Intervista esclusiva a Massimo Marazzina: "Chivu senza esperienza, l'Inter ha scelto il meno peggio in circolazione. Roma, per l'obiettivo Champions servono rinforzi. Bologna, un rischio prendere Immobile e Bernardeschi"

Intervista esclusiva all'ex attaccante Massimo Marazzina. Dalla delicata situazione in casa Inter all'acquisto di Bonny da parte dei nerazzurri, passando per le ambizioni Champions della nuova Roma di Gasperini e il probabile arrivo a Bologna della coppia Immobile-Bernardeschi. Ecco le sue dichiarazioni.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Massimo Marazzina. L'ex calciatore, scuola Inter, in carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Chievo Verona, Reggina, Roma, Sampdoria, Torino e Bologna, collezionando anche tre presenze in Nazionale maggiore nel 2002, sotto la guida di Giovanni Trapattoni. Tanti i temi trattati dall'ex attaccante: dalla situazione in casa Inter alle ambizioni della Roma di Gasperini in vista della prossima stagione, passando per i probabili nuovi acquisti offensivi del Bologna e la Nazionale affidata a Gennaro Gattuso: ecco le sue dichiarazioni.

Con l'eliminazione al Mondiale per club l'Inter ha fallito anche il quinto obiettivo stagionale, qual è il tuo bilancio sull'annata dei nerazzurri?

"L'Inter quest'anno ha fatto parlare molto di sé, soprattutto per come è andata la finale di Champions e per lo Scudetto sfumato. Credo che l'eliminazione dal Mondiale sia al momento la cosa migliore. Ora i calciatori possono recuperare al meglio le energie per poi prepararsi seriamente al prossimo campionato. Al contempo la società può pensare tranquillamente al mercato e fare valutazioni sui calciatori in uscita. Certo, uscire da una competizione non fa mai del tutto bene, perché vincere aiuta a vincere, ma alla lunga penso che questa eliminazione possa portare addirittura dei vantaggi. Come format il Mondiale mi piace, ma capisco anche quei calciatori o club che per tanti motivi neppure vorrebbero parteciparvi. La stagione dell'Inter non può considerarsi positiva. Le sconfitte sono arrivate all'ultima curva, ma sono arrivate. Non ha senso fare tanti risultati positivi, restare in gara fino alla fine su tutti i fronti, ma non vincere nessun trofeo".

Le dichiarazioni di Lautaro Martinez, nel post-partita contro il Fluminense, hanno alzato un polverone nello spogliatoio dell'Inter, cosa ne pensi a riguardo?

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"La frase pronunciata da Lautaro era evitabile. Mi è sembrato un battibecco tra bambini. Certe dinamiche vanno risolte esclusivamente nello spogliatoio e non vanno rese pubbliche. Lautaro avrebbe dovuto chiarire direttamente con Çalhanoğlu o con Thuram o chiunque altro. La società doveva intervenire prima, ci sono dirigenti pagati appositamente per placare situazioni del genere. I panni sporchi si lavano in famiglia, così si creano solo grandi malumori".

Chivu è la scelta giusta per la panchina dell'Inter?

"Chivu conosce l'ambiente Inter, ma ha racimolato pochissime panchine in Serie A tra i professionisti. Negli anni in cui sono stato calciatore l'allenatore di una grande squadra come quella nerazzurra non sarebbe mai stato Chivu, con pochissime panchine fatte col Parma in massima serie. Il problema è che le alternative erano davvero poche e sono dovuti correre velocemente ai ripari, sicuramente non col migliore ma con il meno peggio che c'era in giro. Inzaghi? Mi aspettavo che lasciasse, il ciclo ormai era finito, anche se avesse vinto la Champions. Certo, è stato agevolato da un'offerta faraonica difficile da rifiutare".

Cosa ne pensi dell'acquisto di Bonny? Daresti una chance a Pio Esposito per la prossima stagione?

"Tolti i due titolari l'Inter l'anno scorso in attacco ha fatto fatica, Bonny può dare una mano nell'immediato ed è un buon investimento anche per il futuro. Pio Esposito ha fatto abbastanza bene in questo Mondiale per club, dove ha trovato anche il gol, ma c'è da dire che il campionato è un'altra cosa. Tutti ne parlano bene, ha segnato tanto in Serie B con lo Spezia ma bisogna restare calmi perché si tratta comunque di un ragazzo di vent'anni e bisogna dargli il tempo di crescere. Se dovesse rimanere in nerazzurro non troverà grandissimo spazio, forse la soluzione migliore è quella del prestito in massima serie, in una piazza congeniale alle sue caratteristiche".

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La Roma ha puntato su Gasperini per il dopo Ranieri, è il nome giusto per puntare alla Champions?

"Non so se sia il nome giusto, sicuramente è una scelta rischiosa. Gasperini ha un carattere particolare e Roma è una piazza calda ed esigente. Ci sarà bisogno di trovare alcuni compromessi. Sicuramente il mister dovrà smussare un po' alcuni tratti della sua personalità. Come allenatore e come persona di campo, invece, non ho dubbi che possa far bene. E' importante poi che ci sia una forte coesione del gruppo nel seguire le idee del nuovo allenatore, sotto questo punto di vista può essere determinante anche l'intervento di Claudio Ranieri. Champions? L'allenatore non basta, ci vogliono anche i giocatori. La Roma deve fare un mercato all'altezza, attualmente non la vedo tra le prime quattro".

Il Bologna sarebbe ai dettagli per l'acquisto di Immobile e Bernardeschi, cosa ne pensi?

"Sartori a Bologna è un'autentica garanzia. Spero non sia rischioso prendere questi due giocatori perché in questi anni la forza degli emiliani è stata anche quella di non avere in rosa "superstar", si è cercato sempre di valorizzare giocatori giovani o comunque quasi sconosciuti al grande pubblico. Bisogna capire con quali motivazioni arrivano, ma Immobile e Bernardeschi sono due calciatori importanti e di spessore, l'obiettivo deve essere quello di non minare gli equilibri del gruppo. Devono integrarsi bene allo spirito che c'è adesso a Bologna, mettendosi al servizio della squadra e non viceversa. L'obiettivo per la prossima stagione deve essere quello di qualificarsi ancora per l'Europa. Si tratta di un traguardo fondamentale per diventare una grande squadre ed uscire dall'anonimato".

Dopo il passo falso contro la Norvegia, la Nazionale è stata affidata a Gennaro Gattuso. Qual è il tuo parere sul nuovo Commissario tecnico?

"Gattuso in passato non ha fatto benissimo, però credo sia la persona giusta per la Nazionale in questo momento perché serve qualcuno in grado di trasmettere un senso di forza e di sicurezza al gruppo. I giocatori hanno bisogno di qualcuno che li "svegli" e, a differenza di altri, Gattuso è molto carismatico in tal senso. Potenzialmente l'Italia non è una grande squadra, in particolare se rapportata alla Francia, alla Spagna o alla Germania, però contro la Norvegia o comunque contro le altre squadre del girone di qualificazione può giocarsela decisamente meglio di quanto fatto finora. Bisogna metterci la giusta foga e con Gattuso in panchina sarà una caratteristica che certamente non mancherà. Spalletti credo non avesse niente più da dare, probabilmente aveva perso la fiducia di tutti, è stato giusto cambiare. Indossare la maglia della Nazionale deve essere un onore e un orgoglio, ora da parte di alcuni calciatori sembra quasi un impiccio. Sicuramente è calato l'amore, anche della gente, nei confronti della maglia azzurra. Si tratta di un atteggiamento assolutamente da invertire".

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Hai scritto pagine importanti della storia del Chievo Verona, cosa speri per il futuro della squadra veneta?

"Quanto accaduto al Chievo Verona è stato un colpo al cuore. Ci sono squadre che fanno molto peggio, che sicuramente non hanno i bilanci apposto, ma che sono sempre lì. Per la Lega colpire un piccolo club come quello gialloblù è stato più semplice. Sono in contatto costante con Sergio Pellissier, che ha preso le redini del club, e con altri ex giocatori del Chievo, abbiamo una chat dove ci scambiamo battute e pensieri. Lo scorso anno, ad esempio, abbiamo organizzato la partita "Chievo is back". Spero che il club possa tornare in alto, con la giusta programmazione si possono fare importanti passi in avanti. Mi auguro che la piazza possa ritrovare al più presto quantomeno la Serie B".