Intervista esclusiva a Denis Godeas: "Non è facile rimpiazzare Calhanoglu. Per il Como mi aspetto un campionato da vertice. Messina e Triestina meritano altre categorie"

Intervista esclusiva all'ex attaccante Denis Godeas. Dalla quasi cessione di Calhanoglu dell'Inter passando per le sue ex squadre. Su tutte, l'ottimo lavoro in casa Como. Non mancano i ricordi anche con la maglie di Cremonese, Triestina e Messina. Ecco le sue dichiarazioni.

Como

In esclusiva ai nostri microfoni ha parlato l'ex attaccante Denis Godeas. Ha giocato in tutte le categorie. Il 4 ottobre 2020, all'età di 45 anni, segna un gol nella partita tra Triestina Victory e ASD Mariano 1925, terminata 2-2, entrando così nella storia del calcio italiano per aver segnato in tutte le sue categorie, sia professionistiche che dilettantistiche. Tanti i temi trattati dall'ex attaccante, tra cui le situazioni delicate in casa Messina e Triestina.  Ecco le sue dichiarazioni.

Calhanoglu potrebbe lasciare l’Inter.  Uno come Hakan è rimpiazzabile? Che idea ti sei fatto di Chivu sulla panchina nerazzurra?
“Dopo il mondiale per club pare sia probabile la sua cessione. Non so se sia rimpiazzabile perché ha un ruolo delicato.  Con le sue caratteristiche ce ne sono pochi. E’ vero che nell’ultimo anno ha avuto problemi fisici, ma credo che una cessione del genere debba essere valutata bene, anche per come rimpiazzarlo. Asllani è un buon giocatore, ma non so se ha le qualità per prendere il suo posto. Chivu ha fatto tre partite con i grandi, è presto per fare valutazioni. E’ preparato, bisogna dargli tempo”.

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In questi primi giorni di calciomercato, a tuo avviso quale società si sta muovendo meglio delle altre e perché?
“Una squadra che si sta muovendo bene è il Como. Nonostante sia una società ritenuta piccola, con le cifre che spende e con i calciatori che prende. Il fatto di aver rinnovato il contratto a Nico Paz fa capire che si candida a un posto in Europa, sta facendo bene e si sta rinforzando molto”.

Hai disputato un campionato anche con la Cremonese. Che effetto fa vederla in serie A?
“Con la Cremonese ho vinto un campionato. Ho giocato solo sei mesi a causa di un infortunio. Ho un ricordo positivo di quella tifoseria. Quello che stanno facendo in questo momento è difficile da valutare. Cercano di muoversi con profili con poca esperienza o giovani. Il mercato si potrà valutare sul campo”.

In Serie A hai segnato la tua prima rete con la maglia del Como. Dopo tanti anni lontano dalla massima serie il Como il prossimo anno lotterà per un posto in Europa. Che idea ti sei fatto della società e, visti i primi acquisti, credi che possa raggiungere l’obiettivo prefissato?
“Per me è una società che sta facendo meglio in assoluto. Cifre incredibili dopo aver confermato Fabregas. Non sarei sorpreso se arrivasse in Europa. Farà grandi cose, considerato che hanno disponibilità economiche che anche altri club titolati non hanno. Mi aspetto un campionato di vertice”.

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Purtroppo il Messina è retrocesso in D. Che ricordi ti legano a questa piazza? Cosa ti senti di dire ai tifosi?
"Il Messina è stato il mio primo campionato vinto dalla B alla C. Ho passato tre anni bellissimi e mi sono trovato subito bene. Conservo dei bei ricordi. Purtroppo vive di alti e bassi. Ha avuto la fortuna di vedere la Serie A anche in maniera importante, ma ora è in serie difficoltà. Sta vivendo un momento difficile, ma sono sicuro che ripartirà e mi auguro possa rientrare nel professionismo perché per una piazza del genere la D, ma anche la C è troppo poco".

Oltre 200 presenze con la maglia della Triestina e miglior goleador della storia biancorossa. Quali sono i tuoi rapporti con la città e con la società?
“I miei rapporti con la Triestina sono familiari. È la squadra della mia vita, ho ricordi bellissimi. Quando ci giocavo  conoscevo quasi tutte le persone che venivano allo stadio. Sono legatissimo. Purtroppo le cose non stanno andando bene ma, come dico sempre, le grandi piazze sono destinate a tornare dove meritano”.

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Il 4 ottobre 2020, all'età di 45 anni, sei entrato nella storia del calcio per aver segnato in tutte le categorie sia professionistiche che dilettantistiche (dalla A alla III categoria). Che emozione hai provato e come ci si sente a detenere questo record?
"È stata una casualità. Alcune persone che conosco si sono accorte che avevo segnato in tutte le categorie tranne due. Mi sono ritrovato, grazie a Mauro Milanese, alla Triestina e a far partire un progetto dalla Terza Categoria. È stata una cosa non preparata, ma inaspettata. Gli ultimi due anni li ho disputati per centrare il record, perché ormai la parte difficile era fatta. Più che emozionante è stata una soddisfazione".