Intervista esclusiva a Marco Ballotta: "Lazio-Roma? Mai come le altre. Chivu ha dato equilibrio al Parma. I migliori portieri? Sommer, Carnesecchi e..."

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Marco Ballotta. Cresciuto nelle Giovanili del San Lazzaro, viene acquistato dal Bologna, ma esordisce da professionista in Serie C1 con il Modena, giocando con i "Canarini" per nove stagioni (dal 1984 al 1990 e dal 2001 al 2004). Il debutto in Serie A avviene con il Cesena nel dicembre 1990, dopodiché disputa un importante triennio nelle file del Parma. Segue un anno al Brescia, due alla Reggiana, sei alla Lazio (dal 1997 al 2000 e dal 2005 al 2008), uno all'Inter e uno al Treviso. Oltre a due promozioni nel massimo campionato italiano e altrettante in quello cadetto, nella propria carriera annovera uno Scudetto, tre Coppe Italia, una Supercoppa italiana, due Coppe delle Coppe e due Supercoppe UEFA.

Marco Ballotta

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Marco Ballotta. L'ex portiere, nativo di Casalecchio di Reno, ha espresso il proprio parere su vari temi che riguardano il calcio italiano, soffermandosi, in particolare, sulle squadre con le quali ha contraddistinto la propria carriera, la Lazio e il Parma. Non sono mancate osservazioni interessanti sulla stagione dei club dell'attuale Serie B in cui ha militato (Brescia, Cesena e Reggiana), oltre che dire la propria sul Modena, con i cui colori sociali ha vissuto, da professionista, l'esperienza più lunga.

Marco, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.

Il posticipo dell'ultima giornata di Serie A termina con il pareggio tra Bologna e Napoli. Per Cristian Stellini, vice allenatore dei partenopei, si tratta di "un punto importante che permette ancora di sognare". Qual è il pensiero di Marco Ballotta sulla squadra di Antonio Conte e quella di Vincenzo Italiano, a sette giornate dal termine della Serie A?

Ritengo che la squadra di Italiano sia la più in forma del campionato. Andare a Bologna e vincere è diventato difficilissimo per tutte le squadre. Il Napoli ha fatto la sua partita, è andato in vantaggio e ha disputato un ottimo primo tempo; poi, nel secondo non è riuscito a gestire il risultato per i meriti del suo avversario che è stato molto aggressivo, riuscendo ad arrivare sotto porta in diverse occasioni. A ridosso della fine, c'è stata quell'occasione colossale che Castro non ha sfruttato. È stato un errore quasi imperdonabile, avrebbe cambiato gli scenari del campionato. Poteva finire in modo diverso, ma penso che il pareggio sia il risultato giusto, perché è stata una bella partita, giocata da entrambe a viso aperto.

L'equilibrio tra Inter e Napoli sta continuando, è una bellissima lotta e se la giocheranno fino all'ultima giornata. Tre punti non sono pochi, ma nemmeno tanti, basta anche soltanto un passo falso di una o dell'altra squadra per decidere questo campionato. Se si valuta il rendimento del Napoli fino a oggi, direi che sta facendo un buonissimo campionato.

Mi è parso di vedere un Napoli che gioca in avanti affidandosi troppo a Lukaku, il quale è un attaccante che riesce a far salire la squadra, ma non fa tanto movimento; personalmente, da lui mi aspetto sempre un qualcosa in più, anche se sta facendo la sua annata. Credo che questa squadra dovrebbe trovare anche soluzioni diverse in attacco, altrimenti agli avversari non resta difficile interpretare la partita. Giocare molti palloni da indirizzare principalmente a Lukaku può mettere il Napoli in difficoltà nel trovare il goal.

Il Bologna non mi ha meravigliato, perché è da quasi inizio campionato che gioca in questo modo. Anche contro il Napoli ha dimostrato la propria disinvoltura, è una squadra mai arrendevole che gioca per fare risultato pieno contro chiunque. È cresciuta tanto e, malgrado non sia andata benissimo, l'esperienza vissuta in Champions League ha dato quella consapevolezza di poter essere una squadra di alto livello.

"Non sono stati i cambi ad aver condizionato la partita, è stato più un problema mentale che fisico". Sono le parole di Massimiliano Farris, vice allenatore dell'Inter, nel post gara contro il Parma. Condivide questa considerazione?

Si può dire che è stata una partita storta per l'Inter. I cambi possono aver fatto la differenza, ma relativamente. Il pareggio del Parma è arrivato su un autogol, non c'è stato un evidente errore individuale o di squadra, ma sono sempre gli episodi a caratterizzare il risultato. È stata una partita girata male, per certi aspetti. Se si guarda anche al risultato del Napoli a Bologna, si può dire che questo pareggio non ha condizionato le sorti dell'Inter, perché il distacco di tre punti è rimasto invariato e c'è una gara in meno da giocare. Se avesse vinto il Napoli, naturalmente, l'Inter avrebbe sentito più apprensione, oltre a rendere ancora più appassionante un campionato che resta davvero bello da seguire.

Sta giocando tantissimo e c'è pochissimo tempo per recuperare, non soltanto mentalmente. Non è assolutamente facile mantenere sempre alta la concentrazione per tutto l'arco della stagione, ci vogliono calciatori di un certo livello che sono abituati a giocare partite difficili, ma credo che l'Inter non abbia problemi da questo punto di vista, perché ha un gruppo che sa uscire subito fuori da situazioni scomode e gestire una grande mole di partite.

"Rispetto a due anni e mezzo fa siamo cresciuti notevolmente, ma il gap è chiaro, perché Real Madrid e Bayern Monaco hanno budget differenti dal nostro". Cosa ne pensa di queste dichiarazioni di Simone Inzaghi, rilasciate nel pre-gara di Monaco di Baviera?

È indubbio che Real Madrid e Bayern Monaco abbiano un blasone diverso nel panorama europeo, però l'Inter sta portando avanti un gran lavoro da diversi anni. Credo che la rosa costruita sia all'altezza di questa competizione. Gli investimenti sono stati mirati ed è stato speso il giusto per ottenere dei rinforzi, senza fare follie. Qualche anno fa è arrivata a giocarsi una finale contro Manchester City, quindi vuol dire che una squadra pronta per lottare a un certo livello già c'era. L'Inter ha già dimostrato il proprio valore in diverse occasioni, poi bisogna valutare tanti aspetti, a cominciare dagli infortunati e dalle condizioni fisiche. Si può anche avere una rosa piena di calciatori importanti ma con una condizione fisica non ottimale, per cui bisogna sempre bilanciare la presenza di tutti in una maniera equilibrata, ma, si sa, non è mai facile.

Quanto può incidere sull'autostima della Lazio l'ultima vittoria ottenuta sul terreno di gioco dell'Atalanta? Sorpreso, inoltre, dalle ultime tre sconfitte consecutive in campionato da parte della squadra di Gian Piero Gasperini?

La Lazio sta facendo un buonissimo campionato. Ha avuto un periodo meno brillante durante la stagione e non venivano fuori molti risultati, poi è venuta fuori la forza del gruppo. Questa vittoria è stata importantissima, senza dubbio, perché si trattava di uno scontro diretto che avrebbe permesso di rilanciare entrambe. Ha permesso anche di scacciare via tante voci negative che si erano create attorno a Baroni e alla squadra. Purtroppo, è un calcio che guarda sempre al risultato finale, per cui basta una vittoria o una sconfitta per ribaltare le opinioni e i giudizi. Questa vittoria mette a tacere un po' di critiche, oltre che avvicinare ancora di più alle posizioni utili per la Champions. Manca ancora da fare il percorso più difficile, ma la squadra c'è ed è compatta.

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Certo che sono sorpreso dall'Atalanta, considerando che, fino a un mese fa, veniva inserita nel gruppo di squadre per vincere il campionato. Non so cosa si sia rotto a un certo punto, fatto sta che con quest'ultimo andamento rischia seriamente di perdere la qualificazione alla prossima Champions. Tirarsi fuori da situazioni negative non è mai facile, perché a livello mentale inizia a subentrare quella paura di non riuscire a venirne fuori, specialmente se ci sono anche altre che stanno andando bene e sono lì a giocarsi lo stesso obiettivo. Se si aggiungono anche le critiche e i malumori del pubblico, diventa ancora più pesante. Potrebbe bastare una vittoria per scacciare via certi condizionamenti e ripartire, però ultimamente l'Atalanta è in un momento veramente delicato. Non bisogna dimenticare quello che è stato fatto, perché è una squadra che ha raggiunto traguardi nemmeno preventivabili fino a qualche anno fa.

Gustav Isaksen, oltre che contro l'Atalanta, è risultato già deciso contro il Napoli e il Viktoria Plzen. È lui a essere calciatore rivelazione della squadra allenata da Marco Baroni? Oltre al calciatore danese, quali altri nomi della Lazio stanno piacendo a Marco Ballotta?

Sì, Isaksen potrebbe essere lui la rivelazione, perché ha fatti goal determinanti e ne potrebbe fare anche altri, ma mi piace pensare che la rivelazione possa essere tutta la Lazio, perché non vedo uno che faccia la differenza da solo, ma tanti buoni calciatori che, insieme, possono fare una squadra forte. Volendo fare un'attenzione sui singoli, direi che a questa squadra è mancato molto Castellanos. Il suo infortunio ha costretto Baroni a trovare altre soluzioni, quindi direi che si è trattato di un'assenza importante. Poi, rispetto ad altre squadre, mi sembra che la Lazio abbia una rosa un po' più risicata; se viene a mancare qualche calciatore di qualità e non si hanno alternative all'altezza, si vede subito la differenza.

Anche Chrīstos Mandas è stato uno dei protagonisti della vittoria ottenuta dalla Lazio a Bergamo. L'estremo difensore greco può diventare l'erede di Ivan Provedel?

La Lazio ha due portieri bravi. Provedel non sta attraversando un momento molto buono, a differenza dello scorso anno in cui salvava continuamente il risultato. È vero, in passato ha avuto qualche infortunio dal punto di vista tecnico, ha commesso degli errori, ma il più delle volte ha dimostrato le proprie qualità ed è risultato fondamentale. Anche questa squadra si ritrova a dover giocare molte partite, per cui il ricambio va fatto anche con i portieri. Per fortuna, sono entrambi dei profili di valore, quindi la preoccupazione rivolta alla differenza tra il titolare e la riserva non c'è.

Mandas sta facendo bene, ha salvato il risultato a Bergamo, per cui spero che questa partita possa essere determinante per iniziare a ottenere fiducia. Ce ne sono diverse ancora da giocare, per cui lo vedremo ancora all'opera. È giovane, ha bisogno anche lui di fare esperienza e di acquisire una certa dimestichezza, ma le basi sono buone per arrivare a livelli più alti. La consapevolezza delle sue qualità può esserci soltanto se gioca con una certa continuità, spero per lui che possano arrivare più occasioni per ottenere, ancora di più, la fiducia di Baroni.

A cavallo della doppia sfida valevole per i quarti di finale di Europa League contro il Bodø/Glimt, c'è il derby di campionato contro la Roma. Il futuro di Marco Baroni alla Lazio potrebbe dipendere dall'esito di queste tre gare?

Indubbiamente, arriva una sequenza di partite molto delicate. L'Europa League è una competizione internazionale a cui la Lazio tiene molto, quindi darà il massimo per superare il turno, ma il derby di Roma resta sempre speciale, in qualsiasi periodo della stagione. I punti in palio sono gli stessi di qualsiasi altra partita, ma l'atmosfera che si vive in città è un qualcosa di straordinario. Questa volta, però, sarà ancora più coinvolgente, perché può decidere le sorti delle due squadre per un posto in Champions.

In più, l'andamento della Roma è sotto gli occhi di tutti, Ranieri ha fatto un lavoro straordinario. Al suo arrivo è entrato subito nelle difficoltà della squadra, ha creato la mentalità nel gruppo e i risultati, di conseguenza, sono venuti fuori. Non ha giocato sempre benissimo, a dire il vero, ma ha ottenuto quello che più contava, cioè molte vittorie. Sarà una partita bellissima.

Credo che Baroni, fin qui, abbia fatto molto bene. Ha cominciato con diverse difficoltà, tra cui il fatto di non avere mai allenato una squadra importante. Ci sono state delle titubanze, nelle prime giornate la squadra non riusciva a portare sempre il risultato, complice i tanti arrivi che necessitavano di plasmarsi. Credo che fosse anche naturale ritrovarsi con dei problemi del genere; poi, alcuni giocatori di livello hanno iniziato a prendere forma e ne ha beneficiato tutta la squadra, pian piano sono arrivate delle prestazioni incoraggianti che hanno portato la Lazio fin dove si trova attualmente.

Per quello che si sta vedendo, criticare Baroni mi sembra fuori da ogni logica. Non capisco cosa ci sia da essere contrari a un allenatore che ha da giocarsi le chances in Europa League, è sesto in campionato ed è in piena lotta per un posto in Champions. Ci sono state delle partite in cui la squadra ha giocato male, tra cui quella di Bologna, ma questa negatività, anche quando non ha motivo di esserci, fa veramente male. Sono dalla parte di Baroni, perché sta dimostrando di essere un allenatore con grandi qualità.

"La Juventus si è dimostrata una squadra forte. Scommetto che arriverà tra le prime quattro". Sono le parole di Claudio Ranieri, nel post gara tra la Roma e la squadra allenata da Igor Tudor. Marco Ballotta, invece, su quali squadre individua per la terza e la quarta posizione del campionato, considerando anche che il programma della prossima giornata prevede Atalanta-Bologna, Juventus-Lecce e il "Derby di Roma"?

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Ranieri non ha detto una cosa sbagliata, perché la Juventus è andata a prendersi un punto prezioso contro una squadra in grande condizione, restando in piena corsa per la Champions; questo incrocio di partite, poi, potrebbe favorire non poco, almeno sulla carta, proprio la Juventus; se dovesse ottenere i tre punti contro il Lecce andrebbe a scavalcare proprio una tra Atalanta e Bologna, sia che finisca in parità o una delle due vinca.

La squadra di Gasperini è in affanno, non lo si può negare, mentre quella di Italiano sta vivendo una condizione diametralmente opposta, si può dire. Se c'è una squadra che rischia più di tutte, per quello che si sta vedendo nelle ultime settimane, questa è l'Atalanta; giocando lo scontro diretto in casa, però, potrebbe essere un vantaggio per cambiare questo trend negativo. Anche il derby è una partita cruciale per la classifica di Lazio e Roma, ma interessa moltissimo anche le altre che restano davanti.

È una situazione molto incerta, tante squadre sono racchiuse in pochissimi punti, ma anch'io penso che la Juventus ce la farà a entrare in Champions, mentre l'altra che aggiungo è il Bologna. Difficilissimo dire chi sarà al terzo e al quarto posto, ma credo che se li contenderanno queste due.

Soddisfatto dal rendimento del Parma di Cristian Chivu? Quali differenze di rilievo ha notato rispetto alla squadra allenata da Fabio Pecchia?

Sì, il Parma mi sta piacendo. Con Chivu si è creata subito una mentalità diversa, ho visto una squadra più equilibrata e prudente, ma anche più cattiva. Proprio nell'ultima contro l'Inter si è vista una reazione d'orgoglio molto importante, riuscire a recuperare due reti di svantaggio alla prima della classe non è una cosa che tutti sono in grado di fare, quindi va dato grande merito al carattere che sta facendo vedere questa squadra.

Essendo un gruppo giovane, ci sta che si possano subire due goal dall'Inter, ma, ripeto, c'è stata una grande voglia di non darsi per vinti. Con Pecchia la squadra giocava anche un buon calcio, ma in certi frangenti si sbilanciava abbastanza, oltre che avere delle disattenzioni di troppo in difesa.

Da quando è arrivato Chivu, la squadra è maturata abbastanza in fretta; i tanti giovani sembrano essere meno esuberanti e più razionali, riuscendo a capire quando possono osare e quando no. La strada per la salvezza è ancora piuttosto insidiosa, arriveranno delle partite che non saranno affatto facili, ma mi sembra che il Parma abbia qualcosa in più rispetto a qualche altra squadra che lotta per lo stesso obiettivo.

C'è anche Venezia-Monza in programma per la prossima giornata di campionato. Per la squadra di Eusebio Di Francesco si potrebbe profilare la possibilità di lasciare le ultime tre posizioni di classifica?

È un'occasione unica, perché fare tre punti in casa contro una diretta rivale in ultima posizione, in questa parte della stagione, vuol dire tantissimo. Se riuscirà a fare bottino pieno, si può rilanciare anche il Venezia. Resterebbe in una situazione sempre difficile, ma si avvicinerebbe di molto alle squadre che precedono. C'è da dire che il Venezia sta disputando belle partite, ha fermato diverse squadre importanti, questo vuol dire che della qualità c'è e sta venendo fuori.

A differenza della prima parte di campionato, si vede una squadra che ha voglia di lottare con tutti, riuscendo ad allontanare man mano quella paura di sbagliare che ha molto penalizzato le prestazioni. Non saprei dire se sia in grado di salvarsi, ma se dovesse riuscire a vincere con il Monza si metterebbe in pieno gioco.

Prima i tre punti ottenuti nella sfida casalinga contro il Catanzaro, poi l'exploit di Pisa contro la squadra di Filippo Inzaghi, seconda forza del campionato. Queste ultime due vittorie del Modena rappresentano più un allontanarsi dalla zona pericolosa di classifica o un avvicinarsi ai Playoff?

Il campionato di Serie B è sempre molto particolare e incerto, anche quest'anno si sta avendo la conferma. Il Modena ha alternato periodi con una serie di risultati discreti ad altri completamente negativi. In un certo punto della stagione, sembrava che fosse proiettata per andare decisa verso un posto nei Playoff, poi c'è stato un netto calo che ha portato la squadra a due punti dalla zona retrocessione.

Le ultime due partite vinte sono significative, perché sono arrivate contro delle squadre che occupano posizioni importanti di classifica. L'ideale sarebbe stato un po' di equilibrio nei risultati, ma ciò non toglie che il decimo posto provvisorio è tutto frutto del merito di una squadra che, in questo momento, può programmare le ultime giornate con più tranquillità. Ci sono diverse squadre racchiuse in pochi punti, per cui bastano due o tre gare di fila fatte bene o male per trovarsi da una parte all'altra della classifica.

L'obiettivo iniziale del Modena era quello di tirarsi via dalla zona retrocessione il prima possibile, per cui direi che lo sta conseguendo pienamente; poi, se la squadra sente che può dare qualcosa in più, gli obiettivi possono anche cambiare durante il cammino.

Non c'è l'assillo di dover conquistare i Playoff, ma, essendo a ridosso, non è detto che non provi a conquistare anche l'ultima posizione utile. Resta fuori discussione che sono altre le squadre che ambiscono a vincerli, dallo Spezia fino allo stesso Bari.

Proprio la sconfitta contro il Modena ha portato il Pisa da otto a cinque punti di distacco dallo Spezia, quest'ultimo vittorioso nel derby ligure contro la Sampdoria. La combinazione di questi risultati può mettere in serio rischio il secondo posto della squadra di Filippo Inzaghi?

Quello con il Modena è stato un passo falso, ma ci può stare e non deve condizionare il prosieguo. Anche lo Spezia ha avuto i suoi momenti di difficoltà, incappando in qualche brutta sconfitta. In Serie B accade di vedere qualsiasi sorpresa, per cui c'è da meravigliarsi fino a un certo punto. Sta mantenendo questa posizione di classifica già dall'inizio del campionato e, se è ancora lì, vuol dire che è tutto ampiamente meritato.

Cinque punti non sono pochi, credo che possano essere sufficienti per tenere a bada lo Spezia che, in ogni caso, è costretto a inseguire e non deve sbagliare una sola partita, mentre il Pisa può concedersi la possibilità anche di un ulteriore passo.

L'unico vantaggio per lo Spezia potrebbe essere quello di giocare le restanti partite senza l'assillo del secondo posto, provando a giocare con una mente più libera rispetto al Pisa. Nella peggiore delle ipotesi, piazzarsi al terzo posto resta sempre un bel vantaggio per affrontare i Playoff, perché avrà anche qualche giorno in più per recuperare energie e ripartire.

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Otto reti in altrettante gare realizzate da Joel Pohjanpalo con la maglia del Palermo, di cui tre nell'ultima gara contro il Sassuolo capolista. La squadra di Alessio Dionisi può diventare la favorita per vincere i Playoff di Serie B?

Vedendo la rosa del Palermo, mi riesce difficile capire il perché si trovi nell'attuale posizione di classifica. Secondo me, questa squadra sarebbe dovuta essere a ridosso delle prime, lottando alla pari con Sassuolo, Pisa e Spezia. La società ha investito tanto, ha costruito una squadra di alto livello, però qualcosa non ha funzionato. Naturalmente, spendere tanto non significa ottenere per forza tanti risultati buoni.

L'arrivo di Pohjanpalo ha dato uno slancio importante a questa squadra, è un attaccante che in Serie B fa la differenza, lo sta dimostrando con i numeri dalla sua parte. Con la sua presenza, tutte le difese delle squadre avversarie del Palermo sono state sempre in apprensione, a cominciare proprio dal Sassuolo. Una tripletta che arriva contro la capolista potrebbe rilanciare tutta la squadra, oltre che dare ancora più forza allo stesso Pohjanpalo.

Trovare una favorita in quel gruppo di squadre è difficilissimo, perché tutte hanno qualità, ma questo Palermo, se continua a prendere convinzione dei propri mezzi, può tranquillamente disputare i Playoff con l'obiettivo di tornare in Serie A.

Dopo l'importantissima vittoria sul terreno di gioco dello Spezia, arriva la sconfitta casalinga nell'ultima di campionato contro il Mantova. Alla prossima c'è Cosenza-Brescia. Quanto c'è da preoccuparsi per le "Rondinelle", considerata l'attuale posizione in classifica della squadra allenata da Rolando Maran?

La sconfitta in casa contro Mantova è stata pesante, indubbiamente. Non pensavo che il Brescia perdesse questa partita. Era importante fare risultato, anche un pareggio avrebbe portato i suoi benefici, ma così non è stato. Sarà durissima, c'è una bagarre molto incerta. Arriva uno degli avversari più difficili, il Cosenza ha rischiato di vincere l'ultima partita a Frosinone che avrebbe dato un'importantissima spinta per risalire.

Il Brescia troverà un avversario con tanta rabbia in corpo, perché sa di avere l'ultima chance della stagione per tentare il tutto per tutto. Avrà anche il grande vantaggio di giocare dinanzi al proprio pubblico, per cui sarà una delle partite più difficili e delicate dell'anno.

Ventuno punti nel girone di andata, mentre l'unica vittoria del 2025 è stata realizzata nella sfida casalinga dello scorso 26 gennaio contro il Palermo. L'esordio di Davide Dionigi, in panchina al posto di William Viali, è avvenuto con la sconfitta subita ad opera della Cremonese. Cosa è accaduto a questa Reggiana, secondo Marco Ballotta?

Difficile capire, a un certo punto, cosa sia accaduto. Credo che la classifica rappresenti quasi sempre il valore delle squadre e ritengo che questa Reggiana non sia stata costruita nella maniera migliore per centrare una salvezza tranquilla. L'allenatore è importante e l'arrivo in panchina di Dionigi può dare delle nuove motivazioni e togliere dei limiti sul profilo mentale, ma la differenza la fa sempre la squadra. La vedo in seria difficoltà.

Trovare il Pisa come prossimo avversario non è la condizione più propizia per riscattarsi, perché troverà una squadra che vorrà cancellare la sconfitta contro il Modena e difendere il secondo posto, ma la Reggiana dovrà farsi valere ugualmente con tutte le forze che ha a disposizione, perché la classifica è davvero brutta e non può più fare tanti calcoli. Vedremo una battaglia sportiva.

Matteo Manfredi, Presidente della Sampdoria, si affida ad alcuni dei protagonisti della squadra blucerchiata che vinse l'unico Scudetto della propria storia. Alberigo Evani allenatore, Attilio Lombardo vice, Giovanni Invernizzi nello staff e, soprattutto, Roberto Mancini come consulente tecnico esterno. Questa scelta può bastare per rivitalizzare una squadra che si trova invischiata al terzultimo posto, a sei giornate dal termine della regular season di Serie B?

Penso di sì, anche se la società doveva pensarci un po' prima, sinceramente. Si tratta di uno staff di tutto rispetto, composto soltanto da ex della Sampdoria che davano l'anima in campo, per cui daranno il 100% anche in queste vesti, perché si sentono blucerchiati e hanno voglia di riscattare e difendere l'onore di una Sampdoria che con loro fece la storia. Quella di quest'anno è squadra con nomi importanti, non capisco come faccia a ritrovarsi in quella posizione di classifica. Ci sono calciatori abituati a giocare per vincere i campionati, ma non stanno rendendo per quello che dovrebbero.

Senza nulla togliere a Evani, Lombardo e Invernizzi, tutti grandissimi, credo che Mancini sarà colui che può far cambiare pelle a questa società. Non ha bisogno di presentazioni, è uno di quelli che sa trascinare un intero ambiente con il suo carisma e la sua grande tenacia, come ha sempre fatto in tutta la sua vita di uomo e calciatore. La Sampdoria riparte con gli uomini giusti, ma l'obiettivo resta quello di salvare questa stagione. Sarebbe inverosimile pensare di vedere questo club in Serie C.

L'ultima giornata di campionato della Serie A ha visto protagonisti diversi portieri. Dovendo comporre un podio dei più bravi di questa stagione, quali sono i tre nomi che Marco Ballotta sceglierebbe?

Al primo posto metto De Gea, senza ombra di dubbio. Mi ha impressionato tantissimo, perché non pensavo che, dopo un anno di inattività, potesse avere questa condizione strepitosa. È stato determinante, ha salvato tante volte il risultato durante il campionato e si sta giocando le possibilità di centrare un posto in Champions con la sua squadra. Se la Fiorentina è anche in corsa per la Conference League, deve tantissimo a lui. Ha fatto vedere delle cose davvero importanti.

Poi, scelgo Carnesecchi, anche lui ha fatto molto bene con l'Atalanta. Non si può non scegliere il portiere della squadra che resta al comando della classifica, quindi anche Sommer è tra quelli che hanno dato un grande contribuito. È vero, ha avuto qualche partita negativa, ma il più delle volte è stato decisivo con le sue parate.

Marco, è stato gentilissimo per aver condiviso i Suoi pensieri e La ringraziamo di cuore per questa intervista. Ci auguriamo di poterLa risentire, prossimamente.

Grazie a Voi, il piacere è stato tutto mio.