Intervista esclusiva a Jeda: "Napoli con grandi ambizioni, ma ci vorrà equilibrio. Mi aspetto il Milan tra le prime quattro, grande curiosità per la Roma. Mi complimento con Kean, perché…"
Intervista esclusiva della nostra Redazione a Jedaias Capucho Neves, noto come Jeda. A seguito del Torneo di Viareggio, viene ingaggiato dal Vicenza con cui esordisce da professionista nella Serie A 2000/01. Va al Siena in prestito, ritorna in Veneto, poi contribuisce alla promozione del Palermo in massima serie. Dopo Piacenza, Catania, Crotone e Rimini nel campionato cadetto, trascorre tre anni significativi in Serie A con il Cagliari. A cavallo di due stagioni al Lecce, ce n'è una con il Novara, neopromosso dalla Serie B nel 2011.

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Jeda. L'ex calciatore, di nazionalità brasiliana con cittadinanza italiana dal 2009, ha espresso il proprio parere su vari temi che riguardano il calcio italiano, con un focus sui club dell'attuale Serie A in cui ha vissuto da calciatore, il Cagliari e il Lecce. Non sono mancate osservazioni interessanti sulla prossima stagione calcistica, a cominciare dal Napoli di Antonio Conte, neo campione d'Italia, fino alla Fiorentina di Stefano Pioli, oltre che soffermarsi sui due principali club di Milano e Roma. Proprie considerazioni anche su quelle compagini che potrebbero far parte della grande bagarre per la permanenza nella massima serie.
Jeda, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.
"Amma faticà, ma cchiù assaje" ("C'è da lavorare, ma ancora di più"). È stato questo il nuovo motto di Antonio Conte in vista della stagione attuale, già iniziata con il ritiro di Dimaro. Verso quali ambizioni potrà orientarsi il Napoli, anche in considerazione dei nuovi acquisti, tra cui quello di Lorenzo Lucca?
Le ambizioni del Napoli diventano sempre più grandi e lo si capisce già dalla riconferma di Conte, per il quale si temeva che non sarebbe rimasto. Non ha scelto di prolungare per svernare o rilassarsi, ma sarà stato convinto a fronte di certe garanzie fornite da parte di De Laurentiis, tra cui l'aggiunta di rinforzi di un certo valore in ottica Champions League. Mi sembra che il presidente non stia affatto deludendo le attese, leggendo i nomi dei nuovi acquisti.
Le scelte sono state oculate e certi investimenti compiuti non sono risultati così economici, ma il Napoli è molto forte anche sul profilo finanziario, per cui sa che può permettersi di spendere, pur facendolo sempre con raziocinio. L'aspetto più importante è che gran parte della squadra che ha vinto lo scudetto sia rimasta invariata, per cui c'è una base molto solida e collaudata da cui ripartire.
Era inevitabile che la società intervenisse sul mercato, considerando che ci saranno anche gli appuntamenti con la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana, altri due obiettivi che non verranno sottovalutati dal Napoli. Stavolta, però, occorre pensare con un'ottica diversa, questo significa che non si può avere soltanto dei titolari forti e delle riserve non all'altezza, ma una squadra che abbia giocatori dello stesso livello in tutti i reparti. Ci sarà bisogno di avere un organico ampio e di qualità, oltre che avere equilibrio nel dosare le energie, perché questa sarà una stagione piena di partite difficili, quindi molto più dispendiosa dello scorso anno.
Il Napoli non può che essere la favorita per vincere lo scudetto anche per la prossima stagione; se l'anno scorso partiva piuttosto lontana dai favori del pronostico, direi che questa volta non ci sono tanti dubbi. Ci sarà un'atmosfera differente nell'affrontare nuovamente la Champions League, rispetto agli altri anni, e cercherà di andare avanti il più possibile, perché Conte è un allenatore che non vuole porsi limiti. Questa squadra ha voglia di confermarsi di nuovo in campionato e stupire in Europa, per cui credo che questi due obiettivi viaggeranno insieme.
Che Lucca sia stato un gran bell'acquisto non c'è dubbio, è un giocatore che nell'Udinese è maturato piuttosto in fretta e avrà ancora ampio margine per diventare più completo. L'arrivo al Napoli può diventare il punto più importante della sua carriera ed è arrivato il momento di misurarsi con una realtà più prestigiosa, con tutto il rispetto per l'Udinese che resta un grandissimo patrimonio del calcio italiano. Si tratta del suo vero banco di prova, quello per dimostrare di essere un grande attaccante. Sono sicuro che saprà conquistarsi il suo spazio, nonostante una grande concorrenza.
Anche l'Inter è alle prese con le trattative di mercato, con l'obiettivo di acquistare Ademola Lookman dall'Atalanta. Pur ricominciando da Christian Chivu, resta la principale antagonista del Napoli per il prossimo campionato?
Con Chivu inizia un nuovo ciclo per l'Inter ed è stato giusto cominciare tutto daccapo, considerando che Inzaghi aveva scelto di cambiare rotta. La guida tecnica del nuovo allenatore richiede tempo, questo è un aspetto che va compreso prima di ogni altro, perché inculcare le proprie idee a tanti nuovi giocatori e creare un'identità del gruppo è un processo piuttosto lungo.
Il vantaggio è poter disporre di un ambiente in cui molti si conoscono e giocano insieme da tanto tempo, per cui questo è un aspetto importantissimo per continuare a mantenere certi equilibri. Chivu, tra l'altro, ha giocato nell'Inter, si può dire che è uno di casa e sa già come comportarsi. La società è in piena fase di mercato e, indipendentemente dalle scelte, c'è il bisogno di portare qualche volto nuovo per dare slancio a un organico che resta ugualmente competitivo.
Il discorso cambierebbe un bel po' se dovessero andare via certi giocatori chiave, tra cui Çalhanoğlu di cui si sta facendo un gran parlare; se lui vorrà andare via, è chiaro che non si potrà combattere contro il suo volere, ma se deciderà di restare all'Inter tutti saranno felici di averlo ancora in squadra. Su Lookman è scontato dire che sia un giocatore di grande qualità, perché andrebbe a migliorare sotto tutti gli aspetti una squadra già forte. Sarebbe una sfida affascinante anche per lui.
Se devo scegliere l'avversario che di più può impensierire il Napoli per lo scudetto, direi senz'altro l'Inter.
Massimiliano Allegri ha dichiarato che il Milan ha soltanto il vantaggio del campionato e può avere più tempo per diventare squadra, ma non può giocare le grandi partite della Champions League che tutti i calciatori sognano. Per il neo allenatore rossonero resta, comunque, il bicchiere mezzo pieno. Per Jeda, invece?
Per il Milan, considerando il suo blasone, resta soltanto uno svantaggio non potere disputare la Champions League ed è anche piuttosto notevole. Le motivazioni che si generano in questa competizione riescono a trasferirsi anche nelle partite di campionato, perché fanno aumentare il morale e l'autostima di tutti. L'handicap di non giocare certe partite, quindi, c'è e si farà sentire. La situazione di quest'anno va accettata così com'è, c'è poco da fare, ma credo moltissimo nella figura di Allegri; lo conosco piuttosto bene, perché è stato mio allenatore per due anni a Cagliari, e ritengo che il Milan non potesse scegliere di meglio per la figura dell'allenatore.
Se non ci saranno le partite di Champions League a dare stimolo a tutti quelli che faranno parte della rosa, direi che il vero motivatore sarà proprio Allegri. Sono sicuro che lui avrà desiderio di riportare il Milan il più in alto possibile, per farlo diventare nuovamente un club in grado di pensare soltanto a grandi livelli. L'obiettivo resta quello di costruire una mentalità vincente che riporti la squadra a essere una pretendente per lo scudetto, anche se ci sarà ancora tanto da lavorare. Conquistare un posto in Champions League è assolutamente doveroso per una società del suo calibro, per cui mi aspetto di vederla al termine del campionato tra le prime quattro.
Le partenze di Samuel Mbangula e Timothy Weah potrebbero contribuire all'acquisto di Jadon Sancho dal Manchester United. Oltre a quest'ultimo, quali sono le impressioni sulla Juventus?
È una Juventus in piena fase di costruzione. Siamo nel pieno del mercato e, tra coloro che potrebbero arrivare e andare via, resta ancora difficile dare un giudizio più approfondito. Un nome come Sancho può soltanto migliorare un organico che reputo sia di buon livello, anche se lo scorso anno ha avuto un rendimento discontinuo, sfoderando prestazioni bellissime con altre piuttosto deludenti.
Tudor sa che dovrà fare ancora tanto perché possa creare una squadra in grado di reggere certi ritmi e, tra l'altro, mancano dei leader pronti a trascinarla; non a caso, l'assenza di Bremer si è fatta sentire tantissimo lo scorso anno, perché lui è un trascinatore e, sicuramente, il suo ritorno in difesa sarà uno dei riferimenti chiave per tutti i suoi compagni.
Inoltre, credo che la Juventus debba risolvere alcune sue grane interne piuttosto delicate ed è importante che lo faccia il prima possibile; tante voci che circolano sul mercato e il clima d'incertezza creano soltanto problemi a tutto l'ambiente, a cominciare dall'allenatore che non può lavorare con un certa serenità e non può sperimentare soluzioni tattiche, non sapendo chi resta e chi va via. Nonostante questi punti interrogativi, non penso che farà un campionato anonimo, anche perché credo che tutta la società voglia far venire fuori il suo vero DNA, dopo un po' di anni vissuti tra sofferenze e difficoltà di varia natura.
Tudor a me piace, è un allenatore che incarna bene l'immagine di un club desideroso di riscatto, pronto a ritrovare al più presto il gusto della vittoria; lui ha giocato tanti anni della propria carriera nella Juventus, la conosce benissimo e sa che cosa rappresenta per tutti gli juventini. Saprà farsi valere anche questa volta, perché è uno che sa reggere il peso delle responsabilità.
Quale tra la Roma di Gian Piero Gasperini e la Lazio di Maurizio Sarri potrà ottenere i risultati migliori, specialmente in campionato?
Sia la Roma che la Lazio hanno scelto due allenatori che mi piacciono molto. Posso dire di conoscere molto meglio Gasperini, perché l'ho avuto come allenatore al Crotone, e credo che per lui sarà un'altra bellissima sfida. A Bergamo ha scritto una storia che sarà ricordata per sempre, però bisogna riconoscere che il merito di questi grandissimi risultati ottenuti va dato alla famiglia Percassi che ha compiuto investimenti incredibili, facendo soltanto il bene dell'Atalanta.
Lui è stato il protagonista principale, è riuscito a inventare cose strabilianti in campo, ma credo che sentisse il desiderio di dimostrare di essere un allenatore "top", misurandosi in una realtà bellissima come quella della Roma. Ci sarà tanta pressione su di lui, questo è vero, ma potrà essere un incentivo per dimostrare ancora di più la propria bravura. Mi aspetto di vedere grandi cose da parte sua, anche se il mercato sarà determinante per capire fin dove potrà spingersi questa squadra.
Sarri non ha bisogno di presentazioni, ha fatto cose molto buone non soltanto alla Lazio ed è un grande allenatore. La sua esperienza metterà in ordine un po' di cose, però è importante che possa essere supportato da una squadra all'altezza, perché anche gli allenatori più bravi hanno bisogno di avere gli interpreti giusti per sviluppare un certo lavoro.
In questo momento, tra le due, credo che la Roma abbia un qualcosa in più, però è ancora presto per sapere chi potrà fare meglio, proprio perché alla fine del mercato manca ancora tanto e potranno esserci delle novità pronte a cambiare le sorti.
Prima uscita stagionale contro la Primavera del club viola e prime indicazioni di natura tattica, con un 3-4-1-2 in cui Gudmundsson è stato posizionato alle spalle di Džeko e Kean. Al di là dei sistemi di gioco e degli interpreti, cosa si aspetta dalla Fiorentina di Stefano Pioli?
Convincere Pioli a ritornare è stata una grandissima scelta da parte della Fiorentina, perché è un allenatore che porterà tutta la propria esperienza, oltre a essere stato già a Firenze per due anni. Credo che sia arrivato subito con le idee chiare, mi è sembrato molto determinato fin dalle prime dichiarazioni ufficiali. Conosce benissimo l'ambiente e sa con quali giocatori dovrà rapportarsi. Penso che la società abbia fatto un'operazione superlativa riscattando Gudmundsson dal Genoa, poi è riuscita a convincere Džeko a tornare in Italia, un giocatore che non finisce mai di stupire; nonostante la sua età non più giovanissima, ha una forza fisica invidiabile e la sua duttilità aiuterà tantissimo i propri compagni di reparto.
Anche che la permanenza di Kean è stata fondamentale. Ne approfitto per fargli i complimenti, perché è stato bravo a non cedere alla tentazione di guadagnare molto di più con la continuazione della sua carriera in Arabia Saudita. Non ci si sputa sui soldi, però lui ha dato dimostrazione che non esistono soltanto quelli per sentirsi appagati. Questa sua scelta verrà ripagata, perché credo che abbia bisogno di dimostrare a sé stesso di essere molto più forte di quello visto finora. Nella Fiorentina non può che trovare la dimensione migliore per pensare in grande anche per la Nazionale.
Questa squadra ha tutti i presupposti per fare un gran bel campionato, oltre che andare lontano in Conference League. Sono curioso di vederla all'opera.
Esordio stagionale nell'amichevole contro la Virtus Verona, con la prima marcatura ufficiale di Ciro Immobile. Inoltre, ci sarà anche Federico Bernardeschi. Con questi due nomi, il Bologna di Vincenzo Italiano è tra quelle che avranno l'obiettivo della qualificazione in Champions League?
In questi ultimi anni il Bologna ha dimostrato di essere una società molto competente, perché ha fatto scelte intelligenti e coraggiose, a cominciare da quelle che riguardano l'aspetto finanziario. Sta lavorando molto bene da diverso tempo e sta dimostrando di avere voglia di superarsi. Devo dire che mi ha stupito molto rivedere sia Immobile che Bernardeschi, ma sono contento per loro due perché arricchiscono la qualità del campionato italiano. Sono due ottimi attaccanti e insieme possono divertirsi e far divertire ancora tanto, anche perché si trovano in una piazza straordinaria in cui si può giocare nelle condizioni ideali per qualsiasi calciatore.
Quello del Bologna è un ambiente straordinario, rappresentato da una tifoseria molto passionale e tra le più belle. Tutte queste componenti fanno la differenza, non è un caso che siano arrivati dei risultati importantissimi, come la qualificazione in Champions League e la Coppa Italia vinta con grande merito. Italiano si è comportato benissimo e con questi nuovi arrivi sarà ancora più determinato a guardare oltre.
Qualificarsi in Champions League è sempre difficilissimo per tutte e lo sarà anche per il Bologna, anche se ritengo che sia una squadra destinata a far bene anche quest'anno. Lotterà per conquistare un posto in Europa, perché ha tutte le potenzialità per riuscirci, ma troverà diverse avversarie che saranno altrettanto desiderose di fare bene. Se la giocherà a viso aperto con tutte, ma non sarà affatto facile rientrare tra le prime quattro.
Il Cagliari riparte da Fabio Pisacane che fa il proprio esordio stagionale contro l'Ospitaletto, ottenendo una vittoria per 3-1 e schierando un 3-5-2 con Piccoli e Luvumbo in tandem d'attacco. Si attende, inoltre, l'arrivo di Michael Folorunsho dal Napoli. Basterebbe l'arrivo di quest'ultimo per l'obiettivo della permanenza in Serie A?
Folorunsho darebbe una grandissima mano, perché è un centrocampista di grande forza fisica e qualità tecniche importanti, ma non può bastare soltanto il suo nome per pensare di costruire la salvezza. Il Cagliari ha bisogno di trovare qualche rinforzo in difesa, in particolare, ma è una squadra che si sta formando e c'è ancora tutto il tempo per portare qualche rinforzo di esperienza.
Mi auguro che Pisacane possa riuscire a centrare l'obiettivo il più velocemente possibile. La sua non è stata una scelta casuale da parte della dirigenza, perché è stato un simbolo del Cagliari degli ultimi anni e ha vissuto anche l'esperienza di allenatore della Primavera; sa benissimo cosa rappresenti questa maglia per i cagliaritani e lui sarà orgoglioso di essere uno dei riferimenti principali di questa piazza. È naturale che allenare la prima squadra assume una dimensione molto più grande, è all'esordio in Serie A e avrà una responsabilità altissima. Confido che possa essere uno dei nuovi allenatori emergenti, per cui gli auguro di cuore di riuscire a festeggiare il suo primo anno di carriera con una salvezza tranquilla.
Il Lecce ha scelto Eusebio Di Francesco, proveniente dalle ultime due esperienze in Serie A con Frosinone e Venezia. Cosa ne pensa di questa scelta?
Di Francesco è un allenatore di cui ho molta stima, ha grande competenza ed è sempre stato equilibrato. Le ultime esperienze non sono state tanto fortunate per lui, ma credo che, nonostante tutto, abbia dato grande prova di quanta determinazione ha nel gestire le squadre che ha allenato, specialmente con l'esperienza nel Venezia. Se il Lecce ha scelto lui è perché avrà notato queste sue caratteristiche, offrendogli una grande possibilità. Ogni anno è una storia a sé, per cui spero che lui possa riscattarsi delle delusioni che ha avuto nelle ultime stagioni. La squadra ha dei buoni giocatori, ma credo che qualche altro innesto arriverà per l'inizio del campionato.
A Francesco Camarda verrà affidata parte delle responsabilità dell'attacco del Lecce. Cosa si aspetta da questo classe 2008, proveniente dal Milan con la formula del prestito?
A me questo ragazzo piace molto ed è un profilo che stuzzica, proprio perché è giovanissimo e può regalare soltanto delle belle sorprese. Deve calarsi nell'ottica che non deve crescere per diventare Camarda come futuro giocatore del Milan, ma deve diventare Camarda per sé stesso, compiendo il suo percorso con i tempi giusti. Penso che Lecce sia il posto perfetto per lui, ha una grandissima occasione per mettersi in mostra e spero che potrà ripagare la fiducia di tutti con tanti goal decisivi.
Spero che tutta la squadra possa essere in grado di aiutarlo e di proteggerlo, perché si tratta di un ragazzo di 17 anni che ha bisogno di sentire la fiducia, specialmente quella dei veterani. Ha anche la fortuna di avere un allenatore come Di Francesco a cui piace molto puntare sui giovani talenti, per cui ci sono tutte le premesse per fare un grande campionato.
La Cremonese a Davide Nicola e il Pisa ad Alberto Gilardino. Quale tra queste due neopromosse ha compiuto la scelta migliore per il nuovo allenatore?
Sono due profili diversi tra loro, ma ho stima per entrambi. Nicola ha dalla sua molta più esperienza rispetto a Gilardino, ha ottenuto delle salvezze incredibili, non soltanto a Cagliari lo scorso anno. Ha un carisma eccezionale, una forza d'animo che riesce a trasmettere a tutti i suoi giocatori con tanta naturalezza, come se riuscisse a contagiare tutti con la sua grande energia. Ha sempre allenato in situazioni difficili, sa esaltarsi nelle difficoltà. La Cremonese ha fatto una scelta saggia e si ritrova un signor allenatore.
Per quanto Nicola possa compiere dei veri e propri miracoli, è chiaro che la dirigenza dovrà aiutarlo nell'allestire una rosa all'altezza dell'obiettivo da raggiungere, anche se sa di avere un campione della panchina che trasforma letteralmente i suoi giocatori.
Gilardino ha fatto grandi cose con il Genoa e mi dispiacque molto quando venne esonerato, perché credo che non se lo meritasse. Fu una scelta un po' frettolosa, secondo me, anche se l'arrivo di Vieira e i risultati ottenuti al termine del campionato con lui diedero ragione alla dirigenza. Anche Pisa è un ambiente molto accogliente, con una tifoseria molto calorosa che ha voglia di vedere il calcio che conta. La Serie A mancava da tantissimi anni in questa città, per cui è inevitabile che ci sia tanto entusiasmo attorno alla squadra, pur sapendo che sarà un campionato molto difficile.
Si tratta di una sfida affascinante per tutti e Gilardino sa bene che il suo compito sarà molto delicato. Come per tutte le squadre, anche per il Pisa sarà importante avere dei giocatori di esperienza se vuole giocarsi concretamente le possibilità di salvezza.
Quale squadra della prossima Serie A potrebbe rivelarsi una sorpresa?
Credo che la Fiorentina potrà regalare belle sorprese con Džeko, come anche il Bologna con Immobile e Bernardeschi, ma mi aspetto una grande stagione da parte della Roma. Sono molto curioso di vedere Gasperini all'opera, spero che potrà togliersi grandissime soddisfazioni come ha fatto nei suoi anni all'Atalanta.
Jeda, è stato gentilissimo. La ringraziamo per questa intervista e ci auguriamo di poterLa risentire, prossimamente.
Il piacere è stato tutto mio. Grazie a Voi.