Intervista esclusiva a Pasquale Foggia: "Tanti volti nuovi, mi aspetto un campionato avvincente. Napoli favorito, ma l'Inter vorrà riscattarsi. Tre nomi della Serie A per il Pescara? Sceglierei..."
Intervista esclusiva della nostra Redazione a Pasquale Foggia. Dopo l'inizio nelle giovanili del Banco di Napoli, continua il proprio percorso di crescita in quelle di Padova e Milan. Esordisce da professionista nel 2000 in Serie B con il Treviso e, dopo tre campionati nel club veneto, debutta in massima serie con l'Empoli, restando con i toscani fino al 2005. Dopo un'esperienza al Crotone, torna in Serie A con l'Ascoli per un anno, poi va in prestito alla Lazio che lo acquista a titolo definitivo dal Milan. Susseguono la Reggina e il Cagliari, prima di tornare in biancoceleste per tre anni. Ancora una stagione alla Sampdoria, per chiudere con l'attività agonistica nel 2014 con la Salernitana.

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Pasquale Foggia. L'ex calciatore, nativo di Napoli, ha espresso il proprio parere su vari temi che riguardano il calcio italiano, con un focus sui club dell'attuale Serie A in cui ha vissuto da calciatore, la Lazio e il Cagliari. Non sono mancate osservazioni interessanti sulla prossima stagione calcistica, a cominciare dai nuovi allenatori dei club più blasonati, per poi soffermarsi sui vari aspetti che riguardano il Delfino Pescara, di cui è il direttore sportivo. Inoltre, ha svelato anche quali sono i tre nomi del massimo campionato italiano che sceglierebbe personalmente per poterli vedere giocare con la maglia del club abruzzese.
Pasquale, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.
Diversi nuovi allenatori in Serie A, tra cui Allegri al Milan, Chivu all'Inter, Gasperini alla Roma, Sarri alla Lazio, Pioli alla Fiorentina. Quale stagione si aspetta da questi club e chi, tra questi nomi, piace di più a Pasquale Foggia?
Sono tutti allenatori importantissimi, che nel loro percorso hanno inciso tanto nella storia dei nostri campionati e hanno un'esperienza notevolissima alle spalle. A parte Chivu, ancora agli inizi, tutti questi nomi possono vantarsi di aver vinto e, a maggior ragione, spero che la prossima possa essere una Serie A ancora più avvincente.
Per il Milan si tratta dell'inizio di quella che, secondo me, sarà una bella storia con Allegri, perché ritorna un grande professionista che conosce già bene l'ambiente, anche se, inevitabilmente, sarà tutto totalmente diverso da quello che visse anni fa, quando vinse lo scudetto.
Chivu ha giocato per tanti anni e vinto molto con l'Inter, per cui credo che la società abbia optato per la scelta più giusta e logica che potesse fare. È agli inizi della sua carriera, ma al Parma ha già dimostrato di avere doti importanti da allenatore. Bisogna lasciarlo lavorare in tranquillità, perché anche lui sa che ci sarà tanto da fare e da migliorarsi.
Guarderò con attenzione di nuovo Sarri, considerando la qualità del gioco che riesce a far esprimere alle proprie squadre, per cui mi aspetterò di vedere una Lazio in grado di mettere in difficoltà chiunque.
Gasperini avrà una bella sfida da condurre, perché ha scelto una delle piazze più importanti non soltanto a livello nazionale, per cui la curiosità di vedere all'opera questa Roma resta tanta anche per me.
Mi sembra che Pioli abbia scelto di nuovo Firenze con l'entusiasmo di un ragazzino, con la differenza di avere una grandissima esperienza dalla sua che aiuterà tutta la Fiorentina. Un ritorno come il suo fa parte del bello del calcio e mi auguro che possa togliersi belle soddisfazioni anche in questa città.
Il Parma ha scelto l'allenatore più giovane della storia della Serie A nell'era dei tre punti: Carlos Cuesta. Se lo sarebbe aspettato?
No, sinceramente. C'è grande curiosità, non può essere altrimenti, perché si tratta di un ragazzo giovanissimo, non a caso il più giovane nella storia del nostro campionato. Ha già fatto diverse esperienze in un club prestigioso come l'Arsenal, anche se da allenatore di una prima squadra di Serie A cambierà molto anche per lui. Mi è parso entusiasta della scelta e piuttosto disinvolto, sicuro di quello che deve fare, quindi potrebbe essere lui la lieta sorpresa di questo campionato.
Cosa ne pensa dei nuovi acquisti del Napoli, in vista della prossima stagione?
Il Napoli sta facendo un mercato importantissimo per mantenere la continuità in Italia, anche se già sono stati portati nomi di un certo spessore, tra cui uno dei miei pupilli, Kevin De Bruyne. Potrebbe arrivare ancora qualche altro volto nuovo e credo che Conte proverà a vincere di nuovo lo scudetto, senza fare tanti calcoli. La rosa si è rinforzata piuttosto bene anche in virtù della Champions League, dove potrà dire senz'altro la sua. Sarà una stagione avvincente, ma carica di impegni, quindi sarà fondamentale dosare le energie della rosa a disposizione.
Quali sono le considerazioni personali sulla vicenda relativa al rapporto tra il Napoli e Victor Osimhen, ceduto al Galatasaray?
Dopo tanti tira e molla, credo che si sia giunti alla conclusione più ovvia e giusta, perché era chiaro che Osimhen volesse andare via da tempo, ma il Napoli ha voluto preservare i propri interessi e ha saputo pazientare per arrivare a una condizione economica che potesse risultare congrua per il valore di questo ragazzo. La perseveranza di De Laurentiis è stata premiata alla grande e, in fin dei conti, si può dire che hanno vinto tutti, specialmente il Napoli.
Se il Napoli sarà la squadra favorita per il prossimo scudetto, quale potrà essere la sua principale antagonista?
Direi che ci sono le solite, a cominciare dall'Inter che vorrà riscattarsi dello scorso anno, mentre il Milan vorrà impensierire fino alla fine; anche la Roma proverà a fare qualcosa d'importante per stare tra le prime, ma dipenderà anche dal mercato, che è in pieno svolgimento.
Naturalmente, non mancherà la Juventus, perché si tratta di una società che non partecipa mai per raggiungere obiettivi importanti. Questo Napoli ritengo sia la squadra più completa ma, ripeto, ci saranno le solite avversarie che daranno fastidio fino all'ultima giornata.
Vittoria di misura per la Lazio contro l’Avellino, neo promosso in Serie B, grazie a un calcio di rigore siglato da Guendouzi al 93’. Questo esito può rappresentare un segnale preoccupante per Sarri, pur trattandosi di un'amichevole?
I risultati del calcio di luglio e inizio agosto possono dare delle indicazioni, ma non delle certezze. La Lazio ha dei valori importanti, a cominciare proprio da Sarri, il quale avrà tempo e modo per incidere al meglio su questa squadra. Sicuramente, resta una di quelle che lotterà per un piazzamento in Europa.
Immobile per il Bologna, Džeko per la Fiorentina. Questi due acquisti significano che l'età anagrafica nel calcio conta fino a un certo punto? Inoltre, da chi si aspetta di vedere più goal?
Soprattutto per certi giocatori, direi proprio di sì. Tra questi, pure se ne sono rimasti pochi in circolazione, ci sono proprio loro due. Finché avranno dalla loro ci sarà una condizione fisica di un certo livello, resterà bellissimo goderseli fino in fondo. Sono due attaccanti eccezionali, anche se diversi per caratteristiche, ed entrambi hanno vinto tantissimo nella propria carriera. Tuttora, sono un esempio per molti ragazzi.
Questa volta non posso che essere di parte, per cui spero che Ciro (Immobile, ndr) potrà fare meglio di Džeko, perché è un mio carissimo amico e merita di ottenere altre belle soddisfazioni.
Il Lecce ha affidato buona parte delle responsabilità dell'attacco salentino a Francesco Camarda. Quale stagione si aspetta di vedere da lui?
Mi aspetto di vedere tantissima qualità, perché è un ragazzo giovanissimo che ha davanti a sé una carriera prosperosa. Non a caso è già nel giro della Nazionale, perché ha molto talento e Lecce potrà essere il suo trampolino di lancio per farlo diventare uno dei più forti del nostro campionato.
Se ne discute tanto, specie negli ultimi anni, di un'Italia che non ha talenti; invece, ce ne sono e Camarda è una felicissima realtà. Tutti devono iniziare a fare il tifo per i giovani di casa nostra e, soprattutto, avere il coraggio di farli emergere. Sia lui che il Lecce hanno fatto una scelta azzeccatissima.
Il Cagliari ha scelto Fabio Pisacane per il successore di Davide Nicola. Crede che il neo allenatore riuscirà a raggiungere l'obiettivo del suo predecessore?
Mi auguro che il Cagliari possa salvarsi ogni anno. Tutti sanno che è una squadra che lotta per questo obiettivo e anche Nicola, un grandissimo allenatore, ha avuto il suo gran bel da fare per raggiungere la salvezza. Fabio (Pisacane, ndr) ha una bellissima opportunità, ben sapendo che ci saranno tante responsabilità da portare avanti in un percorso molto impegnativo.
Ci sarà da soffrire anche questa volta, ne sono tutti consapevoli, ma confido in lui; anche la società avrà ponderato la società, facendo le giuste valutazioni per affidargli la panchina della prima squadra. È giusto osare e dare opportunità a chi ha delle qualità, pur essendo giovani. Non posso che essere dalla parte sua e di tutto il Cagliari, affinché possa arrivare un'altra bella salvezza.
Il Pescara si è regalato una promozione in Serie B, dopo aver vinto i Playoff di Serie C. È stata più grande la gioia per il traguardo raggiunto o la paura di non riuscire a centrare l'obiettivo, se si considera la posizione nell'ultima regular season, dopo un primato durato diversi mesi?
Per fortuna, la gioia ha prevalso su tutto ed è stata un'emozione indescrivibile per come siamo riusciti a raggiungere una Serie B che ci mancava da tantissimo tempo. Abbiamo sofferto tutti tantissimo, ma, proprio per questo motivo, è stato ancora più bello essere riusciti a vincere. Non era affatto scontato, anzi, pur essendo il Pescara tra quelle favorite per aggiudicarsi i Playoff.
Abbiamo affrontato una Ternana che, secondo me, era la più attrezzata per vincere il campionato, anche se ritengo che anche noi abbiamo dato dimostrazione di avere delle qualità importanti, soprattutto il temperamento.
A un certo punto della stagione c'è stato un calo fisiologico in termini di risultati, ma non delle prestazioni in campo. La nostra forza è stata sempre quella di restare compatti, ancora di più in quel periodo negativo. Penso che tutti insieme ne abbiamo dato dimostrazione, altrimenti non saremmo riusciti ad arrivare fino in fondo. Direi che la conquista di questo bellissimo risultato è stata meritata da parte di tutto il Pescara.
Poi, c'è da ringraziare Mister Baldini per essere riuscito a entrare nella testa dei calciatori sin dal primo giorno e, nonostante le difficoltà che sappiamo, è riuscito ugualmente a condurre tutta la squadra verso un sogno che si è avverato alla grande. Il merito più grande va riconosciuto a lui.
Poco meno di un mese all'inizio della prossima Serie B. Perché è stato scelto Vincenzo Vivarini e com'è stato il suo approccio con la squadra?
Vivarini è un allenatore che si sposa benissimo con l'immagine del Pescara. Lui è abruzzese ed è il primo a essere rimasto stracontento di questa scelta, perché sta allenando una squadra della sua terra d'origine, per cui le sue motivazioni sono molto forti.
Si sta facendo valere già dal primo giorno di preparazione e si è vista subito la personalità di un allenatore che ha sempre fatto bene, a eccezione di una parentesi dello scorso anno in cui è stato anche condizionato da fattori che non sono dipesi da lui. Le squadre che ha allenato hanno sempre mostrato un gioco votato all'attacco, è una caratteristica del suo modo di concepire il calcio che a noi piace molto. Siamo contenti di averlo da allenatore del Pescara.
Da parte del Pescara, quale obiettivo c'è da raggiungere per la Serie B 2025/26?
La salvezza, senza fare troppi calcoli, perché é fondamentale mantenere questa categoria. Non dobbiamo avere idee diverse, inizialmente, se non questa. Ci insediamo da neopromossa, quindi dobbiamo necessariamente lavorare con un profilo basso, sapendo che sarà un campionato lungo e difficile. Ce la metteremo tutta, naturalmente.
Da direttore sportivo del Benevento, Pasquale Foggia ha conquistato una promozione in Serie A. Anche con il Pescara si è prefissato lo stesso obiettivo in futuro?
Me lo auguro di cuore di poter raggiungere la Serie A anche con il Pescara, perché è un posto che merita palcoscenici importanti, come lo è stato in diverse occasioni nella sua storia. È una piazza importante, lo testimoniano i ventimila tifosi che ci hanno incitato dal primo all'ultimo secondo nella finale dei Playoff contro la Ternana. Sono numeri che danno la dimensione di quanto questo posto tenga alla propria squadra e, soprattutto, meriti di raggiungere qualcosa di importante.
Come ho già ribadito, l'obiettivo di questa stagione resta la salvezza, poi il tempo ci dirà se saremo in grado di pensare ad alzare l'asticella. Tutti noi abbiamo ambizioni e obiettivi importanti, ma sappiamo che occorre tempo e pazienza per poterli raggiungere.
Quali sono le squadre della prossima Serie B favorite per la promozione?
Tra tutte, direi il Monza e il Palermo, con l'una che proviene da una retrocessione e vorrà ritornare di nuovo in A, mentre l'altra sta cercando da diversi anni di raggiungere questo obiettivo. Entrambe hanno ambizioni importanti e stanno facendo anche un mercato piuttosto rilevante. Poi, c'è anche lo Spezia che è arrivato a disputare la finale Playoff, quindi resta una delle pretendenti. Ci sono altre squadre forti e, tra queste, aggiungo l'Empoli che resta una delle società modello del calcio italiano.
Da ex, tra le varie, di Sampdoria e Salernitana, cos'ha pensato della vicenda che ha interessato la disputa dei Playout che ha sancito la permanenza in B dei blucerchiati e, di conseguenza, la retrocessione dei granata in C?
Per tutto quello che è accaduto, direi che si è trattato di uno spot per niente bello per il nostro calcio. Poi, vedere un Playout tra Sampdoria e Salernitana mi ha fatto uno stranissimo effetto, se si pensa che, sulla carta, erano due delle squadre orientate a vincere il campionato o, quantomeno, a centrare le prime posizioni. Ho avuto la fortuna di indossare la maglia di entrambe e so molto bene cosa rappresenti e quanto valore abbia per le loro tifoserie.
Fa riflettere tutto quello che è accaduto e spero che potrà servire per evitare certe brutte situazioni, ma posso soltanto augurarmi, in tutta sincerità, che la Salernitana torni presto in B, perché una piazza come Salerno non può restare in C, come credo che la Sampdoria sia una realtà che la Serie B non avrebbe mai dovuto vederla.
Da direttore sportivo, quali sono i tre nomi dell'attuale Serie A che Pasquale Foggia sceglierebbe per vederli giocare nel Pescara?
Paulo Dybala, Kenan Yıldız e Kevin De Bruyne.
Pasquale, è stato gentilissimo. La ringraziamo per questa intervista e ci auguriamo di poterLa risentire, prossimamente.
Il piacere è stato tutto mio. Grazie a Voi.