Intervista esclusiva a Giovanni Ignoffo: "Napoli pronto a difendere il titolo. Palermo da Serie A, Inzaghi può costruire un ciclo vincente. Salernitana squadra tosta e concreta, duello col Benevento per la B"
Intervista esclusiva a mister Giovanni Ignoffo. Dalla lotta scudetto che vede coinvolta il Napoli di Conte alle possibilità di promozione del Palermo di Inzaghi, passando per la sfida ad alta quota tra Salernitana e Benevento in C e le aspirazioni per il futuro. Ecco le sue dichiarazioni.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Giovanni Ignoffo. L'allenatore ed ex calciatore, di ruolo difensore, in carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Palermo, Perugia, Napoli, Salernitana, Benevento e Messina. L'ultima esperienza in panchina, invece, è stata quella alla guida del Chieti in Serie D. Dalle chance scudetto della squadra di Antonio Conte all'obiettivo Serie A del Palermo, passando per la corazzata Salernitana in C e le difficoltà del Siracusa di mister Turati. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.
Il Napoli è in vetta insieme alla Roma: si aspettava un avvio così forte? Gli azzurri sono i favoriti per lo scudetto? E chi può essere la rivale principale?
"Il Napoli si è rinforzato ed ha tutte le carte in regola per difendere il titolo conquistato nella scorsa stagione. La rosa è più folta e ricca di qualità e di esperienza. Sono arrivati innesti importanti in tutti i reparti. Sono sicuro che gli azzurri possono essere protagonisti in questa stagione e che riusciranno ad orbitare nelle zone di vertice della classifica fino alla fine. Le chance per vincere ancora lo scudetto sono alte. Ovviamente, ci sono altre squadre che possono insidiare i partenopei. L'Inter, sotto questo punto di vista, è tra le più competitive in assoluto. Ci potrebbero essere, poi, anche Milan e Roma. In particolare, i rossoneri hanno il piccolo vantaggio di non giocare le coppe".
Che percorso europeo immagina per il Napoli in Champions League?
"Dal Napoli mi aspetto un cammino da protagonista anche in Champions League. Anche in occasione della partita col Manchester City, dove ci può anche stare una battuta d'arresto, gli azzurri hanno fatto un'ottima partita nonostante l'inferiorità numerica, questo la dice lunga sul valore del Napoli in campo europeo. Il PSV, prossima avversaria, è una squadra giovane, che ha delle ottime individualità. Qualitativamente, però, ha qualcosa in meno rispetto alla squadra di Conte. Sono le partite che il Napoli deve sfruttare per fare punti e ottenere la qualificazione alla prossima fase. In ogni caso, vedo una squadra in grado di giocarsela con tutte a viso aperto".
Dopo la gara col Milan si è parlato molto della reazione e della prestazione di De Bruyne: come giudica queste critiche e il suo impatto finora? Può essere davvero l’uomo decisivo del Napoli?
"De Bruyne è un elemento di spessore che rende il centrocampo del Napoli molto più competitivo rispetto a quello dello scorso anno. Di uomini chiave, poi, in questa squadra ce ne sono tanti, basti pensare all'impatto avuto da McTominay la scorsa stagione. Le critiche ci sono e ci saranno anche in futuro, perché oggi i calciatori sono monitorati a 360 gradi. Quando un atteggiamento non va viene subito ripreso e rimarcato, soprattutto quando le cose non vanno, perché quando si vince tutto passa in secondo piano. Sono situazione comunque che reputo inconsistenti e superflue per il sereno prosieguo della stagione".
In Serie B il Palermo di Inzaghi è secondo: può essere l’anno buono per la promozione? E che ne pensa del paragone di Inzaghi con Gasperini?
"Ci sono tutti i presupposti per la promozione in Serie A. In particolare, a partire dalla struttura della squadra, che vedo molto più solida, efficace e concreta rispetto a quella degli anni passati. Merito, oltre che degli investimenti della società, dell'allenatore che ha messo la sua esperienza a servizio del club. Ovviamente, quello cadetto è un campionato complicato. Credo che i rosanero se la giocheranno fino alla fine soprattutto con Frosinone e Venezia per la promozione diretta. Inoltre, ci sono anche altre squadre che possono insidiare le prime nel salto di categoria come Modena e Monza. Inzaghi come Gasperini? La scelta di lasciare Pisa dopo la promozione per venire a Palermo già la dice lunga sulla sua lettura. Il mister sa che dietro i rosanero c'è una società ricca e solida come quella del "City club", di conseguenza vincendo il campionato sa di potersi creare un percorso più duraturo nel tempo e da protagonista anche in massima serie. Il Palermo ha grande appeal nel mondo, probabilmente anche più del Manchester City. Questo è un dato di cui la società tiene conto e anche l'allenatore".
Ottimo avvio anche per il neopromosso Avellino, quinto in classifica: si aspettava un rendimento così? Può essere la sorpresa del campionato?
"L'Avellino in questi anni ha investito tanto, non è una sorpresa. Già l'anno scorso aveva in organico calciatori che potevano fare benissimo il campionato cadetto e lo stanno dimostrando in questi mesi. Gli irpini stanno facendo un percorso importante, sono contento perché per me è stata una piazza fondamentale, anche se da allenatore non tutto è andato per il verso giusto. Nel calcio tutto può succedere e l'Avellino ha le qualità per giocarsi le proprie chance. In questo momento hanno approcciato benissimo con la categoria e penso che tutto questo possa dare l'entusiasmo necessario per affrontare al meglio anche il prosieguo della stagione".
In Serie C stanno brillando Salernitana e Benevento: come giudica il loro cammino e chi vede favorita per la promozione in B?
"Il campionato di Serie C è troppo complicato per potersi sbilanciare così presto. Penso che siano due delle squadre più attrezzate per il salto di categoria. In questo momento vedo una squadra che sta facendo punti anche non giocando bene, non esprimendosi al meglio, che è la Salernitana. E questo la dice lunga su quella che è la qualità e la forza della squadra. Nel momento in cui ci saranno condizioni diverse, il risultato arriverà in maniera ancora più agevole. Il Benevento è una squadra forte e una realtà che ogni anno investe tantissimo per tentare di spuntarla. Anche quest'anno starà lì in agguato per la promozione diretta. Ovviamente, per la vittoria del campionato bisogna citare anche altre squadre come Catania e Crotone, oltre il Trapani che però si porta dietro la penalizzazione iniziale".
In difficoltà invece Foggia e Siracusa, altre due sue ex squadre: cosa non ha funzionato finora e quali possibilità hanno di salvarsi?
"Si tratta di due situazioni strane e diverse. L'anno scorso il Siracusa ha investito tanto per vincere il campionato, nessuno si aspettava che si presentasse in Serie C con una rosa mediocre per il livello del campionato. L'allenatore si affaccia per la prima volta alla categoria, ma ha delle buone qualità. Tuttavia, le idee non bastano bisogna fare punti salvezza. A Foggia tutto ruota attorno ad un aspetto societario deficitario. Da anni Canonico non viene accettato, probabilmente per la sua gestione scontrosa e autoritaria nei riguardi della tifoseria e non solo. Spesso è entrato in conflitto con allenatori e direttori per vedute diverse su argomenti squisitamente tecnici e calcistici, portando a tensioni, spaccature e situazioni di disturbo attorno alla squadra. In questo caso le responsabilità sono soltanto del presidente. Prendere Delio Rossi è stata una mossa scarica barile, ma la squadra non è stata per nulla attrezzata per affrontare serenamente il campionato".
Dopo l’esperienza al Chieti, cosa c’è nel suo futuro? Sta aspettando una nuova panchina?
"In questo momento sto pagando l'inattività che ho avuto da dicembre in poi, dopo l'esperienza a Chieti. In quel caso c'è stato un esonero affrettato, che non c'entra niente col calcio giocato. Insieme al direttore Ciccone, nonostante le difficoltà e un club quasi fallito, eravamo riusciti a creare una rosa degna di nota, arrivando a dicembre a piazzare la squadra al secondo posto dietro la corazzata Sambenedettese, in attesa dell'imminente mercato. Sono stato esonerato dopo un pareggio a Recanati e tanti risultati utili consecutivi. Oggi, se ci fosse stata continuità, sono sicuro che quel gruppo si sarebbe fatto trovare pronto per poter vincere il campionato. Purtroppo, posso dire che la società ha gestito male determinati momenti. Quando si sono resi conto di aver commesso un errore, mi hanno offerto un ruolo da direttore generale, ma non me la sono sentita di lasciare la panchina e il ruolo di allenatore. In questi mesi ho avuto diversi contatti, in particolare con Igea Virtus, Vigor Lamezia e Atletico Palermo, ma non c'erano le condizioni giuste per accettare. Sono stato contattato anche da Casertana, Giugliano e Cavese in Serie C, ma le società hanno virato su altri nomi. Ora sono in attesa dell'opportunità che, visti i risultati degli ultimi incarichi, meriterei di avere. Sono pronto a rimettermi in corsa, prendendomi tutte le responsabilità del caso".