma c’è Claudio Ranieri come allenatore, ci dice che i giallorossi sarebbero in lotta per lo scudetto. Secondo lei i capitolini possono credere alla Champions?

Da quando è arrivato Ranieri alla Roma, c’è stato un cambiamento di mentalità, di approccio, di entusiasmo. Non è assolutamente un caso che abbia vinto lo scudetto con il Leicester. Dovunque è andato (anche nella mia Cagliari), ha fatto bene, a cominciare dal suo essere carismatico, dal suo saper coinvolgere e toccare i punti giusti dei calciatori a livello piscologico.

La Roma salirà ancora in classifica e credo che abbia delle buone possibilità di andare in Champions League o, almeno, in Europa League.

Fiorentina-Panathinaikos: Jeda, ci fa un pronostico e ci dice se, in caso di mancato passaggio del turno in Conference League, Palladino sarà esonerato secondo lei?

Si tratta di una gara complicata, perché le squadre greche sono toste, ma credo comunque che la Fiorentina abbia i giocatori per vincere e passare il turno.

Anche in questo caso non butterei tutto a mare del lavoro di Palladino, a meno che non ci siano problemi con la società che io non conosco. Ormai la stagione va finita con lui e, poi, a fine anno si trarranno le conclusioni.

Quello di cambiare spesso allenatore, torno a ripetere, è un problema grave del calcio italiano che deve essere superato. Da quanto tempo Ancelotti è al Real Madrid? Simone Inzaghi e Gasperini in Italia sono due esempi in questo caso. All’inizio non godevano della stima di tutti gli addetti ai lavori ed il loro percorso non era perfetto, ma poi avete visto che risultati? Serve pazienza e lungimiranza nel calcio.