Intervista esclusiva a Fausto Pizzi: "Il Napoli sta aumentando il divario, può vincere ancora tanto. L'Inter resta forte, ma non è più la favorita. Grande curiosità per questo Parma. La mina vagante? Potrebbe essere..."
Intervista esclusiva a Fausto Pizzi. Cresciuto nelle giovanili dell'Inter, viene aggregato alla prima squadra nella stagione 1985/86, ma senza esordire. La prima gara da professionista avviene in Serie C1 con la Centese, poi trascorre due anni al Vicenza e uno al Parma, ottenendo con quest'ultima la promozione in Serie A. Di nuovo tra le file dell'Inter per due stagioni, con cui vince la Coppa Uefa 1990/91. Ancora il Parma in quella successiva, per vincere una storica Coppa delle Coppe. Si susseguono ulteriori esperienze in Udinese, Napoli, Perugia, Genoa, Cremonese, Treviso, Cittadella e Reggiana.

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Fausto Pizzi. L'ex calciatore, nativo di Rho, ha espresso il proprio parere su vari temi che riguardano il calcio italiano, soffermandosi, in particolare, sulle squadre con le quali ha contraddistinto la propria carriera, l'Inter e il Parma. Non sono mancate osservazioni interessanti sulle prospettive di diversi club in vista della prossima Serie A, a cominciare dal Napoli detentore dello scudetto, oltre che dire la propria sul ritorno in Italia di Ciro Immobile ed Edin Džeko, rispettivamente neo acquisti di Bologna e Fiorentina. Inoltre, ha svelato il nome della squadra che potrebbe essere considerata la "mina vagante" della prossima stagione.
Fausto, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.
Dopo Kevin De Bruyne, il Napoli potrà aggiungere alla rosa attuale Sam Beukema e Noa Lang, oltre che Lorenzo Lucca. Questi nomi di quanto accentuano il divario sulle altre contendenti per il prossimo campionato?
Non saprei dire di quanto, ma di certo lo accentuano. Sono tutti nomi importanti. Il Napoli, inoltre, comincerà la nuova stagione da un vantaggio tecnico che è dato dalla conferma di Antonio Conte, mentre molte dirette concorrenti hanno scelto di cambiare l'allenatore; non è affatto un dettaglio da poco, perché organizzare il lavoro daccapo e conoscere i volti nuovi richiede tempo, oltre che costituire un'incognita, mentre il Napoli ha degli interpreti che sanno già da dove e come ripartire.
Anche Conte dovrà conoscere i nuovi innesti, ma tutti sanno quanto sia bravo ed esperto nel creare l'intesa e gestire il rapporto con tutti. Sa imprimere grande tranquillità e non smette mai di spronare la squadra, specialmente nei momenti difficili, e queste sono condizioni che consentono al Napoli di essere un gradino sopra a tutte le altre.
La presenza della prossima Champions League quanto potrà incidere sul rendimento in campionato da parte del Napoli?
È inutile nascondere che questa stagione sarà molto più impegnativa per il Napoli. Le gare da giocare in Champions League incideranno sotto tutti gli aspetti, è un torneo che toglie tante energie. Sarà importante anche vedere quale sarà il calendario, quindi conoscere le squadre da affrontare; naturalmente, ci vorrà anche un po' di fortuna nel sorteggio, ma l'aspetto più rassicurante è che Conte saprà valutare di partita in partita come dosare tutti i suoi calciatori, oltre che studiare alla perfezione tutti i suoi avversari. Non bisogna dimenticare che ci saranno anche le gare di Coppa Italia e Supercoppa Italiana.
Detto ciò, a parte l'ultima stagione appena conclusa, il Napoli sta vivendo da molti anni il clima della Champions League, per cui si è generata un'attitudine che non creerà grosse difficoltà sul profilo mentale, perché ha diversi elementi nella rosa che hanno giocato ad altissimi livelli. Conte è un allenatore che conosce molto bene questa competizione, ha un'altra grande occasione per fare ancora meglio e togliersi belle soddisfazioni.
Nonostante i tanti impegni in calendario, credo che il Napoli possa riuscire a rendersi competitivo su tutti i fronti, perché sta iniziando a prendere consapevolezza della propria forza e può aprire un ciclo importante di vittorie.
Ange-Yoan Bonny, Luis Henrique, Petar Šušić e Nicola Zalewski. Sebbene siano arrivati questi nomi, vede l'Inter di Christian Chivu ridimensionata rispetto a quella della passata stagione, specie dopo l'eliminazione dal Mondiale per club ad opera del Fluminense?
No, non credo che si sia ridimensionata, perché finora ci sono tutti i big e l'ossatura della squadra è rimasta pressoché quella dello scorso anno; resta un gruppo di altissimo livello, ma un po' logoro dalle stagioni passate, specie l'ultima che è stata molto stressante e carica di delusioni.
I nuovi arrivi non mi sembrano che siano dei calciatori cosiddetti "top" che possono far aumentare di molto il tasso tecnico della squadra, ma potranno essere delle valide alternative a quelli che sono i titolarissimi. L'Inter dovrà affrontare un'altra stagione carica di impegni, per cui ci sarà bisogno del supporto di tutti quando dovrà essere fatto necessariamente il turnover.
Specialmente per il campionato e a differenza dello scorso anno, l'Inter resta in lizza tra le pretendenti per lo scudetto, ma non ritengo possa considerarsi come la super favorita, proprio perché il Napoli di quest'anno si è rinforzato e avrà dei vantaggi sotto tutti gli aspetti.
La Juventus ha scelto il nazionale canadese Jonathan David, proveniente dal Lille. Il commissario tecnico del Canada, Jesse Marsch, ha dichiarato che in Europa c'è soltanto Erling Haaland come attaccante migliore di lui. Condivide questo pensiero?
Non sono d'accordo su questa affermazione, ma concordo che David sia un grandissimo attaccante. Prenderlo a parametro zero è stato, indubbiamente, una gran bel colpo di mercato. Nonostante questo suo arrivo, ritengo che la Juventus rimanga un cantiere aperto. La struttura tecnica è rimasta quella degli ultimi mesi con Tudor ed è una squadra ancora alla ricerca di una propria identità; resta sempre uno dei club più importanti, ma ritengo che impiegherà ancora qualche anno per trovare un assetto importante tale da poter competere per la vittoria dello scudetto.
"Preferisco Vlahovic a David e Haaland. Lui deve essere sempre titolare e gli direi di cambiare aria subito". Sono state le recenti parole di Darko Kovacevic, ex calciatore della Juventus e attuale direttore sportivo dell'Olympiakos. Cosa ne pensa?
Questa di Vlahovic non è una vicenda così semplice, perché bisogna entrare nel merito di una valutazione non soltanto tecnica, ma anche economica. Il suo è un contratto molto oneroso, è arrivato all'ultimo anno dalla scadenza ed è naturale che la Juventus abbia il timore di perderlo a parametro zero; è anche il calciatore più pagato in Italia, per cui credo che la società intenda risparmiare i soldi del suo stipendio per questa stagione, che sono tantissimi.
Per quel che riguarda il suo valore tecnico, ha tutto per diventare più forte e completo. È giovane, un classe 2000, quindi ha ancora ha tutte le possibilità per costruirsi una carriera importante. Se trova l'ambiente giusto, dove sente di avere subito la fiducia da parte di tutti, è un attaccante che può arrivare a realizzare almeno 20 goal in una stagione; ha un carattere molto forte e avrà dentro di sé ancora tanto orgoglio da tirare fuori.
Anche a me piace molto, ma resta molto difficile stabilire se può essere sul livello di David e Haaland, perché si tratta di due campioni. La dimostrazione di essere il più forte, poi, va data sempre in campo e Vlahovic avrà ancora da dimostrare tanto.
Massimiliano Allegri ha dichiarato che l'obiettivo della prossima stagione è ritornare in Champions League. Dopo aver trattenuto Mike Maignan e Rafael Leão, oltre che ingaggiato Luka Modrić, quale Milan si aspetta di vedere?
Mi aspetto una squadra ordinata e ben organizzata, perché il top player del Milan di quest'anno è l'allenatore. Allegri ha un alto profilo ed è stato uno dei più prolifici nel panorama italiano; per quanto concerne il campionato, il non avere impegni nelle coppe europee può aiutare tantissimo, lo si è visto anche con il Napoli nella passata stagione.
Per quanto possa essere bravo un allenatore, è inutile ribadire che c'è la primaria necessità di alzare il livello della rosa attuale con dei rinforzi, perché questo Milan, almeno fino a oggi, resta sotto al Napoli e all'Inter. Se si tratta di arrivare tra le prime quattro, questa squadra può giocarsela alla pari con tante altre concorrenti.
Nell'attesa che si possa vedere qualche altro volto nuovo, l'arrivo di Modrić sarà sfruttato al massimo da Allegri, perché si tratta di uno dei più forti al mondo e ha dato dimostrazione di essere ancora in grande forma, malgrado la sua carta di identità parli chiaro; è riuscito a giocare nel Real Madrid fino a 39 anni, questo dovrebbe bastare per dare dimensione della sua grandezza. Si tratta di un'avventura del tutto nuova e cambierà qualcosa anche per lui sotto il profilo mentale, ma sarà un riferimento per tanti suoi compagni di squadra anche fuori dal campo.
"Abbiamo voluto affidarci a un profilo che rispecchiasse gli obiettivi nel medio termine. A nostro avviso, Carlos Cuesta è la scelta giusta". Sono state le parole pronunciate dall'amministratore delegato del Parma, Federico Cherubini. Le condivide?
Sì. È stata una scelta giusta e anche coraggiosa, in linea con quelli che sono i principi del Parma, un club che vuole valorizzare tanti giovani promettenti in un campionato difficile, come quello della Serie A. Bisogna riconoscere che questa società ha dato prova di saper lavorare molto bene, portando avanti una strategia precisa, tant'è che ha già fatto emergere qualche profilo importante a cui grandi club si sono avvicinati; da ultimo, non è un caso che l'Inter abbia scelto di prendere Bonny.
In questa squadra ci sono altri giocatori che potranno far parlare di sé, tra cui Leoni, Suzuki e lo stesso Bernabè che, se non avrà una stagione tribolata dagli infortuni, potrà diventare un giocatore di una qualità incredibile. Puntare su un allenatore così giovane e alla sua prima esperienza in assoluto in Italia comporterà qualche rischio, ma se sarà supportato da tutti e senza creare troppe pressioni nei primi mesi, credo che Cuesta potrà portare a compimento l'obiettivo del Parma anche per la prossima stagione, vale a dire quello di una salvezza tranquilla.
Ciro Immobile riparte dal Bologna, mentre Edin Džeko dalla Fiorentina. Quanti goal si aspetta di vedere da entrambi?
Ho avuto un carissimo compagno di squadra, che è Luca Toni. Con lui giocai insieme nel Treviso e ricordo quando vinse il titolo di capocannoniere con il Verona all'età di 38 anni, realizzando più di 20 goal. Ecco, sia per la qualità dei professionisti che per la serietà delle persone, credo che Immobile e Džeko siano in grado di arrivare in doppia cifra anche per il prossimo campionato.
Pur avendo un'età piuttosto importante, restano due professionisti esemplari; si sono sempre allenati benissimo e con tanta cura dei dettagli, non a caso si sono presentati in ottime condizioni fisiche. Hanno il fiuto del goal come pochi e sanno già cosa devono fare quando si avvicinano sotto porta. È stata un'ottima scelta, perché sia il Bologna che la Fiorentina si stanno confermando a ridosso delle big; entrambi avranno anche il supporto di una squadra che metterà loro nelle condizioni di rendere al meglio.
Chi potrà fare meglio tra Vincenzo Italiano e Stefano Pioli, in vista della prossima stagione?
Italiano ha compiuto qualcosa di bellissimo lo scorso anno e cercherà di confermarsi nuovamente. L'arrivo di Immobile va oltre l'aspetto puramente tecnico, perché la dirigenza ha voluto dare un chiaro segnale a quelle che sono le reali ambizioni di questo club per la prossima stagione. Esperienza e qualità in campo non mancheranno, per cui mi aspetto di vedere un'altra bella stagione da parte del Bologna.
L'arrivo di due nomi importanti, Pioli e Džeko, sono il sinonimo di una volontà da parte della Fiorentina di cercare di avvicinarsi proprio ai livelli del Bologna, una squadra che negli ultimi due anni è stata in grado di raggiungere la Champions League e vincere una Coppa Italia. Credo che l'obiettivo principale sarà portare la Conference League a Firenze, considerando che finora è stata soltanto sfiorata.
Mateo Retegui si appresta a diventare un calciatore dell'Al Qadsiah. Quanto ne esce ridimensionata l'Atalanta dalla sua cessione?
L'Atalanta si è dimostrata una società all'altezza anche nell'individuare dei giocatori su cui puntare e renderli al meglio, per poi creare delle plusvalenze importanti. Ci è riuscita alla grande anche con Retegui e quella cifra non si poteva di certo rifiutare, pur trattandosi del capocannoniere del campionato scorso. È stato un attaccante che ha portato da solo 25 goal, ha disputato una stagione impressionante, quindi sostituirlo adeguatamente non sarà affatto facile.
È una grandissima perdita, non si discute, ma credo che sia stata molto più pesante quella di Gasperini. Con la sua partenza si comincia tutto daccapo e ci saranno tante incognite attorno al futuro dell'Atalanta.
Quanto sarà difficile per Ivan Jurić ripetere i risultati conseguiti da Gian Piero Gasperini nei suoi nove anni all'Atalanta?
La scelta di Jurić è stata ben ponderata, perché si tratta di un delfino di Gasperini, è stato suo allievo al Genoa e lo ha affiancato come vice all'Inter e al Palermo; proprio per questi motivi, la società ha voluto dare una continuità tecnica cercando il profilo che più si avvicinasse a colui il quale ha scritto le pagine più belle della storia di questo club.
Ricevere un'eredità del genere sarà una responsabilità grandissima per Jurić. L'organico resta importante e ci sono tanti calciatori forti, ma temo che non si vedrà l'Atalanta all'altezza degli ultimi anni. Naturalmente, spero di sbagliarmi.
La scelta di Gian Piero Gasperini rappresenta più un azzardo o un investimento da parte della Roma?
È un grande investimento, senza dubbio. Penso che la figura di Ranieri e quella Gasperini siano due certezze assolute per la Roma, perché sono due modelli di serietà e professionalità.
Gasperini è un allenatore che sa sempre aggiornarsi, scoprire e applicare soluzioni inedite; adotta una metodologia di gioco all'avanguardia, per cui se i suoi giocatori cercheranno di seguire tutti i suoi dettami dal primo giorno, sono convinto che si divertiranno e vedranno risultati importanti. Faranno di tutto per qualificarsi in Champions League, perché penso che la società abbia come obiettivo di rientrare, quantomeno, tra le prime quattro.
Dopo i risultati della passata stagione, cosa si aspetta di vedere dal Genoa di Patrick Vieira per il prossimo campionato?
Sono curioso di vederlo all'opera dall'inizio, perché l'anno scorso subentrò a Gilardino in un periodo molto e delicato e, ciò nonostante, riuscì a compiere un grandissimo percorso, portando fuori pericolo il Genoa con diverse giornate di anticipo. Ha dato ordine e concretezza al gioco, ha creato una solidità a una squadra che sembrava allo sbando ed è riuscito a farle tirare fuori un grandissimo orgoglio.
Che Vieira abbia lavorato benissimo lo testimonia il fatto che ci sia stato il forte interessamento anche di qualche club importante, per cui mi auguro per lui che in futuro potrà avere l'occasione di confermarsi in una grande piazza, anche se Genova resta un posto magnifico per allenare e togliersi belle soddisfazioni.
Oltretutto, la squadra ha onorato il finale dello scorso campionato con delle grandi prestazioni, a dimostrazione che dietro questa regia c'è stata la grande professionalità del suo allenatore che si è rivelato il vero valore aggiunto.
L'obiettivo è sempre quello di una salvezza con largo anticipo, credo che tutto il Genoa ne sia consapevole, dalla dirigenza ai tifosi; dopo averla conseguita, tutto quello che ne verrà fuori sarà soltanto di guadagnato.
Davide Nicola è il nuovo allenatore della Cremonese. Questa scelta implica che l'obiettivo della permanenza in Serie A sarà un obiettivo facile da raggiungere?
In Serie A nessun obiettivo è facile da raggiungere, a maggior ragione per quelle squadre che lottano per la salvezza. La Cremonese, però, ha scelto un allenatore top per questo tipo di impresa. Davide (Nicola, ndr) è una carissima persona, oltre che un bravissimo allenatore; ha già ottenuto tanti risultati incredibili nella sua carriera, da quella di Crotone fino all'ultima con il Cagliari, senza dimenticare tutte le altre.
Cremona potrebbe rappresentare un ulteriore tassello di questo suo straordinario percorso e credo proprio che lui sia diventato l'allenatore maestro per affrontare determinate situazioni. Resta fuori discussione che la società dovrà aggiungere qualche giocatore di grande esperienza, perché la Serie A è completamente diversa dalla Serie B.
Quale può essere la "mina vagante" della prossima Serie A?
Mi aspetto un risultato importante dal Milan, perché la coppia composta da Allegri e Tare sta dando già dei riferimenti chiari e precisi a un club che ha sofferto tantissimo in questi anni, specie dopo l'uscita di Paolo Maldini dal quadro dirigenziale. Non si è vista un'unità d'intenti nelle ultime stagioni, ma quest'anno mi sembra proprio che le linee guida siano più nitide e determinate, proprio grazie alla presenza di loro due.
La rosa resta di valore e si aggiunge anche Modrić, per cui sono convinto che Allegri farà divertire e porterà i risultati che si è prefissato. Se si considera che il Milan potrà concentrarsi prevalentemente sul campionato, potrebbe essere la squadra in grado di regalare le sorprese più belle.
Fausto, La ringraziamo per questa intervista e ci auguriamo di poterLa risentire, prossimamente. È stato gentilissimo.
Grazie a Voi, il piacere è stato tutto mio.