Intervista esclusiva a Fulvio Collovati: “Inter, che prova di forza! Juve? Tutto male. Ranieri smetterà nonostante la rimonta. Conceicao un paradosso. Su Bologna e Genoa…”
News.Superscommesse.it ha contattato, in esclusiva, Fulvio Collovati. Partendo da alcune delle sue ex squadre, l'ex calciatore della nostra Nazionale ed oggi commentatore sportivo ha detto la sua su diversi dei temi principali che riguardano il nostro Campionato.

Nelle ultime ore abbiamo raggiunto, in esclusiva, Fulvio Collovati. L’ex difensore della Nazionale italiana di calcio, con la quale si è laureato Campione del Mondo nel 1982, ha detto la sua sul Campionato di Serie A, partendo dai match dell’ultimo turno di competizione.
Nella sua brillante carriera, ricordiamo che ha vestito le maglie di: Milan, Inter, Udinese, Roma e Genoa.
Salve Fulvio Collovati. L’esito del big match tra Atalanta ed Inter è una sentenza per la lotta scudetto, oppure il Napoli e gli stessi bergamaschi possono ancora sperare?
Dal punto di vista numerico no, non si tratta di un messaggio definitivo, però è una netta e chiara prova di forza dell’Inter. Non è semplice vincere a Bergamo, contro un’Atalanta reduce dalla vittoria per 4-0 in casa della Juventus. Mancano 9 partite comunque alla fine e tutto può ancora succedere.
La Fiorentina ha liquidato con un perentorio 3-0 la Juventus. A giudicare dalle ultime campagne acquisti delle due società, verrebbe da dire che nelle varie operazioni di mercato reciproche la Juve abbia speso molto per giocatori poco decisivi e la Viola viceversa?
Io credo che Kean e Fagioli farebbero fatica anche loro in questa Juve qua. Non c’è un giocatore sui 25 della rosa che stia facendo bene nei bianconeri. Non funzionano i rapporti con l’allenatore. La Juventus ha fatto entrare nella storia, in questa stagione, Empoli e Psv. E poi 13 pareggi in Serie A, diversi di questi con le squadre ultime in classifica. Non c’è qualcosa che funzioni nello spogliatoio e non c’è nessunissima identità di gioco.
La classifica, da quando è arrivato Claudio Ranieri sulla panchina della Roma, dice che i giallorossi sarebbero secondi dietro solo all’Inter. Secondo lei, neanche in caso di qualificazione alla Champions, l’attuale allenatore capitolino farebbe un pensierino a restare in sella per un’altra stagione?
Claudio è uomo di una parola sola. Rimarrà ed è affascinato di restare alla Roma, ma in un altro ruolo. Ovvio che dentro di lui non smetterebbe mai di fare l’allenatore, ma allo stesso tempo è consapevole di avere già dato. Sa in prima persona che la Roma, a giugno, avrà bisogno di un allenatore definitivo. Tecnico che sarà poi lui stesso a scegliere probabilmente.
Ce lo dà un giudizio sul lavoro di Vieira al Genoa, arrivato tra lo scetticismo di molti, ma che ha realizzato una media punti quasi da Europa?
Tra gli scettici, sono onesto, c’ero anche io. Anche perché Gilardino aveva fatto benissimo in Serie B e bene in Serie A: aveva trovato una quadratura importante al Genoa. Vieira ha confermato l’imponenza e la personalità che aveva da giocatore, anche come allenatore. In panchina si fa rispettare, è un leader come lo era da calciatore. Alla ripresa, dopo la sosta, sono convinto che darà filo da torcere in maniera importante anche alla Juventus.
Il Milan di Sergio Conceicao continua a mostrare un andamento altalenante anche all’interno delle stesse singole partite, ma è comunque a sei punti dalla Champions League ed in semifinale di Coppa Italia. I rossoneri possono ancora salvare la stagione?
Conceicao ha già vinto la Supercoppa ed è uno splendido paradosso. Se elimina l’Inter in Coppa Italia, e questo può accadere perché i nerazzurri hanno 200 impegni, si trova in finale con Bologna o Empoli e può vincere un altro trofeo. Paradossalmente, quindi, rischia il posto, ma può lasciare in bacheca 2 coppe in mezza stagione al Milan. La decisione sul suo futuro non verrà comunque presa prima di fine campionato, da parte della società rossonera.
Fulvio Collovati, un’ultima domanda. Il Bologna, senza Calafiori, Zirkzee e Saelemaekers, sta facendo uguale se non meglio dello scorso anno. Quanto è importante in questo senso il lavoro di Vincenzo Italiano?
Conosco personalmente Vincenzo e le dico che è un grande allenatore. Sta facendo meglio di Thiago Motta, nonostante le cessioni che ha ricordato lei. Ma si trova in una grande e sana società, con Sartori che è un autentico fuoriclasse.
Il Bologna ormai va considerato come una realtà consolidata e non come un fuoco di paglia. Sono contento in particolare per lo stesso Giovanni, che è un mio grande amico.